Giovedì, 13 Maggio 2021
Tema caldo / Milano

I timori per i contagi dopo la festa per l’Inter e perché chiudere la piazza ai tifosi "sarebbe stato peggio"

Infuria polemica politica, il prefetto Saccone difende la scelta di lasciare aperta la piazza e virologi ed esperti mettono in guardia dal rischio di un possibile aumenti dei contagi tra qualche settimana. Ma c’è anche chi si preoccupa dell’impatto "sociale" di quelle scene

Polemiche e preoccupazioni. I festeggiamenti in piazza Duomo a Milan per lo scudetto dell’Inter continuano a far discutere. Discute la politica e discutono i virologi. Il prefetto di Milano, Renato Saccone, ha replicato in una nota: "Chiudere piazza Duomo, spazio urbano ampio e con numerose vie di esodo, sarebbe stato inevitabilmente occasione di ancora più densi e rischiosi assembramenti, sotto ogni profilo". "Quando il popolo dei tifosi, in modo assolutamente spontaneo e non organizzato, scende in strada per festeggiare lo scudetto atteso da anni, bisogna necessariamente coniugare le ragioni della prevenzione del contagio con la gestione dell'ordine pubblico e con la tutela della incolumità delle persone", ha aggiunto Saccone. Da più parti intanto c'è il timore per un possibile aumento dei contagi: effetti che, se ci saranno, saranno visibili all’incirca a metà maggio. Ma c'è anche chi si preoccupa dell'impatto "sociale" di quelle scene.

I timori per il possibile aumento dei contagi dopo la festa per l'Inter a Milano

"Il rischio c’è", ha detto Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università degli Studi di Milano. La pandemia non è ancora sconfitta, l'emergenza sanitaria è ancora in atto e quei festeggiamenti "potevamo risparmiarceli", è l’opinione di Andrea Crisanti.

"Se non ci rendiamo conto che creare assembramenti trascurando le misure di sicurezza produce, di rimbalzo, la possibilità di fare partire dei focolai, e aumentare i contagi, saremo costretti a soffrire nelle settimane successive", ha detto Giovanni Maga, direttore dell'Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia. Perché se è vero che c’è stata una riapertura è anche vero si tratta di una riapertura che "deve essere molto controllata, anche da parte dei singoli" e pertanto "serve responsabilità", è il monito di Maga, che ha invitato a guardare a cosa sta accadendo in India: secondo lui "il gran numero di casi del Paese asiatico non ha nulla anche fare con la variante indiana. Ma è legato al fatto che in India sono state allentate troppo le misure quando la situazione epidemiologica era difficile e ci sono stati raduni, dovuti a tradizioni culturali e religiose, che hanno coinvolto milioni di persone. Il risultato è: milioni di infezioni. Dobbiamo avere maggiore consapevolezza della nostra responsabilità". 

Più che un possibile aumento dei contagi nelle prossime settimane, a preoccupare Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, è l'impatto a livello sociale che le scene di piazza Duomo possono avere. "Non sappiamo esattamente quale sia l'impatto sanitario di un evento come quello di ieri. La mia personale impressione è che conti di più dal punto di vista sociale ed educativo", ha spiegato, per poi aggiungere: "Non mi preoccupano – ha concluso – le conseguenze dell'evento di ieri, ma è il messaggio che disturba dal punto di vista sociale. Ma attenzione: se è vero che il tifo è contagioso il Sars-Cov2 lo è ancora di più".

Ma c'è anche chi prova a vedere la situazione da un punto di vista diverso. "I festeggiamenti ci hanno offerto un assist straordinario per capire, tra 10 giorni, se e come, in regime di vaccinazione nazionale e con numeri importanti di persone all'aperto, dobbiamo considerare l'estate", ha spiegato Mauro Minelli, responsabile per il Sud della Fondazione italiana di Medicina personalizzata. Quello è accaduto a Milano sarà "un banco di prova, un test, un esperimento non previsto e voluto — ha ipotizzato Minelli — che potrà dirci molto di più di mille previsioni da oracoli televisivi. Come dire che la sostenibilità del turismo 2021 potrebbe passare dal Duomo di Milano".

La polemica politica e il botta e risposta tra Salvini e Sala

Intanto infuria la polemica politica, con il sindaco Sala sotto accusa. A Matteo Salvini che chiedeva su Twitter: "Sala non poteva far entrare 20.000 tifosi in uno stadio che ne contiene 80.000, invece di tacere e scappare?", il sindaco, corredando il tutto con l’hashtag #ministropercaso riferito all’ex ministro dell’Interno, ha replicato su Facebook: "La risposta è no. Innanzitutto perché gli stadi sono chiusi. E poi, come entrano ed escono 20.000 tifosi senza assembrarsi?". Critiche al sindaco anche da Forza Italia. "Il sindaco Sala non accampi scuse e non si trinceri dietro le parole del prefetto di Milano. Quanto accaduto ieri è non solo gravissimo sotto il profilo della necessità di garantire la sicurezza sanitaria, ma è anche uno schiaffo a chi per mesi, a causa delle restrizioni, non ha lavorato e per tutti quelli che non hanno ancora potuto riaprire", ha detto Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato e responsabile del movimento azzurro per i rapporti con gli alleati.

Per il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana era "probabile" che gli assembramenti "si potessero verificare" e la speranza, ha aggiunto, è "che situazioni del genere non abbiano conseguenze e speriamo si evitino condizioni di questo genere perché rischiano di essere pericolose".

Quando una festa rovina la festa

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I timori per i contagi dopo la festa per l’Inter e perché chiudere la piazza ai tifosi "sarebbe stato peggio"

Today è in caricamento