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Sabato, 15 Giugno 2024
La polemica / Roma

Giornalisti portati in questura durante una manifestazione: è di nuovo bufera sulla polizia

È accaduto ieri, giovedì 23 maggio, a Roma dove tre giornalisti sono stati fermati, condotti in questura e perquisiti mentre provavano a documentare la protesta degli attivisti di "Ultima Generazione"

Fermati, identificati e portati in questura. È polemica per l'azione della polizia ai danni di tre giornalisti: Angela Nittoli, videomaker del "Fatto Quotidiano", Massimo Barsoum fotografo freelance del "Corriere della Sera" e il videomaker freelance Roberto Di Matteo. I tre stavano cercando di documentare la protesta degli attivisti di "Ultima Generazione" a Roma. L'episodio è avvenuto nella mattinata di ieri, giovedì 23 maggio, a Roma all'altezza di via XX Settembre dove si sarebbe dovuta svolgere la manifestazione ambientalista. 

Secondo la ricostruzione fornita al Fatto Quotidiano dalla giornalista Angela Nittoli, i tre si sarebbero immediatamente identificati come giornalisti, ma sarebbero stati ugualmente stati allontanati e trattenuti per mezz'ora "in attesa di verifiche", mentre gli sarebbe stato impedito l'uso dei cellulari. Poi il trasferimento, a bordo di una volante verso il vicino commissariato romano di Castro Pretorio. Qui sarebbero stati perquisiti e trattenuti per due ore in una piccola cella di sicurezza in uno stato di sorveglianza. Una vicenda che ha già sollevato l'ennesima polemica sull'operato della Polizia di Stato.

Le reazioni politiche e sindacali:"Inaccettabile per un paese liberale" 

A prendere posizione sono primariamente i sindacati con la Segreteria nazionale di Slc Cgil (il sindacato confederale per i lavoratori della comunicazione) che ritiene "inaccettabile un fermo di polizia condotto nei confronti di chi ha il compito di informare e di documentare i fatti del Paese e valuta questo comportamento lesivo della libertà di stampa, fondamento di un paese democratico e liberale"

"Dopo quello che è accaduto, appare evidente che esiste una linea di intervento per scoraggiare i cronisti dal documentare i blitz di questi attivisti. Tutto questo si concretizza in una palese violazione delle leggi sulla stampa e dell'articolo 21 della Costituzione e sa drammaticamente di censura preventiva, oltre che di violazione del dovere di informare" sottolinea anche l'Fnsi, il maggiore sindacato dei giornalisti italiani. 

"È un comportamento delle forze dell’ordine ormai insostenibile e che deve avere risposte chiare dai vertici della questura di Roma e del Viminale e da parte del governo" sottolinea Nicola Fratoianni di Avs, che ha citato anche l'episodio di un cronista de "Il Mattino di Padova", fermato e trattenuto in questura per ore, lo scorso 12 aprile, mentre stava seguendo la protesta degli attivisti di "Ultima Generazione" e del giornalista messinese fermato e trattenuto dalla Digos nello scorso novembre mentre stava documentando un'altra protesta ecologista. 

Ma segnali di preoccupazione arrivano anche da M5s e Pd, che per bocca di Andrea Orlando invita "A non sottovalutare in alcun modo questi episodi che costituiscono dei campanelli d’allarme che rischiano di compromettere diritti fondamentali come quello all’informazione".

La versione della polizia: "Non si sono identificati come giornalisti" 

E all'esplosione della polemica arriva anche il chiarimento delle forze di polizia, con una versione che contrasta con quella fornita dai giornalisti. Secondo la nota rilasciata dalla questura i tre non avrebbero "dichiarato o dimostrato di essere giornalisti", fornendo unicamente la carta di identità. La polizia sottolinea che altri professionisti, che hanno esibito il tesserino, avrebbero continuato a svolgere la loro professione senza problemi. 

E arriva anche la precisazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza in cui si afferma che "A Roma e nel resto del territorio nazionale non è mai stata data una direttiva operativa che preveda l’identificazione di giornalisti e operatori dell’informazione in occasione di manifestazioni pubbliche. Singoli episodi che hanno portato all’identificazione sono avvenuti in contesti dove la qualifica di giornalista non era stata dichiarata o dimostrata. Trattasi in ogni caso di circostanze che non sono riconducibili a nuove modalità operative".

Precisazioni che però non sembrano placare le polemiche sulla gestione dell'ordine pubblico da parte delle forze di polizia. E tutta l'opposizione chiede al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, di riferire in Aula. 

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