Sabato, 16 Ottobre 2021
Social nel mirino / Stati Uniti d'America

Frances Haugen: chi è la talpa che mette nei guai Facebook e Instagram

L'ex dipendente esce allo scoperto: ha fatto sprofondare la società nella sua crisi più profonda dai tempi di Cambridge Analytics

Facebook "ha capito che se cambiano l'algoritmo per essere più sicuri, le persone trascorreranno meno tempo sul sito, cliccheranno su meno annunci e guadagneranno meno"- Facebook ha messo i "profitti al di sopra della sicurezza" del pubblico. Sono potenzialmente devastanti le parole della talpa Frances Haugen, l'ex dipendente che ha fatto sprofondare la società di Zuckerberg nella sua crisi più profonda dai tempi di Cambridge Analytics. In un'intervista a '60 Minutes' sulla CBS racconta di aver presentato anche denunce alla Sec, la Consob americana, nelle quali accusa il social di aver nascosto le sue ricerche e i suoi studi agli investitori e al pubblico. La 37enne, coraggiosa e molto ben informata. è anche la fonte chiave per il progetto Facebook Files del Wall Street Journal. Ha lavorato per diversi social, ma a Facebook ha trovato la situazione "peggiore".

Chi è la talpa Frances Haugen

Ma che cosa ha detto di così deflagrante Haugen? 

"Ho visto ripetutamente conflitti di interesse fra quello che era buono per il pubblico e quello per che era buono per Facebook. E Facebook ogni volta ha scelto quello che era meglio per i propri profitti" spiega Frances Haugen, che racconta perché ha deciso di diventare una 'talpa' e denunciare la società. Haugen è colei che ha fornito al Wall Street Journal nei mesi scorsi i documenti interni che hanno mostrato uno spaccato finora sconosciuto di Facebook.

"C'era un piano di sicurezza" e di controlli sui messaggi d'odio e sulla disinformazione che apparivano su Facebook, ma "dopo le elezioni presidenziali del 2020 qualcosa è cambiato", ha rivelato Haugen, laureata a Harvard, assunta nel 2019 come ingegnere informatico addetta ai dati. Gli algoritmi sarebbero cambiati e il sistema sarebbe diventato "meno sicuro". Dal quel momento - sempre secondo la versione di Haugen - la piattaforma social avrebbe allentato la censura dei messaggi d'odio e i contenuti che disinformavano sul risultato elettorale, finendo per favorire la diffusione dei messaggi sui presunti brogli.  

Haugen è uscita allo scoperto, mostrando il suo volto e tratteggiando un quadro inquietante. Oggi sarà al Congresso per una deposizione."Avevano pensato che se avessero cambiato gli algoritmi per rendere il sistema più sicuro, la gente avrebbe speso meno tempo sui social, avrebbero cliccato meno le inserzioni pubblicitarie" e Facebook "avrebbe fatto meno soldi", ha detto l'ex dipendente. "Hanno sempre preferito - ha aggiunto - il profitto alla sicurezza".

Haugen ha raccontato di aver deciso di intraprendere questa battaglia perché ha perso una persona cara a causa delle teorie cospirazioniste che circolavano sui social. E' stata molto netta nella valutazione del suo ex datore di lavoro. "C'erano conflitti di interesse tra ciò che era buono per il pubblico e ciò che era buono per Facebook", ha detto. "Facebook ha scelto più e più volte di ottimizzare per i propri interessi, come fare più soldi".

L'impatto di Instagram sulle adolescenti

Su Instagram, l'ingegnere ha sostenuto che impatta in modo drammatico sulla vita delle adolescenti: "Una ricerca realizzata da Facebook - ha raccontato - dice che le giovani donne che seguono contenuti legati al disordine alimentare, più seguono questi temi e più entrano in depressione. E questo porta a usare Instagram di più".

In una nota scritta, Facebook si è difesa sostenendo che la compagnia "continua a fare significativi miglioramenti per contrastare la diffusione di disinformazione e contenuti che possano danneggiare le persone. Sostenere che incoraggiamo i cattivi contenuti e non facciamo niente per fermarli non è vero".

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