Martedì, 20 Aprile 2021

Fase 2, in Italia l'apertura sarà "a ondate"

Lo spiega Vittorio Colao, che guida la task force ("tutti volontari, nessuno guadagna nulla") sulla fase 2. L'approccio per bloccare sul nascere ogni possibile nuovo focolaio deve essere "microgeografico". Ora anche il Pd incalza Conte: "Basta Dpcm, ascolti il parlamento"

Distanziamento sociale e mascherine: è la fase 2 all'italiana. Foto: Ansa

Meno 5 all'inizio della fase 2, che - come ampiamente annunciato - non sarà affatto un liberi tutti. "E' l'occasione per rilanciare tutto il sistema Italia, il Paese ha imparato a usare le nuove tecnologie": lo dice in una intervista al Corriere della Sera Vittorio Colao che guida la task force ("tutti volontari, nessuno guadagna nulla come è giusto che sia") sulla fase 2. "Ripartiremo a ondate, pronti a chiudere piccole aree se il male riparte" con "regole diverse a seconda delle regioni", precisa.

Dal 4 maggio, "rimettiamo al lavoro 4 milioni e mezzo di italiani", "è una base per poter fare una riapertura progressiva e completa, sarà un test importante" che metterà alla prova la "robustezza del sistema". L'approccio per bloccare sul nascere ogni possibile nuovo focolaio deve essere "microgeografico: occorre intervenire il più in fretta possibile, nella zona più piccola possibile". "L'App - prosegue - potrà servire se arriva in fretta e se la scaricano la grande maggioranza degli italiani, è importante lanciarla verso la fine di maggio, se quest'estate l'avremo tutti o quasi bene, altrimenti servirà a poco". Il sistema, puntualizza, non sarà invasivo, sarà rispettata la privacy e la segnalazione di un contagio avverrà "in modo automatico e anonimamente".

Nessuna ambizione politica nel futuro del manager. Alla domanda se intende prendere il posto di Conte Colao risponde nettamente che "non ho nessuna intenzione di fare politica" e "alla fine tornerò al mio lavoro", molti manager si sono messi a disposizione del loro paese "solo in Italia si pensa che vogliano fare politica". "Sono state scritte anche altre inesattezze. Non abbiamo mai proposto di chiudere in casa i sessantenni. L'hanno creduto in tanti, anche Fiorello", conclude.

Fase 2, anche il Pd incalza Conte: "Basta Dpcm, ascolti il parlamento"

Anche nel Pd iniziano a esserci dubbi sulle modalità di gestione della ormai prossima fase 2. Il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio apprezza, in una intervista a Repubblica, "la prudenza e la gradualità" con cui il premier Giuseppe Conte ha deciso di gestire la fase 2 ma avverte: "La prima fase dell'emergenza è terminata. Ora il Parlamento deve tornare a esercitare i suoi poteri di indirizzo e controllo sull'esecutivo".

"Era inevitabile governare" con i Dpcm perchè "siamo stati dentro una situazione senza precedenti" ma "ora però bisogna tornare ai pesi e ai contrappesi previsti dalla Carta". Secondo Delrio "dentro una cornice di regole generali, valide per tutta Italia, bisognerebbe semplificare e cominciare a pensare a forme di differenziazione e di flessibilità per i territori a contagio basso. Lasciando ai sindaci e ai presidenti di Regione la possibilità di ragionare su cosa e come riaprire". Insomma, prosegue, "dobbiamo progettare la convivenza insieme al coronavirus. Occorre cioè elaborare linee guida più generali in grado di dire che - una volta adottate tutte le misure di sicurezza: sanificazioni, mascherine, distanziamento - le attività, in accordo con le Regioni, in maniera differenziata, possono ripartire. Lasciamo ai sindaci e ai governatori un po` di flessibilità, specie nei territori meno colpiti".

Fase 2 e bambini, un piano in tre fasi: le proposte per maggio, giugno e settembre

Continua a leggere su Today.it

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Fase 2, in Italia l'apertura sarà "a ondate"

Today è in caricamento