Domenica, 25 Luglio 2021
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Il virologo Galli e i festeggiamenti dell'Italia: "La quota ricoveri-morti non sarà zero"

"La possibilità di tornare a riempire le rianimazioni e i cimiteri è plausibilmente più remota, visto che tra le persone più anziane e fragili la quota dei vaccinati è alta. Ma i contagi ci saranno e la quota ricoveri-morti non sarà zero".

"Ce la siamo detta e cantata mille volte, la questione dei festeggiamenti si era già posta per lo scudetto Inter e tant'è siamo al solito punto", l'infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli commenta così, con Askanews, gli assembramenti di piazza per quanto festosi per le vittorie della Nazionale agli Europei di calcio. Non è popular far notare che siamo in tempo di Covid, l'infettivologo lo sa bene e trapela una certa stanchezza nel dover ripetere le stesse cose, pure col rischio di essere tacciato di "terrorismo", ma è un medico, quindi parla: "Ora c'è più gente vaccinata ma è evidente (se non arci-noto) che tutte le situazioni che vedono tanta gente tutta insieme, anche se all'aperto, senza precauzioni, senza mascherine, che urla, strilla, canta e si parla addosso, sono per la variante inglese e ancor più per la più contagiosa variante delta del Sars-Cov-2, ottime occasione per diffondersi ulteriormente".

"Poi - aggiunge - visto che il virus si diffonde soprattutto tra persone giovani, che sono la maggior parte di quelli che vanno in giro a fare caciara è plausibile che saranno infezioni asintomatiche e pauci-sintomatiche, il che non vuol dire che non vadano in giro a contagiare altri, non raccontiamoci storielle. La possibilità di tornare a riempire le rianimazioni e i cimiteri è plausibilmente più remota, visto che tra le persone più anziane e fragili la quota dei vaccinati è alta. Ma i contagi ci saranno e la quota ricoveri-morti non sarà zero".

"Certo sono io il primo a capire che se per festeggiare tutti decidono di uscire di casa e andare a Piazza Duomo o Piazza del Popolo, impossibile fermarli e inutile, visto che andrebbero altrove. Quindi situazione totalmente prevedibile, anzi certa al 50%: si ripeterà se l'Italia vince la finale. Puoi far conto solo sul buon senso delle persone che, in questi casi, non c'è mai". Quindi sì "ci aspettiamo un aumento dei contagi, è verosimile che in tutta Italia questo contribuirà ad un minimo (si spera) aumento dei contagi". E dispiace anche dirlo, perché sarebbe bello pensare solo a festeggiare gli Azzurri, ma è così "non raccontiamoci storielle".

Sembra che in questa occasione non ci sia più neanche il richiamo all'attenzione, si lascia da parte la pandemia o quanto meno si fa più silenzio: "Non è proprio così per tutti, ma sono prevalse le condizioni che nei fatti vanno a dire 'liberi tutti'". Vero che molti saranno protetti dal vaccino "però ogni malato e ogni morto in più mi addolora e un po' mi indigna". E Galli ricorda che c'è anche chi pur essendo vaccinato non sarà protetto, "ci sono persone che ancora devono essere vaccinate, e ci sono persone che pur vaccinate non saranno protette. Esistono purtroppo, anche se a nessuno piace ricordarne l'esistenza, persone che per vari motivi, soprattutto per lo stato del loro sistema immunitario, ma non solo, perché succede anche a persone senza particolari malattie, non sviluppano gli anticorpi e un'adeguata immunità. Non voglio fare il terrorista ma è un problema che non può essere dimenticato". Quindi "la vaccinazione va portata avanti con grande convinzione, il vaccino è l'unico strumento per venirne fuori, ma non ce la può fare completamente, dobbiamo cercare di capire come coprire il resto. La pandemia va monitorata e controllata ed evitare possibilmente che il virus continui a diffondersi". Con tutto quello che ne consegue.

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