Martedì, 20 Aprile 2021

"Una Giornata nazionale in memoria di medici e infermieri vittime del coronavirus"

Proposta di legge depositata dal Movimento 5 stelle. "Riconoscenza verso l'alto senso del dovere e lo spirito di abnegazione testimoniato dal loro sacrificio, offerto con grande coraggio"

Istituire una Giornata nazionale in memoria di medici, paramedici e operatori sanitari che hanno perso la vita, o hanno riportato delle invalidità permanenti, per aver contratto il coronavirus nel corso delle azioni di contrasto e gestione dell'attuale emergenza epidemiologica globale. La proposta di legge è stata depositata dal Movimento 5 Stelle. "Un doveroso tributo", lo definisce la deputata pentastellata Stefania Mammì.

Dall'inizio dell'emergenza sanitaria causata dalla pandemia di Sars-CoV-2, nel nostro Paese hanno perso la vita 154 medici e 37 infermieri. Il servizio pagato con la vita. Il triste elenco dei medici caduti nel corso dell'epidemia di Covid-19 è aggiornato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo). Va dunque espressa, secondo Mammì, "riconoscenza verso l'alto senso del dovere e lo spirito di abnegazione testimoniato dal loro sacrificio, offerto con grande coraggio". C'è anche un'ipotetica data: il 31 marzo. Perché proprio quel giorno, su iniziativa dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci), è stato proclamato un minuto di silenzio per commemorare le vittime del coronavirus e rendere omaggio al dolore dei loro familiari e per ringraziare i professionisti sanitari impegnati nella difesa delle vite umane in questa emergenza.

"Per esaltare il valore simbolico della data del 31 marzo, si propone di adottarla come data in cui istituire la 'Giornata nazionale alla memoria dei medici, paramedici e operatori sanitari vittime di Covid-19', trasformando un giorno di lutto nazionale in un'eterna memoria per la collettività e le generazioni future, per non dimenticarli mai - dice Mammì -. E' importante ricordare, insieme a chi è caduto in prima linea negli ospedali, anche i sacrifici di altri numerosi medici che hanno perso la vita contraendo l'infezione nel corso delle loro quotidiane attività di assistenza ai propri pazienti". Il riferimento è ai medici di medicina generale e specialisti come ginecologi, oculisti, otorini, epidemiologi e tanti altri, che nonostante il rischio di contagio hanno continuato ad offrire il proprio servizio.

Coronavirus, il servizio pagato con la vita: il dramma dei sanitari e le carenze da risolvere a monte

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