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Martedì, 30 Novembre 2021
Andrea Maggiolo

Opinioni

Andrea Maggiolo

Giornalista Today

Green Pass fino all'estate 2022 senza stato di emergenza?

Fino a quando avremo a che fare con il Green Pass? Per settimane, mesi, anni? Da ormai due settimane la certificazione verde che attesta l'avvenuta vaccinazione, un tampone negativo recente o la guarigione dal Covid, è obbligatoria per lavorare sia nel pubblico sia nelle aziende private. Il Green Pass è inoltre indispensabile su molti mezzi di trasporto a lunga percorrenza, eventi culturali, convegni, bar, locali e ristoranti al chiuso, sino ad arrivare alle strutture sanitarie.

Lo stato di emergenza sanitaria (poteri straordinari al governo in deroga alle disposizioni di legge nel rispetto dei limiti costituzionali, Dpcm, ordinanze ministeriali) per ora è in vigore fino al 31 dicembre 2021. In questi giorni si leggono in giro interpretazioni molto fantasiose. Chiariamolo: il Green Pass per come è stato impostato e introdotto dal governo italiano non è legato allo stato di emergenza. E' invece legato all'articolo 16 della nostra Costituzione: "Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche".

Quando finirà l'obbligo di Green Pass

Quindi il 31 dicembre scadrà il Green Pass? Al momento sì. Il decreto che ha esteso l'obbligo anche sul lavoro prevede espressamente che la misura resterà in vigore "dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza". Può essere prorogato oltre il 31 dicembre? La risposta è sì. Se lo stato di emergenza finirà a Capodanno (potrebbe teoricamente essere rinnovato solo per un altro mese, fino al 31 gennaio 2022), non è detto che l'obbligo di Green Pass cesserà contestualmente. Anzi.

Sono in corso ragionamenti all’interno dell'esecutivo per estendere l’obbligo del certificato per vita sociale (ristoranti, palestre) ma anche lavoro pure nel 2022, "fino almeno all’estate" scrive oggi il Sole 24 Ore. Se l'abbandono del certificato verde sarà graduale, è facile immaginare che il primo obbligo a saltare sarà quello per tutti i luoghi di lavoro (specificità italiana rispetto ad altri Paesi europei nei quali la certificazione verde è meno pervasiva), mentre per i locali come bar e ristoranti, la certificazione per sedersi al chiuso potrebbe restare più a lungo.

L'Italia non sarebbe il primo Paese ad allungare la vita del certificato verde. La Francia, il primo Paese europeo ad averlo introdotto, ha infatti approvato una legge che consente al governo di ricorrere al Green Pass fino al prossimo 31 luglio del 2022. Al termine di un acceso dibattito, l’Assemblea nazionale (omologa francese della nostra Camera dei deputati) ha dato, nella notte del 21 ottobre 2021, un primo via libera al disegno di legge detto "Vigilanza sanitaria", che prevede la possibilità di ricorrere al certificato fino a metà estate. Ma i paragoni non hanno molto senso, perché c'è una differenza gigantesca: in Francia l'obbligo del certificato verde non è stato esteso per decreto anche nei luoghi di lavoro, e quindi la sua proroga sarebbe meno impattante che in Italia.

L'estensione del Green Pass fino all'estate 2022

Il Green Pass sembra aver avuto un ruolo importante nell'arginare la diffusione del virus fino a oggi. Da noi la situazione è migliore rispetto ad altri Paesi, soprattutto quelli dell’Europa dell’Est. Ma il Green Pass non può reggere a tempo indeterminato: se nei piani dell'esecutivo è adesso lo strumento migliore per gestire l’epidemia, garantendo una quasi normalità, con tutte le attività aperte (ristoranti, palestre, stadi, cinema, concerti, piste da sci) è inevitabile che ci sarebbero polemiche se l'estensione del Green Pass fino all'estate 2022, anche per lavorare, venisse presentata come un mero incentivo a spingere più persone possibile a vaccinarsi, pena la scadenza del certificato. L'obiettivo di modularne una minore applicazione, lasciandolo obbligatorio via via per un numero sempre minore di categorie professionali, sembra complicatissimo da attuare: quali parametri sarebbero utilizzati per decidere le categorie? Il rischio di una diminuzione a tappe è sotto gli occhi di tutti. 

Quando finirà l'obbligo di Green Pass? Oggi nessuno può dare una risposta, e probabilmente nemmeno Draghi e Speranza ne hanno la più pallida idea. Chiedere che vengano resi noti con trasparenza, a fine stato di emergenza, i parametri in base ai quali la situazione epidemiologica verrà considerata più o meno sotto controllo, è essenziale. Senza stato di emergenza, le restrizioni come quelle del Green Pass possono trovare fondamento in continui decreti-legge su presupposti di necessità e urgenza. Equilibri delicati, non solo formali. Considerando che il virus circolerà per anni, non sono questioni di lana caprina.

Se per raggiungere il 90% di vaccinati si prorogherà l'obbligo di Green Pass per mesi, va rimarcato che lo stato di emergenza non c'entra nulla. Sarà una decisione di politica sanitaria, e il fatto che a prenderla potrebbe essere un governo sostenuto da una maggioranza sfilacciata, con le elezioni per la Presidenza della Repubblica sullo sfondo, rendono ancora più confuso il quadro. I partiti hanno delegato molte decisioni in questi mesi alla proverbiale capacità di sintesi di Mario Draghi, e sembra che lo stesso stia accadendo, in parte, anche per la legge di bilancio. Rendere il più partecipata possibile la decisione sulla cancellazione o sulla proroga dell'obbligo di certificato verde è, scusate il gioco di parole, obbligatorio. A meno di non volersi sorprendere poi, ancora una volta, per le inevitabili tensioni sociali che ne conseguirebbero.

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