Il seggiolino e quelle impronte che non ci sono: Gioele Mondello, cos'è emerso dagli ultimi rilievi

Perde forza l'ipotesi che il bimbo possa essere morto nello schianto. Ma il procuratore di Patti Angelo Cavallo però avverte: "Il lavoro è appena iniziato, azzardato trarre conclusioni"

L'autovettura di Viviana Parisi, a bordo della quale si trovava la donna con il figlio Gioele Mondello al momento dell'incidente, avvenuto all'interno della galleria Pizzo Turda sulla A19 Messina-Palermo, e il furgone coinvolto vengono esaminati dai periti all'interno di un'autorimessa alla presenza, anche, di Daniele Mondello, Brolo (Messina), 14 settembre 2020. ANSA/CARMELO IMBESI

Sul parabrezza della Opel Corsa di Viviana Parisi non ci sono impronte del piccolo Gioele. È questo il responso dei rilievi effettuati questa mattina dalla polizia scientifica sulla vettura rimasta coinvolta nell'incidente del 3 agosto scorso nella galleria Pizzo Turda. Le analisi, disposte dalla Procura di Patti, sono state eseguite con il luminol alla presenza del biologo forense Salvatore Spitaleri del Centro investigazioni scientifiche, nominato come consulente dalla famiglia Parisi.

Giallo di Caronia, "nessuna impronta di Gioele sul parabrezza"

A dare notizia, riferisce MessinaToday, è l'avvocato Antonio Cozza, difensore insieme al legale Nicodemo Gentile di Luigino Parisi, padre di Viviana. "Spitaleri che è biologo forense con esperienza venticinquennale al Ris Carabinieri di Messina- spiega l'avvocato Cozza - ha effettuato sulla vettura accertamenti per rilevare impronte digitali, di sudore o di sebo e non sono state rilevate impronte cosiddette papillari. Per impronta si intende un'alterazione o modificazione dello stato, mediante segno lasciato dai polpastrelli, su una superficie, in questo caso il parabrezza".

"Le impronte papillari - ribadisce il legale Cozza - utili all'identificazione di una persona, nel nostro caso del bambino, sono classificabili in tre categorie: le impronte digitali, palmari e plantari e dai rilievi effettuati dal nostro esperto Spitaleri, non sono impronte di Gioele. Ci sono altri tipi di impronte che dovranno essere analizzate ed attribuite".

"Quella mattina Gioele non era sul seggiolino"

Smentiti quindi i primi risultati dei rilievi effettuati lo scorso 9 settembre. Dapprima erano state isolate delle tracce dal parabrezza compatibili con le impronte del bimbo. Il luminol aveva già accertato l'assenza di tracce ematiche e biologiche del bambino all'interno dell'auto. Il piccolo non avrebbe quindi perso sangue dopo l'incidente. Un particolare confermato anche dai testimoni che hanno visto la 43enne scavalcare il guardrail con il figlioletto in braccio e senza particolari traumi osservabili quantomeno ad occhio nudo.  Secondo Carmelo Costa, consulente dei legali di Daniele Mondello, tuttavia il bambino quella mattina non era seduto sul suo seggiolino. Perché? "Il seggiolino - ha detto Costa - non era utilizzabile, quindi Gioele non era lì, era seduto da un' altra parte nell'auto".

L'ipotesi della morte di Gioele

La dinamica dell’incidente che ha visto coinvolti Gioele Mondello e la madre Viviana Parisi è ancora tutta da ricostruire. Così come sono da accertare le conseguenze che lo schianto ha avuto sul bimbo di 4 anni i cui resti sono stati trovati lo scorso 19 agosto nelle campagne di Caronia, nel Messinese, a circa 300 metri di distanza dal corpo della madre. Una delle ipotesi è che l’impatto avrebbe causato la morte del piccolo. E che la madre si sarebbe suicidata per disperazione. Ma i risultati degli ultimi rilievi sembrerebbero togliere forza alla ricostruzione. Il procuratore di Patti Angelo Cavallo però frena: "Aspettiamo l'esito delle consulenze, mi sembra quanto meno azzardato trarre conclusioni da eventuali dichiarazioni di consulenti che hanno appena iniziato il loro lavoro"

La dinamica dell'incidente

Quanto alla dinamica secondo Costa e Giuseppe Monfreda, consulenti delle famiglie Mondello e Parisi, è probabile che il furgone che si è scontrato con l'auto di Viviana Parisi abbia tentato di invadere la corsia di sorpasso. Si tratta, è bene premetterlo, solo di una possibilità vagliata dai legali delle famiglie. "Ora - hanno spiegato - andremo nella galleria Pizzo Turda sulla A 20 Messina Palermo nei pressi di Caronia per ricostruire meglio la dinamica dell'incidente".

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Intanto, al Policlinico i medici legali Daniela Sapienza e Elvira Ventura Spagnolo, insieme al team di esperti nominato dalla Procura, stanno conducendo ulteriori esami sui resti del bimbo. Nei giorni scorsi sono state rinvenute altre ossa nel bosco di Caronia appartenenti a Gioele come poi dimostrato dalle analisi. 

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