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Venerdì, 20 Maggio 2022
Ipotesi

Green Pass: cosa ci sarà nel decreto per l'abolizione e la distinzione aperto/chiuso

Arriverà a metà marzo, poco prima della fine dello stato di emergenza: ci sarà una forte demarcazione tra attività all'aperto o al chiuso per l'uso del certificato. Draghi ha anticipato che "a giorni" il governo avrebbe prodotto la road map sull’allentamento: ecco tutte le ipotesi

Le varie curve dell'epidemia migliorano in modo chiaro. Il tasso di positività scende sotto il 10% per la prima volta da dicembre. Quando sarà abolito il Green Pass? Lo stato di emergenza finirà ufficialmente il 31 marzo? Mario Draghi venerdì scorso aveva anticipato che "a giorni" il Governo avrebbe prodotto la road map sull’allentamento delle restrizioni. La guerra in Ucraina inevitabilmente ha preso il sopravvento e dunque bisognerà attendere la prossima settimana per conoscere le tappe delle riaperture. Appare scontato che a giovarsi dei primi allentamenti, del superamento del green pass saranno dal 1° aprile le attività più legate al turismo: dai ristoranti agli hotel, allo shopping. Il decreto che conterrà le riaperture vedrà la luce non prima di metà marzo, quando si avrà maggiore contezza della curva di contagi e ricoveri, da quasi un mese in discesa. Oggi il premier potrebbe anticipare le prime mosse nel corso della sua visita a Firenze. Intanto il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato una nuova ordinanza che prevede "a partire dal 1 marzo, per gli arrivi da tutti i Paesi extraeuropei le stesse regole già vigenti per i Paesi europei. Per l'ingresso sul territorio nazionale sarà sufficiente una delle condizioni del Green Pass: certificato di vaccinazione, certificato di guarigione o test negativo".

Crisanti: "Green Pass ha esaurito la funzione"

"Penso che la maggior parte delle restrizioni debbano essere eliminate. In Inghilterra le persone vaccinate si sono infettate 2-3 volte ed hanno avuto una sintomatologia piuttosto lieve. Se queste persone, ipoteticamente, si infettassero tra 6/7 mesi avrebbero un problema, perché sarebbero molto meno protette" dal vaccino. Così a Sky TG24 Andrea Crisanti, docente di microbiologia all’Università di Padova, ospite di Timeline, rispondendo alla domanda se siamo pronti per eliminare le mascherine al chiuso. Sul Green Pass, invece, Crisanti pensa che questo strumento abbia “esaurito la sua funzione, che è stata quelle di indurre le persone a vaccinarsi. In qualche modo ha rappresentato una limitazione delle libertà personali, che potevano essere riacquistate solo vaccinandosi".

Il ministro della Salute Roberto Speranza in un colloquio con La Stampa fa evidente riferimento al dibattito politico in corso sull'abolizione o meno del Green pass. "Il Covid non scompare premendo il tasto off come se stessimo spegnendo la luce. Nei prossimi giorni continueremo a monitorare il quadro epidemiologico, ma i dati su contagi e ricoveri sono tutti in via di miglioramento. È chiaro che ci troviamo in una fase nuova, ma serve gradualità, non possiamo far saltare in un solo momento tutte le precauzioni che ci hanno consentito di lasciare aperto mentre altri in Europa entravano in lockdown". Speranza fa parte dell'ala più prudente dell'esecutivo.

L'abolizione del Green Pass tappa per tappa

Dal 1º aprile in avanti non servirà il certificato verde per tutte le attività per le quali è richiesto oggi. E' l'unica certezza al momento. L'Italia sarebbe un unicum a livello europeo. E' più che probabile il ritorno al solo tampone per alcune attività per le quali ora vige l’obbligo della certificazione verde rafforzata. Ma anche la cancellazione di qualsiasi certificato per molte attività all'aperto, e per non frenare la ripartenza del turismo, consentendo a italiani e stranieri privi di Green Pass di programmare le vacanze anche a Pasqua, non solo in vista dell'estate. In qualche modo (impossibile sapere oggi i dettagli) bar e ristoranti, siti culturali e spettacoli, piscine e attività sportive all’aperto potrebbero tornare agibili anche ai non vaccinati già da aprile. La data- valico è il primo aprile: da quel giorno dovrebbe essere possibile tornare a mangiare all’aperto in bar e ristoranti senza dovere esibire il Green Pass, che per un po' sarà forse ancora necessario nei locali al chiuso.  Cinema, teatri, palestre, dovranno invece attendere, resteranno aperti solo a chi ha il Super Green Pass. Potrebbe esserci un parziale allentamento, aprendo anche a chi ha un risultato negativo di un tampone antigenico (dunque il Green Pass base). Ipotesi, nessuna ufficialità. Il certificato verde ha comunque i mesi contati. Forse le settimane. Ci sarà una forte distinzione aperto/chiuso.

Molto probabile che non servirà più in primavera alcun certificato verde per shopping, banche e uffici postali. E forse anche per i clienti di parrucchieri, barbieri, estetisti e tutti i centri di servizi alla persona. Quasi sicuramente il Green pass, super o base, resterà invece fino all'estate nei trasporti, almeno quelli a lunga percorrenza (aerei, bus, traghetti). Le mascherine al chiuso almeno fino a giugno saranno invece ancora obbligatorie quasi ovunque. Per gli over 50, fino al 15 giugno, resta in vigore l’obbligo di vaccinazione.

La fine dello stato di emergenza dopo 26 mesi

Draghi, svela oggi Repubblica, è intenzionato a opporsi agli strappi dell’ala aperturista della sua coalizione. Ieri Matteo Salvini ha abbozzato un nuovo diktat: "Tutta Europa, anzi tutto il mondo va verso maggiori libertà. Il 31 marzo, per quello che ci riguarda, finisce lo stato di emergenza e tutto quello che ne consegue". Una posizione, questa, che rispecchia il blitz della Lega sul decreto Green Pass di lunedì sera, contenuto a fatica dagli alleati di governo, ma che fa invece a pugni con la prudenza dei presidenti di Regione del Carroccio, che propendono invece per soluzioni più morbide, essendo ancora alle prese con la campagna vaccinale. Gradualità e buon senso, "sono le parole d’ordine del premier. Che dal 31 marzo in poi intende procedere con lo smontaggio della macchina di difesa dal Covid, ma in modo tale da potere – in un’eventualità ovviamente non auspicata – riproporre lo stesso incastro di misure in autunno".

La fine dello stato di emergenza dopo 26 mesi, su cui tutti o quasi nella maggioranza sono d'accordo, non comporterà la contestuale abrogazione della certificazione verde in tutte le sue forme. "La gradualità con la quale abbiamo introdotto le regole la useremo anche per allentare le restrizioni - ha spiegato il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa -. A partire anche dall'utilizzo del Green Pass, facendo fin da subito una distinzione tra i locali al chiuso e gli spazi all'aperto". Va anche specificato che nulla vieta al governo di accelerare ancora e, tramite decreto, indicare già nel corso del mese di marzo una prima limitata serie di attività e luoghi all'aperto per cui non sarà più richiesto alcun certificato, anche settimane prima della fine dello stato di emergenza.

"Nella battaglia contro il Covid-19 la nostra azione èsempre stata improntata a proporzionalità e adeguatezza - commentano i componenti del Movimento 5 Stelle in Commissione Igiene e Sanita‘ del Senato -  Abbiamo seguito la curva epidemiologica e basato ogni misura sull’andamento della pandemia, dei contagi, dei ricoveri. Ora questi dati ci dicono che la situazione sta migliorando, grazie ai vaccini, grazie al green pass, grazie a tutte le decisioni che hanno permesso di tenere a bada il virus. È il momento di rivedere le misure in campo? Certamente. Come, peraltro, abbiamo fatto ogni volta che la curva lo ha permesso. Si può fare cavalcando posizioni demagogiche? No. Si può fare seguendo la propaganda anziché soluzioni efficaci, organiche, coordinate? No. Non seguiremo le forze politiche che pensano di fare campagna elettorale sul Covid-19 .- continuano i pentastellati - Non possiamo seguire un metodo irresponsabile e sconclusionato. È come se, ai primi tepori, si volesse bruciare cappotti e i maglioni. Non è solo buon senso, gradualità e prudenza sono state alla base dei successi contro il virus, improvvisazione e mancato coordinamento tra regioni e regioni, tra regioni e Stato, tra servizi e servizi hanno sempre portato confusione e passi indietro. La fretta è cattiva consigliera".

"Forza Italia ha sempre appoggiato la scelta del Green pass. Ad oggi lo difendiamo poi ci auguriamo che andando verso l'estate non ce ne sia più bisogno. Appena possibile il governo lo toglierà, non vede l'ora di farlo". In ogni caso "è una cosa di cui non possiamo parlare ora, lo faremo in prossimità della scadenza. Altrimenti se decidessimo ora allora sì che saremmo in una dittatura sanitaria", ragiona invece il ministro per gli Affari regionali e le autonomia Mariastella Gelmini a Rtl 102.5.

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