Martedì, 18 Maggio 2021
"E non c'erano solo milanesi" / Milano

Quante persone positive al covid c'erano in piazza alla festa scudetto dell'Inter?

Le stime di Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, che parla di possibili ripercussioni sulla Lombardia, non solo su Milano

Foto ANSA/Mourad Balti Touati

I festeggiamenti per lo scudetto dell'Inter domenica pomeriggio, con folle riversate in strade e piazze a Milano, tra cui il Duomo, continuano a far discutere. "Un po' di preoccupazione c'è. Fa male vedere piazza Duomo con 30mila tifosi urlanti, in festa, molti senza mascherina. Quelle persone hanno dimostrato di non avere un briciolo di buon senso. Vuol dire che si sottovaluta ancora troppo il rischio", dice Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, secondo il quale "se c'erano positivi, è sicuramente avvenuto qualche contagio - spiega in un'intervista al quotidiano La Stampa -. Quanti, potremo dirlo solo tra due settimane".

Sileri ragiona sui possibili contagi e sulla presenza di persone positive al covid in piazza: "Sappiamo che l'incidenza in Lombardia è di circa 14 casi ogni 10mila abitanti. Se in piazza Duomo c'erano 30mila persone, allora 45 di loro dovevano essere positive. Quante ne hanno infettate, a loro volta, difficile dirlo. Dipende dalla loro attenzione alle misure di sicurezza, come mascherina e distanziamento. Peraltro - osserva Sileri - in piazza non c'erano solo milanesi. Ci sarà stata gente arrivata da Varese, Cremona, Pavia e altri comuni vicini. Parlerei quindi di possibili ripercussioni sulla Lombardia, non solo su Milano".

Secondo il sottosegretario, le forze dell'ordine hanno controllato nei limiti del possibile: "La festa non era prevedibile e sono riuscite a non far proseguire i festeggiamenti oltre l'orario del coprifuoco. L'alternativa era la zona rossa per un giorno in tutta Milano, ma i tifosi avrebbero fatto in modo di vedersi in qualche comune vicino o alle porte della città. E magari in spazi meno ampi di quelli di piazza Duomo, quindi ancora più pericolosi".

Ieri il prefetto di Milano Renato Saccone ha difeso la scelta di lasciare aperta la piazza, dicendo che "chiudere piazza Duomo, spazio urbano ampio e con numerose vie di esodo, sarebbe stato inevitabilmente occasione di ancora più densi e rischiosi assembramenti, sotto ogni profilo". Virologi ed esperti, tuttavia, mettono in guardia dal rischio di un possibile aumento dei contagi tra qualche settimana. Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, ha dichiarato ad Agorà su Raitre: "Che in quell'assembramento ci sia stato un'ulteriore diffusione del virus è cosa certa. Abbracciarsi, urlare, cantare e via dicendo sono tutti sistemi validi per far esplodere il virus". E se è vero che gli assembramenti sono stati all'aperto, "quando si sta così in una calca, abbracciati, cantando e urlando, ovviamente anche all'aperto la trasmissione è quasi certa", argomenta l'esperto.

Ci sarà un incremento dei casi?

Secondo Andreoni, potremmo iniziare a vedere "un incremento dei casi tra 2-3 settimane e poi abbiamo capito che i casi più gravi li vedremo tra 4-5 settimane e gli eventuali decessi tra 4-6 settimane. Questo è il tempo che ci vorrà per capire quello che realmente è accaduto". L'allarme di Andreoni? si unisce a quello lanciato ieri da Franco Locatelli, Fabrizio Pregliasco, Massimo Galli e altri esperti, che hanno condannato gli assembramenti dei tifosi in piazza Duomo a Milano in violazione delle norme anti covid.
 

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