Ezio Bosso, oggi nasceva il grande musicista che ha incantato l'Italia

Oggi avrebbe compiuto 49 anni, la sua Torino lo omaggia con un concerto speciale

Il 13 settembre del 1971, a Torino, nacque Ezio Bosso, il grande musicista, compositore e direttore d'orchestra. Il suo amore per la musica è probabilmente nato insieme a lui. Da giovanissimo sceglie la musica classica come sua strada. Il primo esordio sarà in Francia ancora minorenne (16 anni). Dopo aver completato gli studi di contrabbasso, composizione e direzione d’orchestra all’Accademia di Vienna e collaborò con diverse orchestre europee tra cui Chamber Orchestra of Europe, Festival Strings Lüzern, Deutsche Kammer-Virtuosen.

Il concerto per ricordare Ezio Bosso a Torino

E' stato il direttore stabile e artistico della StradivariFestival Chamber Orchestra, oggi Europe Philharmonic, Sony Classical International Artist e Steinway Artist. Tra i suoi successi va ricordato anche l'intervento al Parlamento Europeo, nel 2018, per una riflessione sullo stato della cultura europea, fu l'unico italiano invitato.

Indimenticabile fu la sua esibizione al festival di Sanremo, condotto da Conti, nel 2016. La sua semplicità, umiltà, bravura e cultura hanno emozionato l'Italia intera.

La sua musica alla conquista del mondo

"Bosso ha ricominciato una più intensa attività concertistica dal 2015 - si legge nella biografia sul suo sito - in un crescendo che, dopo aver portato oltre 100.000 spettatori nei migliori teatri con il suo recital per solo pianoforte considerata la tournée di musica classica più importante della storia italiana, lo vede reduce da una lunga serie di trionfi alla testa di alcune delle migliori orchestre italiane e internazionali nella riconquistata veste di direttore d’orchestra, dopo anni di forzata pausa". 

Tra le collaborazioni più importanti quelle con l'Orchestra Filarmonica del Teatro La Fenice di Venezia, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, che ha diretto anche per l’Opening Act del G7 Ambiente (evento per cui ha vinto, ai Live Award di Lisbona, il premio come miglior evento musicale europeo dell’anno). Al Georgian State Opera and Ballet ha diretto il gala operistico con le dive del canto Nino Surguladze e Carmen Giannatasio, che ha visto oltre sette standing ovation ed è stato seguito da più di 4 milioni di persone collegate da tutto il mondo; Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra del Teatro San Carlo, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra da Camera di Mantova, Orchestra da Camera Lituana con il solista Sergej Krylov, Orchestra Filarmonica Toscanini di Parma, Orchestra Filarmonica del Teatro Verdi di Salerno e l'Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole con Anna Tifu nel Teatro Romano per l’evento nazionale della festa della Musica nel 2018.

E' stato poi nominato Direttore Stabile Residente del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste. Sony Classical ha pubblicato "The 12th Room", Disco D’oro con oltre 50.000 copie vendute e altri dischi di grande successo.

A giugno 2019 è stato il protagonista, nonchè autore, della serata-evento Rai3 "Che Storia è la Musica", uno spettacolo che ha rivoluzionato la storia della divulgazione musicale in TV con più di un milione di ascolti.

Prima della pausa forzata a causa della malattia Bosso aveva alle spalle collaborazioni sparse in tutto il mondo dalla London Symphony Orchestra alla Sydney Youth Orchestra; dalla Orquesta de Cámara de Madrid alla Wien Residenz Orchester. Si è esibito come compositore, esecutore, direttore d’orchestra alla Royal Festival Hall di Londra, Sydney Opera House, Palacio de Bellas Artes di Città del Messico, Teatro Colón di Buenos Aires, Carnegie Hall NYC, Teatro Regio di Torino e molti altri.

La malattia e la morte

Il 15 maggio 2020 Ezio Bosso è morto nella sua casa di Bologna. L'avanzare della malattia lo aveva costretto, a fine 2019, ad abbandonare il piano, non riuscendo più a suonarlo, ed infine gli ha portato via anche la vita. Un vero e proprio lottatore che non ha mai lasciato che il dolore gli impedisse di sognare e realizzarsi. 

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Nel 2011 arrivò la diagnosi, fatta dai medici a seguito di un delicato intervento al cervello per l'asportazione di un tumore. I sintomi della malattia, simili a quelli della SLA (sclerosi laterale amiotrofica), lo hanno portato a muoversi sulla sedia a rotelle, in quanto l'atrofia muscolare è uno dei tratti principali di questa malattia, che col tempo degenera fino a compromettere le funzioni vitali. La teoria più accreditata è che Bosso avesse una malattia autoimmune e neurodegenerativa.

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