Venerdì, 19 Luglio 2024
Dati sensibili

"Gravi violazioni sul fascicolo sanitario elettronico": interviene il garante privacy

L'Autorità ha avviato dei procedimenti verso 18 Regioni e 2 Province autonome per la "grave situazione" che riguarda il fascicolo sanitario elettronico, segnalata al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al ministro della Salute, Orazio Schillaci

Il Garante Privacy ha notificato a 18 Regioni e alle Province autonome di Bolzano e Trento l'avvio di procedimenti correttivi e sanzionatori per le numerose violazioni riscontrate nell'attuazione della nuova disciplina sul Fascicolo sanitario elettronico 2.0, introdotta con il decreto del Ministero della Salute del 7 settembre 2023. La decisione è stata assunta in seguito alla "grave situazione" segnalata - nei giorni scorsi - alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al ministro della Salute, Orazio Schillaci (che ha spiegato cosa cambia col Fascicolo sanitario elettronico).

In particolare, riporta la nota del Garante Privacy, "gli esiti dell'attività istruttoria sul Fascicolo sanitario elettronico, avviata alla fine di gennaio, hanno mostrato che 18 Regioni e le due Province autonome del Trentino Alto Adige - non essendo in linea con quanto contenuto nel decreto del 7 settembre 2023 -, hanno modificato, anche significativamente, il modello di informativa predisposto dal Ministero, previo parere del Garante, che avrebbe dovuto essere adottato su tutto il territorio nazionale".

Difformità e possibili sanzioni

Secondo l'Autorità, le difformità riscontrate hanno mostrato che alcuni diritti (dall'oscuramento alla delega al consenso specifico) e misure (come quelle di sicurezza, i livelli di accesso differenziati, la qualità dei dati) introdotte dal decreto, proprio a tutela dei pazienti, non sono assicurate in modo uniforme in tutto il Paese. "Oppure - continua il Garante - sono esercitabili ed esigibili solo dagli assistiti di talune Regioni e Province autonome, con un potenziale e significativo effetto discriminatorio sugli assistiti". Disomogeneità che "contraddice inoltre lo spirito della riforma del Fascicolo sanitario elettronico 2.0 volta a introdurre misure, garanzie e responsabilità omogenee sul tutto il territorio nazionale, rischiando così di compromettere anche la funzionalità, l'interoperabilità e l'efficienza del sistema". 

L'Autorità ha quindi chiosato: "È urgente intervenire per tutelare i diritti di tutti gli assistiti italiani coinvolti nel trattamento dei dati sulla salute effettuato attraverso il Fascicolo sanitario elettronico 2.0". Le violazioni nelle quali sono incorse Regioni e Province autonome, con differenti livelli di gravità e responsabilità, possono infatti comportare l'applicazione delle sanzioni previste dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr).

Opposizione al trattamento dei dati personali

Nel frattempo, lato cittadino, questi sono gli ultimi giorni per revocare il consenso all'inserimento di dati e documenti digitali all'interno del Fascicolo sanitario elettronico. Più nel dettaglio, fino al prossimo 30 giugno i cittadini possono comunicare il proprio rifiuto alla trasmissione di informazioni personali anteriori al 18 maggio 2020 (il giorno prima dell'entrata in vigore della nuova normativa). Parliamo di una finestra temporale limitata e, se non ci sarà alcuna richiesta esplicita da parte del cittadino, il trasferimento dei dati personali avverrà in modo automatico senza ulteriori passaggi.

La scelta, dunque, si può esercitare esclusivamente online accedendo al servizio "Fse: opposizione al pregresso", disponibile sulla piattaforma del Sistema tessera sanitaria. Accedendo al portale, nell'Area riservata al cittadino c'è l'apposita funzionalità che rimarrà attiva - appunto - fino a domenica 30 giugno. L'accesso avviene autenticandosi tramite identità digitale: usando la Carta nazionale dei servizi (Cns), la Carta di identità elettronica (Cie) oppure tramite il Sistema pubblico di identità digitale (Spid). La procedura è semplice: presa visione dell'informativa, bisogna cliccare sulla casella "Opposizione" e poi premere il pulsante "Mi oppongo". È bene precisare che, per chi dovesse ripensarci, la piattaforma dà l'opportunità di revocare l'opposizione al pregresso (ma soltanto entro il 30 giugno).

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