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Venerdì, 28 Gennaio 2022
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Chi può controllare il Green Pass sui mezzi pubblici e la Dad con un solo contagiato: due Regioni in zona gialla il 6 dicembre

Il nodo dei controlli su bus, metro e tram è tutt'alto che sciolto. Probabili pattuglie "miste". Scuola, stop al protocollo che non metteva più in quarantena la classe con un solo caso di positività. I territori che scivolano verso la zona gialla in concomitanza con il nuovo Super Green Pass

I controlli dal 6 dicembre in avanti, data in cui il Super Green Pass entrerà in vigore e giorno da cui servirà il Green Pass pure per salire sui mezzi pubblici, saranno "visibili". E' questa la parola d'ordine del ministro Lamorgese. Ben sapendo che è una missione ai limiti dell'impossibile, e parlare di "controlli serrati" quando in città come Roma e Milano sono milioni le persone che quotidianamente utilizzano i mezzi pubblici non è realistico. Ma i problemi riguardano anche le modalità effettive dei controlli: i controllori possono chiedere sempre il Green Pass? Si attendono chiarimenti definitivi anche dal ministero dei Trasporti. Per il mondo della scuola, c'è anche una novità inattesa: stop al nuovo protocollo che non metteva più in quarantena un’intera classe quando c’è un solo caso di positività, e quindi ritorno della Dad più vicino in molti casi. L’aumento dei contagi, cresciuti del 25% nell’ultima settimana, e i timori legati alla variante Omicron suggeriscono cautela e ministero e Regioni pensano così di bloccare una novità introdotta solo poche settimane fa. La decisione sarà dei dirigenti scolastici. Intanto altre Regioni scivolano verso la zona gialla, ma solo una cambierà colore già dopo il monitoraggio di venerdì. 

Green Pass: controlli sui mezzi pubblici dal 6 dicembre

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha incontrato ieri in videoconferenza i prefetti e i questori dei capoluoghi di regione per dare indicazioni pratiche per l’entrata in vigore del decreto legge n.172/2021, che prevede nuove e più stringenti misure per contenere la diffusione del Covid-19. Le indicazioni emerse nel corso dell’incontro verranno ora recepite nei piani territoriali predisposti dai prefetti sentiti i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica.

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"In questa fase ancora molto delicata per la salute pubblica, le forze di polizia e le polizie locali continueranno a dare il massimo e ad agire con responsabilità ma anche con la necessaria fermezza, effettuando controlli più serrati sulla certificazione verde con una particolare attenzione alle aree e alle fasce orarie di maggiore afflusso di persone", ha detto Lamorgese. "Ho chiesto ai prefetti di coinvolgere tutti i soggetti interessati, raccomandando loro di intensificare il confronto con i rappresentanti delle associazioni di categoria degli esercenti anche al fine di sviluppare una capillare opera di sensibilizzazione dei propri aderenti". Ai prefetti è stato chiesto di mettere a punto dispositivi dedicati per i controlli sugli utenti del trasporto pubblico locale con modalità condivise con le aziende di servizio nell’ambito dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica. Gli obblighi scattano il 6 dicembre, Lamorgese convocherà prima
una nuova riunione.

Tradotto: saranno organizzate - con la collaborazione delle aziende municipalizzate che saranno chiamate a contribuire in sede di Comitato provinciale per l'ordine pubblico -  soprattutto verifiche a campione nei capolinea di autobus e presso le grandi fermate della metropolitana, nonchè nelle principali stazioni per quanto riguarda il traffico ferroviario. Salire su un bus urbano o entrare in metropolitana senza Green Pass "semplice", quindi con almeno un tampone negativo, comporta una multa da 400 a 1.000 euro.

C'è un'osservazione importante da fare: in quasi due anni di pandemia, il trasporto pubblico locale (tram, bus, metro, treni regionali) finora era escluso da ogni controllo. La novità dei controlli dal 6 dicembre impatta quindi come poche altre su milioni di italiani che si muovono quotidianamente. Ma uno dei problemi più evidenti riguarda gli studenti, soprattutto quelli delle secondarie, che finora potevano prendere i bus per raggiungere il loro istituto scolastico senza alcun obbligo e che ora dovranno munirsi di Green Pass. 

Le aziende del trasporto saranno chiamate a fare la loro parte. In ogni provincia, ogni prefetto inviterà i responsabili del trasporto locale per pianificare con loro il meccanismo dei controlli. Saranno dispiegati il più possibile i bigliettai, scrive la Stampa, che sono "incaricati di pubblico servizio" e hanno la potestà di verificare il Green Pass. Le forze dell’ordine in teoria restano e resteranno le uniche che possono chiedere un documento di riconoscimento insieme al Green Pass. Quindi quella parte di controlli che richiede eventualmente l’identificazione (senza la quale il certificato verde è aggirabile) non dovrebbe essere demandata ad addetti esterni come il personale delle metropolitane, che al massimo potrà fare da supporto.

Pattuglie "miste" formate da personale delle aziende di trasporto pubblico locale e forze dell'ordine per i controlli del Super Green Pass potranno salire a bordo di autobus e metropolitane, nota oggi Repubblica. Escluso l'utilizzo dell'esercito. Ma i controlli saranno effettuati quasi solo alle fermate dei bus e sulle banchine della metropolitana, alla salita ma anche alla discesa. Non sui mezzi in movimento. Entro la settimana in ogni caso un nuovo vertice dovrà fugare tutti i dubbi sulle modalità con cui i controllori delle aziende di trasporto pubblico locale possono chiedere ai passeggeri il Green Pass. Un parere è stato chiesto al ministro dei Trasporti Enrico Giovannini.

E poi ancora: chiedere il Green Pass agli studenti sopra i 12 anni non vaccinati, che non hanno l’obbligo per andare a scuola ma dal 6 dicembre dovranno fare il tampone per prendere l’autobus. è complicato, soprattutto nelle province dove, per tratte anche a lunga percorrenza, in migliaia usano le corriere per spostarsi da un Comune all'altro. Tra l'altro tampone o vaccino non sono servono mai per accedere a scuola. Ma con il Green Pass obbligatorio per tutti i mezzi pubblici, con obbligo di vaccino o tampone, decine di migliaia di studenti non vaccinati dovranno fare il tampone 3 volte alla settimana per accedere ai mezzi pubblici per andare a scuola, con conseguente maggiore spesa per milioni di famiglie. Le polemiche non mancheranno.

A Roma dal 6 dicembre le forze dell'ordine effettueranno i controlli del Green pass di passeggeri del trasporto pubblico locale. E' quanto emerge dalla riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, presieduta dal prefetto Matteo Piantedosi. Secondo quanto si apprende, nella piena collaborazione tra le forze dell'ordine e le agenzie del trasporto pubblico, è stato deciso che una quota di personale delle forze dell'ordine verrà destinata ai controlli che verranno effettuati nel modo "più accurato e capillare possibile". Le verifiche saranno effettuate in entrata e in uscita di metro e bus, Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri sta lavorando insieme alla Prefettura all'ordinanza con l'obbligo di mascherine all'aperto in alcune zone di Roma ad alta concentrazione, in vista delle festività natalizie. L'ordinanza, a quanto si apprende, sarà firmata mercoledì.

Scuola, la Dad è più vicina: quarantena della classe anche con un solo positivo

A proposito di scuola, i ministeri della Salute e dell’Istruzione fanno dietrofront e tornano alle regole precedenti. La nota è stata redatta dal capo dipartimento del Ministero dell’Istruzione, Jacopo Greco e dal direttore generale del Ministero della Salute, Giovanni Rezza, e la novità è già attiva dalle prossime ore.  I molti casi nell'ultimo periodo avrebbero convinto le istituzioni a fare un passo indietro: stop al nuovo piano che non metteva più in quarantena un’intera classe quando c’è un solo caso di positività, e quindi ritorno della Dad più vicino.

"Ultimamente -  è quello che si legge nella circolare - si sta assistendo ad un aumento rapido e generalizzato del numero di nuovi casi di infezione da Sars-CoV-2, anche in età scolare, con una incidenza (casi/popolazione) settimanale ancora in crescita e pari a 125 per 100.000 abitanti (19/11/2021 – 25/11/2021): valore ben lontano dal quello ottimale di 50 per 100.000, utile per un corretto tracciamento dei casi”.

"In considerazione del fatto che la situazione epidemiologica è cambiata - continua la circolare -  in base all’aumento della circolazione virale, si ritiene opportuno sospendere il programma di sorveglianza con testing con un singolo caso positivo tra studenti e docenti. Pertanto si considera la quarantena per tutti i soggetti ritenuti contatti stretti di un gruppo classe anche se si è verificato un singolo caso tra il personale scolastico. Nel caso in cui le autorità sanitarie siano impossibilitate ad intervenire tempestivamente, il dirigente scolastico, venuto a conoscenza di un caso confermato, è da considerarsi autorizzato, in via eccezionale ed urgente, a disporre la Dad nell’immediatezza per l’intero gruppo classe ferme restando le valutazioni dell’Asl. Rimane valida l’opportunità per i Dipartimenti di Prevenzione di scegliere la strategia di controllo per la tutela della salute pubblica per ogni singola indagine di focolaio epidemico in ambito scolastico", si legge ancora.

Il test dovrebbe essere effettuato appena possibile e comunque indicativamente nelle 48 ore successive all’identificazione del caso indice. Fino ad oggi se il contagiato in classe era soltanto uno, gli altri alunni restavano tutti in presenza, ma sotto osservazione con un tampone molecolare o rapido da fare subito e un altro a distanza di 5 giorni. Un arco di tempo durante il quale i ragazzi avrebbero dovuto continuare a seguire le lezioni in presenza. Si cambia.

"Siamo stati facili cassandre, avevamo lanciato l'allarme già pochi giorni dopo la pubblicazione della nota congiunta Salute-Istruzione n. 1218 del 6 novembre scorso. Le scuole, nonostante le mille difficoltà e con uno smisurato carico di lavoro sulle spalle dei dirigenti e del personale, hanno retto. Lo stesso non possiamo dire dei dipartimenti di prevenzione che non sono riusciti sin da subito a garantire la tempistica dei testing e in molti casi non hanno applicato quelle procedure di tracciamento". Così in una nota Antonello Giannelli, presidente nazionale dell'ANP, sulla sospensione del Protocollo per i contagi a scuola.
"Con l`aumento della pressione dovuta alla risalita dei casi le regole del protocollo sono saltate costringendo al ricorso alla DAD anche con un solo caso di positività in classe. La pandemia è ben lontana dalla sua conclusione e dobbiamo tutti collaborare per contrastarla, iniziando da una più completa vaccinazione di massa", conclude Giannelli.

Msscherine all'aperto: verso l'obbligo nazionale

I sindaci chiedono in un provvedimento del governo che ristabilisca su tutto il territorio nazionale l’obbligo della mascherina all’aperto, almeno fin quando ci saranno i prevedibili assembramenti del Natale. In molti tra i primi cittadini hanno già emesso ordinanze che ne impongono l’uso in dati luoghi dello shopping Per evitare assembramenti, in molte città si sono già riviste le transenne per chiudere una strada o una piazza quando c’è troppa gente. Gli assembramenti sono vietati da sempre anche nei centri commerciali o nei luoghi al chiuso. La fase sotto il profilo sanitario è "delicata", ha ripetuto anche ieri la ministra Lamorgese. Quindi da parte della polizia ci sarà "una particolare attenzione alle aree e alle fasce orarie di maggiore afflusso di persone".

Sugli assembramenti e sulla presunta "stretta di Natale" c'è parecchia confusione sui quotidiani e in tv: sono vietati da inizio pandemia ovunque, anche nei centri commerciali o nei luoghi al chiuso, e lo sono da un anno e mezzo a questa parte. Magari ora ci sarà una particolare attenzione alle aree e alle fasce orarie di maggiore afflusso di persone, ma non cambia nulla a livello di norme.

Green Pass e Super Green Pass: l'elenco delle attività

Le Faq non sono aggiornate in base al nuovo decreto, e quindi non è detto che le regole saranno così restrittive anche in zona bianca (ad esempio, in molti scommettono che la consumazione al bancone al bar verrà comunque permessa). Ma il testo del decreto non è interpretabile. Le attività e i luoghi per cui è richiesto il Green Pass "semplice", quindi un tampone negativo, in zona gialla (e quindi anche in zona bianca dal 6 dicembre) in base al decreto legge 172/2021 sono le seguenti: fiere, convegni, congressi, mense, concorsi pubblici, centri termali (ma per attività terapeutiche e riabilitative non è richiesto), sale giochi e sale scommesse e sale bingo, parchi divertimento, alberghi (compresi ristoranti se riservati ai clienti), piscine, palestre, impianti sciistici, musei, centri culturali e ricreativi. 

Serve il Super Green Pass (quindi vaccino o recente guarigione dal Covid) dal 6 dicembre al 15 gennaio per le attività di ristorazione, autogrill inclusi. Anche per il consumo al bancone e per i tavoli all'aperto (l'asporto rimane permesso invece anche senza alcun certificato). Su questo specifico punto, è probabile che interverranno Faq e circolari con precisazioni ed eccezioni varie. Ma il testo del decreto, per come è formulato, non è interpretabile diversamente. A meno di, per l'appunto, circolari e precisazioni di vario tipo. Il Super Green Pass è richiesto anche negli alberghi se possono accedere a bar e risotrante della struttura clienti esterni a essa. Il nuovo certificato è necessario inoltre per: centri sociali e culturali con servizi catering, feste con catering, cinema, teatri e locali con musica anche se all'aperto, sale da balla e discoteche anche se all'aperto. 

Regioni in zona gialla dal 6 dicembre 2021: chi rischia entro Natale

Attualmente in zona gialla c'è solo il Friuli-Venezia Giulia, ma è ceto che dal 6 dicembre andrà a fargli compagnia anche l'Alto Adige. I dati decisivi per i cambi colore della prossima settimana sono quelli di dopodomani, quindi è improbabile, per non dire impossibile, che anche altre Regioni superino le soglie in 72 ore. Ma si nota un aumento costante dei ricoveri in molti territori. Occhi puntati su Marche e Calabria, ma sono anche altre le Regioni che vanno verso il 10 per cento di terapie intensive occupate da pazienti Covid, come mostrato in maniera chiara dal grafico seguente (fonte: twitter/Nicoletta). Il cambio colore, provincia di Bolzano a parte, è rimandato almeno al 13 dicembre 2021. Veneto e Lazio rischiano un Natale in zona gialla

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La zona gialla scatta quando l'incidenza è superiore a 50 casi ogni 100mila abitanti (e oggi solo due regioni hanno incidenza sotto soglia, Basilicata e Puglia), l'occupazione delle terapie intensive supera il 10% e quella delle aree mediche il 15%. La zona arancione viene stabilita invece con un'incidenza di oltre i 150 casi ogni 100mila abitanti e se al contempo la soglia delle terapie intensive oltrepassa il 20% con i reparti ordinari al 30%. Per entrare in zona rossa invece all'incidenza pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti devono abbinarsi un tasso di occupazione dei posti letto superiore al 40% in area medica e al 30% in terapia intensiva. Va però evidenziato come dal 6 dicembre il decreto Super Green Pass equipari di fatto zona bianca e zona gialla. Quindi il cambio di colore delle Regioni per i prossimi 40 giorni è meno impattante che in passato sulla vita degli italiani. Anche in zona arancione non ci sarebbero chiusure di sorta per coloro che hanno il "nuovo" certificato verde.

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