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Mercoledì, 24 Aprile 2024
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La Russia taglia le forniture: da dove arriva ora il gas in Italia

Mosca continua a tagliare le forniture verso l'Europa: da quali paesi compriamo il gas ora, come arriva e dove sono i gasdotti nel nostro Paese

L'Italia avrà abbastanza gas in inverno?

La Russia continua a tagliare le forniture di gas verso l'Italia e l'Europa, allungando l'ombra dei razionamenti in vista del prossimo inverno. Dopo l'inizio della guerra in Ucraina i paesi europei hanno avviato una politica di emancipazione dal gas russo, che l'anno scorso è arrivato a pesare fino al 45% sul totale delle importazioni. Cambiare le fonti di approvvigionamento in così poco tempo non è semplice e l'inverno è più vicino di quanto crediamo. La Russia ha annunciato la chiusura per dieci giorni del Nord Stream 1, la più importante infrastruttura di trasporto del gas verso l'Europa: l'Italia e gli altri paesi dell'Unione Europea puntano sugli stoccaggi, per arrivare entro novembre almeno al 90% della loro capacità. Ma in caso di interruzione totale dei flussi dalla Russia, come si teme, è probabile che gli stoccaggi non basteranno, costringendo i governi ad agire sul lato della domanda razionando il gas per cittadini e imprese. Ora che la Russia ha diminuito drasticamente le forniture, l'Italia da chi compra il gas? Today ha elaborato i dati disponibili per capire come sono cambiate le forniture di gas italiane.

Dove sono i gasdotti in Italia

La distribuzione del gas in Italia è gestita da Snam grazie a una rete di gasdotti che copre in modo capillare il paese. Il gas arriva dall'estero in 5 punti principali di ingresso sul territorio nazionale, in corrispondenza dei gasdotti di: 

  • Tarvisio, Friuli Venezia Giulia: qui arriva la totalità del gas russo, tramite il TAG (Trans Austria Gas) che porta in Italia il gas dalla Russia passando attraverso Ucraina, Slovacchia e Austria. Ha un secondo "ramo" che entra in Italia a Gorizia passando dalla Slovenia;
  • Passo Gries, Piemonte: da qui passa il gas che arriva dai giacimenti del Mare del Nord tramite Transitgas, il gasdotto proveniente da Norvegia e Olanda;
  • Mazara del Vallo, Sicilia: qui arriva il Transmed che collega l'Algeria all'Italia tramite la Tunisia fino al punto di ingresso di Mazara del Vallo. Ad oggi l'Algeria è il primo paese per esportazioni di gas in Italia;
  • Gela, Sicilia: a Gela arriva l'altro gasdotto proveniente dall'Africa, il Greenstream, proveniente dalla Libia. Si tratta del gasdotto più lungo del Mar Mediterraneo;
  • Melendugno, Puglia: in Puglia c'è il Tap (Trans Adriatic Pipeline) che trasporta il gas dell'Azerbaijan verso il Nord Europa.

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Dove sono i siti di stoccaggio

Snam, attraverso la sua controllata Stogit, è il maggiore operatore di stoccaggio in Italia e uno dei principali in Europa. Gli impianti di stoccaggio sono 9 e la maggior parte si trova in Lombardia:

  • Brugherio, Lombardia;
  • Bordolano, Lombardia;
  • Cortemaggiore, Emilia-Romagna;
  • Fiume Treste, Abruzzo;
  • Minerbio, Emilia-Romagna; 
  • Ripalta, Lombardia; 
  • Sabbioncello, Emilia-Romagna; 
  • Sergnano, Lombardia;
  • Settala, Lombardia. 

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siti stoccaggio gas italia-3

Lo stoccaggio ha luogo nei giacimenti, che sono strutture geologiche sotterranee con caratteristiche idonee all’immagazzinamento e al prelievo di gas. Il sistema di stoccaggio consente di compensare le diverse esigenze tra fornitura e consumo del gas,soprattutto dal punto di vista strategico, per far fronte a problemi con le forniture, come quelli probabili a cui stiamo andando incontro. La capacità di stoccaggio del gas è di 14 miliardi di metri cubi. A oggi, l'Italia è arrivata al 64% della capacità degli stoccaggi, con 6 miliardi e 100 milioni di metri cubi accumulati. L'obiettivo è arrivare almeno a 11 miliardi entro novembre.

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Le forniture di gas in Italia, ieri

Nel 2021, prima della guerra in Ucraina, l'Italia ha importato gas principalmente dalla Russia. Secondo i dati elaborati da Today, nel 2021 sono stati importati 72,7 miliardi di metri cubi di gas, di cui il 40% è arrivato dalla Russia, il 29% dall'Algeria, il 10% dall'Azerbaijan, il 4% dalla Libia e il 3% dal Nord Europa. Il 13,5% è arrivato da Gnl (gas naturale liquefatto). In generale, l'Unione Europea nel 2021 è stata fortemente dipendente dalla Russia, con l'import di gas che ha toccato il 45% sul totale, ovvero circa 140 miliardi di metri cubi all'anno.

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Da quali paesi arriva il gas in Italia, oggi

Dopo l'inizio della guerra in Ucraina l'Italia si è allineato al resto dei paesi europei per emanciparsi dal gas russo, diminuendo via via la sua dipendenza. Se nel 2021 il gas importato dalla Russia pesava per il 40% sul totale, i nuovi accordi che ha stretto il governo italiano con Algeria, Egitto, Repubblica del Congo e Angola, insieme ai tagli russi delle forniture, hanno fatto scendere questa percentuale nel 2022. Questi dati sono aggiornati a maggio, quindi nei prossimi mesi la percentuale di gas russo importato diminuirà ulteriormente. In più, l'Italia sta puntando sul Gas naturale liquefatto (Gnl) importandolo da Qatar, Algeria e Stati Uniti, principalmente.

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Secondo gli ultimi dati del Ministero della Transizione ecologica analizzati da Today, il primo semestre del 2022 vede l'Algeria sostituire la Russia per le forniture di gas all'Italia. Su 31,7 miliardi di metri cubi di gas importato, infatti, quello proveniente dall'Algeria costituisce il 30% del totale. Segue la Russia, al 26%, poi Norvegia e Paesi Bassi al 10%. Nel confronto tra i due semestri è immediata la diminuzione del gas russo: nei primi sei mesi del 2022 l'Italia ha importato il 33,3% di gas in meno dalla Russia, circa 4,2 miliardi di metri cubi. L'import è diminuito anche dalla Libia con il 31,8% in meno di gas (463 mln di metri cubi).

Le importazioni di gas russo sono ai minimi dal 1990

La quota russa è stata parzialmente sostituita da Algeria (+0,3%), Azerbaigian (+103%), Paesi Bassi e Norvegia (+211,3%) e dal Gas naturale liquefatto, cresciuto del 19,2%, che hanno portato 5,2 miliardi di metri cubi di gas in più, bilanciando i 4,8 miliardi persi complessivamente da Russia e Libia. 

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Quanto gas abbiamo per l'inverno

Il ruolo del gas naturale liquefatto

Nel piano di diversificazione delle fonti di approviggionamento del gas, il Gnl (Gas naturale liquefatto) avrà un ruolo di importanza crescente. Nel primo semestre del 2022 il Gnl ha costituito il 17% del gas importato, il 20% in più rispetto al 2021. Dal Qatar, che è il primo fornitore e dall'Egitto si prevede l’arrivo di 3 miliardi di metri cubi aggiuntivi nel 2022 e di altri 5 miliardi nel 2023, a cui si aggiungerebbero ulteriori 5 miliardi dal Congo nel 2023-2024. In più, arriveranno i nuovi flussi dagli Stati Uniti, come promesso dal presidente Joe Biden all'Unione europea. Tuttavia, il Gnl ha bisogno dei rigassificatori per essere immesso in rete: in Italia gli impianti di rigassificazione si trovano a La Spezia, Livorno e  Rovigo.

come funziona nave rigassificatore-2

Agli impianti di rigassificazione il governo ha affiancato due navi di rigassificazione che apporteranno altri 10 miliardi di metri cubi, anche se non tutti disponibili da subito. Snam ha recentemente acquistato la Golar Tundra, con una capacità di stoccaggio di 170.000 metri cubi e una capacità di rigassificazione annua di 5 miliardi di metri cubi di gas che stazionerà nel porto di Portovesme, in provincia di Cagliari. Pochi giorni fa Snam ha anche la nave BW Singapore che presenta le stesse caratteristiche della Golar Tundra che dovrebbe però iniziare l'attività nell'Alto Adriatico, in prossimità della costa di Ravenna, nel terzo trimestre del 2024, dopo la conclusione dell'iter autorizzativo e regolatorio e della realizzazione delle opere necessarie all'ormeggio e al collegamento alla rete di trasporto.

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