Sabato, 27 Febbraio 2021

Giulia Schiff e l'accusa di nonnismo all'Aeronautica di Latina

Otto sergenti rinviati a giudizio dopo che l’ex allieva ufficiale aveva denunciato pubblicamente di essere stata vittima di abusi durante un rito iniziazione. I militari devono rispondere di reato continuato di lesione personale, pluriaggravato e in concorso. Questa è la sua storia

La Procura militare di Roma ha rinviato a giudizio otto sergenti nel 70esimo Stormo dell’Aeronautica di Latina nell'ambito dell'inchiesta sul caso di  “nonnismo” denunciato dall’ex allieva ufficiale Giulia Schiff. L’accusa per loro è reato continuato di lesione personale, pluriaggravato e in concorso. La prima udienza del processo si terrà il prossimo 11 dicembre mentre il 23 ottobre è atteso il giudizio del Tar del Lazio sull’espulsione di Schiff dall’Accademia di Pozzuoli. 

Nel gennaio dell’anno scorso, Giulia Schiff denunciò tramite il Corriere della Sera di essere stata sottoposta l’anno prima a maltrattamenti da parte dei suoi commilitoni durante il periodo trascorso presso la scuola di volo di Latina, per poi rivolgersi in Procura.

Giulia Schiff e le accuse di nonnismo

Originaria di Mira, in provincia di Venezia, l’allora ventenne Schiff era entrata all’Accademia di Pozzuoli con il sogno di diventare pilota militare di jet, piazzandosi quarta su 2mila iscritti al concorso per l’ammissione di dieci allievi ufficiali di completamento dell’Aeronautica. Per il tirocinio venne mandata alla Scuola di Volo di Latina. Dopo aver superato la prova di abilitazione, la giovane ha raccontato di essere stata sottoposta al cosiddetto “battesimo del volo”, una sorta di rito di iniziazione a cui vengono sottoposti che passano l’esame. Un rituale che viene ripreso anche in alcuni video, uno dei quali mostrato online dal Corsera a corredo della denuncia di Schiff. La ragazza aveva denunciato di aver ricevuto schiaffi, essere stata sbattuta contro l’ala di un velivolo in mostra in un cortile e poi buttata in una piscina. Poco dopo la denuncia, una volta tornata a Pozzuoli, Schiff viene espulsa dall’Accademia. “Mi punivano per qualsiasi sciocchezza, una pesca addentata a un metro dalla zona consentita, una chiacchiera sulle scale…” ricordava allora, mentre dall’Accademia facevano sapere che era stata “espulsa per insufficiente attitudine militare”, dopo una serie di accertamenti interni. 

Dalla scuola di volo, scriveva LatinaToday ai tempi della denuncia, l’addetto stampa aveva definito il tuffo in piscina “un atto goliardico che tradizionalmente conclude il percorso formativo, a conclusione del primo volo da solista quando il pilota viene caricato a spalla e gettato in acqua”, specificando che non risultavano “atti di nonnismo nei confronti dell’allieva”.

Espulsa dall'Accademia

Schiff era stata poi riammessa al corso per pilota dell’Aeronautica militare, con sentenza del Consiglio di Stato, salvo poi essere bocciata, ancora una volta per motivi comportamentali. 

Secondo il generale Stefano Fort, incarico di indagare sul caso all’interno dell’Accademia, Schiff avrebbe manifestato “insofferenza alla disciplina, all’obbedienza, alla subordinazione, al rigore, alla puntualità e allo spirito di sacrificio necessari per intraprendere una carriera militare”, come riporta ll Messaggero, che da conto anche delle dichiarazioni del legale della giovane, l’avvocato Massimiliano Strampelli, secondo il quale “c’erano stati uno o più briefing nei quali si minacciavano gli allievi dei vari corsi nel caso in cui avessero solidarizzato con lei”. 

A luglio la senatrice M5s Cinzia Leone, vicepresidente della commissione con la violenza di genere, ha presentato un’interrogazione parlamentare sottoscritta da altri 20 senatori grillini sul caso di Giulia Schiff. 

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