Lunedì, 8 Marzo 2021
Milano

Non una di meno in piazza contro Alberto Genovese: "Il suo patrimonio vada alle donne"

“Nonostante dopo le ultime notizie sia stato rimosso dal ruolo di Ceo di Prima Assicurazioni, rimane il primo azionista, con il 58,3%”, dicono le attiviste

Un momento della protesta di Non una di meno a Milano (foto Facebook)

Presidio di Non una di meno a Milano sotto la sede di Brumbum.it e Prima Assicurazioni, di cui è primo azionista Alberto Genovese, l’imprenditore in carcere con l’accusa di aver stuprato una ragazza di 18 anni.

Dopo aver venduto Facile.it per il valore di 100 milioni di euro, Genovese ha fondato Prima Assicurazioni, Brumbrum.it e ha occupato incarichi di rilievo anche in Abiby, Mirta e Zappyrent, ricorda Non una di meno in un comunicato. Genovese “nonostante dopo le ultime notizie sia stato rimosso dal ruolo di Ceo di Prima Assicurazioni, rimane il primo azionista, con il 58,3%. Prima ha chiuso il 2019 con ricavi totali pari a 27.996.143 euro, quindi le chiacchiere stanno a zero, vogliamo che il suo patrimonio sia interamente devoluto ai centri antiviolenza e alle donne maltrattate”. 

Il presidio di Non una di meno a Milano sotto gli uffici di Alberto Genovese

“Alberto Genovese è uno stupratore seriale - ha detto una delle donne di Nudm presenti alla mobilitazione, che simbolicamente indossavano un bavaglio, come riporta MilanoToday - passato alle cronache grazie al coraggio di una ragazza di 18 anni che è stata drogata, rapita, seviziata e stuprata - ha aggiunto - Vogliamo che il suo patrimonio sia interamente devoluto ai centri anti violenza”. 

"No, non 'se l'è cercata la ragazza in casa di Genovese' e nemmeno la maestra di Torino", hanno ribadito altre donne donne presenti al presidio.

“Non Una di Meno Milano oggi è a Prima Assicurazione, luogo che rappresenta il mito del self made man, un mito in cui si annidano i legami tra profitto e patriarcato, tra l'accumulazione di denaro per pochi, funzionale al mantenimento di uno status quo e potere nelle mani del privilegio - spiegano le attiviste in una nota - Vogliamo dire basta alla cultura della sopraffazione e dello stupro per garantirsi il controllo sui corpi, la sottomissione economica, sociale e fisica dei generi da sempre oppressi e schiavizzati. Siamo qui perché nessun 'Genovese' di turno si senta impunito, a prescindere dalle decisioni della giustizia formale".

EDIT 27 novembre: Abiby fa sapere che Alberto Genovese è stato sollevato dall'incarico formale di presidente dell'azienda.  

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