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Venerdì, 1 Dicembre 2023
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Frecce Tricolori, ecco l'avviso ai piloti: "Pericolo piccioni in pista"

Pubblichiamo la nota in vigore il giorno della tragedia a Torino Caselle: segnala la possibile presenza di uccelli, ma non impedisce decolli e atterraggi. La protesta di un comandante: "Così la colpa ricade sempre su di noi". Nel 2022 oltre 160mila "allarmi"

Today.it è in grado di pubblicare gli avvisi ai piloti civili e militari che sabato 16 settembre sono atterrati e decollati dall'aeroporto di Torino Caselle: è la stessa Aip (Aeronautical information publication) a disposizione degli equipaggi delle Frecce Tricolori (foto sotto). Il rischio per la presenza di uccelli è ampiamente segnalato. Il documento include specie, orari, quote di volo e possibile numero di esemplari che costituiscono un pericolo. Il corpo di un animale risucchiato nei motori a reazione potrebbe infatti danneggiare gli stadi della turbina, con conseguenze tragiche. Come è accaduto a Torino, quando un Aermacchi Mb 339 in fiamme della pattuglia acrobatica nazionale ha sfondato la recinzione a fondo pista e investito l'auto sulla quale viaggiavano Paolo Origliasso, 49 anni, e la moglie Veronica Vernetto, 41, con i figli Andrea, 12, e Laura, 5. Andrea è ancora ricoverato con gravi ustioni. La piccola Laura è morta. Illeso il pilota, il maggiore Oscar Del Dò, 35 anni, che si è lanciato poco prima dell'esplosione del suo aereo (foto sopra) e da lunedì 18 settembre è formalmente sotto inchiesta, nell'indagine per omicidio colposo e disastro aviatorio.

La nota in vigore nel fine settimana, durante il quale l'Aeronautica militare avrebbe dovuto celebrare in Piemonte il suo centesimo anniversario, era stata emessa il 7 settembre (foto sotto). Ma anche se dettagliate, le segnalazioni non impediscono agli aerei di decollare o atterrare. Il sistema, adottato in tutto il mondo, tutela le società di gestione degli aeroporti e le autorità di controllo. Ma, in caso di incidente, rischia ingiustamente di scaricare la responsabilità soltanto sui piloti. Come conferma a Today.it un comandante di Airbus A320: "Se mai dovesse succedere qualcosa, noi piloti diventiamo l'agnello sacrificale".

Una parte dell'avviso ai piloti per la presenza di uccelli lungo la pista dell'aeroporto di Torino Caselle

Alla velocità di decollo è infatti improbabile avvistare in tempo uno stormo di piccioni o una grossa cornacchia. E anche quando vengono avvistati nelle prime fasi del volo, è praticamente impossibile evitarli. Ma vediamo quali erano gli avvisi in vigore il pomeriggio della tragedia.

Cornacchie e gabbiani a Torino Caselle

Tutti i mesi dell'anno nell'aeroporto di Torino Caselle è segnalata la presenza di piccioni. Dalle 8 del mattino alle 7 di sera. Da zero a trecento piedi di quota, poco meno di cento metri. Sono stormi variabili dai 20 ai 300 esemplari. Un pericolo che riguarda l'intera pista di volo. Rischio analogo per la cornacchia grigia, presente tutto l'anno. Con una quota media di concentrazione da zero a 30 metri e gruppi tra i 5 e i 50 esemplari. Rischio di impatto sulla pista di volo anche per l'arrivo, da marzo a settembre, di storni comuni sotto i sessanta metri di altezza.

L'avviso ai piloti in vigore sabato 16 settembre riportava inoltre la possibile presenza (tutti i mesi dell'anno) di aironi cinerini, gheppi e poiane. Oltre a gabbiani reali (da luglio a ottobre) e gabbiani comuni (da luglio a novembre): uccelli, questi, segnalati in stormi fino a trecento esemplari sotto i 100 metri di quota. "In caso di necessità – spiega l'avviso, tuttora valido – prima delle operazioni di atterraggio e decollo, il pilota deve contattare la torre per attivare l'unità di controllo volatili. L'unità può utilizzare: cannone a gas, pistola a salve, distress call, falconidi, dissuasore laser". Sempre che il pilota avvisti in lontananza gli animali. Circostanza, soprattutto durante l'atterraggio, molto improbabile.

"Il dissuasore laser – continua l'avviso, in merito alle operazioni per l'allontanamento di uccelli e mammiferi (foto sotto) – non rappresenta un pericolo per gli equipaggi in quanto non sarà mai puntato sugli aeromobili. Nondimeno si ricorda ai piloti che guardare direttamente il raggio laser costituisce un potenziale rischio".

Gli avvisi sulla presenza di uccelli a Torino Caselle erano in vigore dal 7 settembre-2

Secondo la relazione annuale sul rischio costituito dagli animali selvatici, pubblicata dall'Ente nazionale aviazione civile, l'aeroporto di Torino nel 2022 ha registrato 17 impatti tra aerei e uccelli su 42.641 movimenti. Le ispezioni lungo le piste, assicura l'Enac, sono continue. Sempre che gli uccelli vengano avvistati in tempo dai piloti in transito e sia mobilitata l'unità di controllo, che ha il compito di allontanarli.

Il confronto con Milano e Roma

"Nel 2022 si evidenzia un aumento degli impatti con piccione (da 0 impatti del 2021 a 3), nonostante gli avvistamenti di questa specie siano calati: da 88 mila a 20 mila", spiega la relazione annuale. Mentre il numero generale di fauna selvatica notata dai piloti a bordo pista all'aeroporto di Caselle è scesa nel corso dell'anno da 255.180 del 2021 a 166.351 esemplari. Per un raffronto, sempre nel 2022, gli impatti con animali selvatici a Milano Linate sono stati 37, a Malpensa 61, a Bergamo 56, a Roma Fiumicino 128 (124 uccelli e 4 mammiferi), a Roma Ciampino 8, a Napoli 65, a Catania 57, a Cagliari 30. Nessuno di questi ha avuto conseguenze catastrofiche. Anche perché gli aerei passeggeri hanno più motori e, in caso di danni alle turbine, rimane la possibilità di rientrare e atterrare.

"Nel 2023 – conclude la relazione dell'Enac sull'aeroporto di Torino – sarà riproposto un tavolo di lavoro con gli operatori che insistono nelle aree limitrofe allo scalo per la presentazione dei rischi emersi dallo studio annuale, ai quali si chiederà di continuare con la collaborazione nella campagna di riduzione delle attrattive esterne all'aeroporto... Per la lepre e la volpe saranno effettuati almeno due censimenti notturni, uno a marzo 2023 e uno a settembre 2023, sulla base dei risultati si valuteranno le eventuali azioni di contenimento. Si conta di continuare la collaborazione con le discariche limitrofe". I rifiuti infatti attirano gli uccelli. Ma le misure finora adottate non hanno impedito la tragedia.

Paolo Origliasso, papà della piccola Laura, morta a 5 anni (foto LaPresse)

La registrazione delle comunicazioni terra-bordo-terra, sequestrate dalla Procura di Ivrea che sta indagando sull'incidente, ma anche quelle con gli equipaggi decollati e atterrati prima delle Frecce Tricolori, riveleranno l'entità del rischio di bird-strike, cioè di impatto con gli uccelli, negli attimi che hanno preceduto l'incidente. L'arrivo improvviso di un grosso stormo è comunque imprevedibile. Andrà verificata anche l'eventuale attività dell'unità di controllo degli uccelli: era in servizio ed erano state fatte ispezioni in pista?

"Senza quella strada, la piccola Laura sarebbe viva" - di Fabrizio Gatti

"Quando sei già in volo – racconta un ex pilota militare a Today.it – un uccello non lo vedi e se hai un solo motore, come nel caso degli aerei delle Frecce Tricolori, i danni non ti permettono di tornare indietro". Un suo collega tuttora in servizio nell'Aeronautica militare, che per questa ragione chiede l'anonimato, esclude che la pattuglia acrobatica sia decollata con rischio severo di impatto con volatili: "Se viene segnalato un rischio severo di qualsiasi tipo, dal meteo alla presenza di uccelli in pista la pattuglia, sempre, annulla o rinvia il decollo. L'inchiesta ci dirà cosa è successo".

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