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Lunedì, 4 Luglio 2022
La carta della discordia

Un anno di green pass: cos'è cambiato e dov'è ancora obbligatorio

Dal debutto soft all'obbligo sul luogo di lavoro: negli ultimi 12 mesi il certificato verde è stato un lasciapassare per poter vivere senza limitazioni, ma oggi è caduto quasi in disuso

È passato più di un anno dall'introduzione del green pass. Il certificato verde Covid-19 in Italia è entrato ufficialmente in vigore il 26 aprile del 2021 con l'obiettivo iniziale di limitare gli spostamenti tra le Regioni a rischio (rosse e arancioni). Un debutto soft dunque, né poteva essere altrimenti visto che 12 mesi fa gli italiani vaccinati contro il Covid erano ancora una minoranza per la ben nota penuria di dosi che ha caratterizzato la prima fase della campagna vaccinale.

L'obbligo della certificazione era stato poi esteso (a giugno) anche a matrimoni ed eventi pubblici, suscitando già i primi malumori tra il popolo no-vax e no-green pass. Con il passare dei mesi la carta verde è diventata poi uno strumento indispensabile per poter vivere senza limitazioni e accedere a tutta una serie di attività. Sul finire del luglio scorso il premier Draghi annunciò l'obbligatorietà del certificato anche per entrare nei ristoranti e nei bar (al chiuso), per andare al cinema, in palestra o ad un concerto perché (parole sue) la carta verde "è una misura che dà serenità, non che toglie serenità".

Lo scorso ottobre il certificato è diventato obbligatorio anche per andare al lavoro, mentre a dicembre è stata introdotta la distinzione tra green pass base (ottenibile con tampone) e super (in possesso solo dei vaccinati o dei guariti dal Covid). Sebbene la maggioranza degli italiani (sondaggi alla mano) sia sempre stata favorevole a questo strumento, le proteste non sono mancate e anzi per alcuni periodi sono state piuttosto accese. Il governo dal canto (pur con qualche divisione interna) è sempre andato dritto per la sua strada convinto che il green pass fosse l'unica alternativa possibile al lockdown.

Green pass: dov'è ancora obbligatorio

Oggi come sappiamo la situazione è molto diversa: l'arrivo della variante Omicron ha scompigliato le carte, la campagna vaccinale (relativamente al primo ciclo di vaccinazione) può forse dirsi conclusa e la bella stagione sta facendo il resto. Il risultato è che da un paio di settimane il green pass è caduto in disuso: non è più obbligatorio né al lavoro né in altri luoghi di svago (ristoranti, bar, cinema). 

Il certificato verde tuttavia non cessa di esistere e continua ad essere necessario per le visite in ospedale e nelle Rsa (residenze sanitarie assistenziali) per anziani, nonché per viaggiare all'estero. Le regole cambiano a seconda dei Paesi di destinazione ma il certificato verde continua a essere indispensabile per l'ingresso nei Paesi dell'Ue. Di fatto basta il pass base. Serve infatti un certificato che attesti o la vaccinazione o la guarigione dal Covid o il risultato negativo di un tampone (molecolare o antigenico).

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