Venerdì, 18 Giugno 2021
Il test tra pochi giorni

La festa in due discoteche italiane per duemila ragazzi con green pass e tamponi

L'esperimento si svolgerà in un locale al chiuso (il Fabrique di Milano) e in uno all'aperto (il Praia di Gallipoli) per verificare le condizioni per la riapertura in sicurezza. I gestori dei locali: "Siamo disponibili a vaccinare i giovani da noi"

Il Fabrique di Milano in una foto di repertorio

Un esperimento in una discoteca al chiuso, a Milano, e contemporaneamente in una all'aperto, a Gallipoli (in provincia di Lecce), per verificare le condizioni e i protocolli di riapertura. Lo ha organizzato la Silb-Fipe, la federazione delle imprese di intrattenimento italiane. I locali scelti per l'esperimento sono il Praia di Gallipoli (il 5 giugno) e il Fabrique di Milano (nell'ultima settimana di maggio). L'iniziativa prevede che i clienti - circa duemila persone - entrino nei locali con il green pass (il passaporto che attesta il completamento della vaccinazione anti covid oppure la presenza di anticorpi dopo la guarigione o, ancora, un test antigenico o molecolare effettuato nelle precedenti 48 ore) ed escano sottoponendosi ad un tampone per verificare la negatività o la positività al covid.

La festa in due discoteche a Milano e Gallipoli con green pass e tamponi

Si tratta di un test, un tentativo di protocollo non ufficiale per sperimentare un modo di riaprire i locali anche in vista della stagione estiva. E non è tutto: Maurizio Pasca, presidente della Silb-Fipe, rende noto che i locali notturni sono disponibili ad organizzare open day per i vaccini affinché si possano raggiungere sempre più giovani: "Serviranno gazebo e spazi esterni - commenta Pasca - ma se il governo lo ritenesse opportuno ne potremmo discutere. Noi siamo disponibili: prima si vaccinano tutti, prima si torna alla normalità, ognuno deve dare il suo contributo".

Oltre all'ingresso consentito solo a chi è vaccinato o a chi ha un test negativo o un'attestazione di guarigione, le misure di sicurezza prevedono anche la sanificazione dei locali, l'utilizzo di materiali mono uso e la tracciabilità attraverso l'acquisto dei biglietti online. L'obiettivo, prosegue Pasca, "è ottenere discoteche covid-free affinché i 2.800 locali al chiuso che non lavorano dallo scorso 23 febbraio perché ingiustamente additati come untori, possano aprire almeno in autunno".

I precedenti a Barcellona e Liverpool

Il 27 marzo scorso, a Barcellona, si era svolto un concerto della band Love of Lesbian, al Palau de Sant Jordi, con un pubblico di cinquemila persone tutte sottoposte a test anti covid prima dell'ingresso e rifornite di mascherina Ffp2 da parte dell'organizzazione, senza distanziamento. Ad un mese dall'evento, le autorità catalane avevano diffuso i risultati: dopo il concerto erano stati rilevati sei nuovi contagi da covid ma, attraverso successive indagini, era stato stabilito che quattro di questi non erano certamente riconducibili alla partecipazione al concerto, mentre vi erano dubbi sui restanti due.

Si era trattato di un esperimento di protocollo per fare ripartire lo spettacolo dal vivo, poi replicato agli inizi di maggio al Sefton Park di Liverpool con un concerto dei Blossoms (una band indie pop) per cinquemila persone, per un evento-pilota del piano del governo britannico per uscire dalla pandemia. Le regole erano state annunciate dal Dipartimento per il digitale, la cultura, i media e lo sport: gli spettatori si erano sottoposti a un test rapido sufficientemente affidabile, che dà il risultato in 30 minuti, in un centro allestito sul posto prima dell'ingresso. Ai partecipanti era stato anche chiesto di fare un tampone dopo il concerto e di fornire i dettagli di contatto al sistema sanitario nazionale (Nhs) per garantire di potere essere contattati nel caso di positività. A differenza del concerto di Barcellona, durante il live gli spettatori non erano tenuti a indossare le mascherine né a rispettare il distanziamento.

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