Sabato, 31 Luglio 2021
Il green pass allargato / Francia

Le proteste contro il green pass "allargato" in Francia

Anche oggi è un Sabato di manifestazioni in Francia contro le misure annunciate lunedì scorso dal presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron che prevedono l'obbligo di pass sanitario per accedere ai trasporti (aerei, pullman e treni), per entrare nei ristoranti, nei bar e l'obbligo di vaccinazione per il personale sanitario

La Francia si chiude: non bastavano le nuove norme che dal primo agosto vincoleranno l'acceso a bar e ristoranti al possesso del green pass, da lunedì chi arriva da Regno Unito, Spagna, Portogallo, Cipro, Grecia e Olanda, e non è stato vaccinato dovrà presentare un test Covid negativo effettuato nelle ultime 24 ore. La nuova misura firmata dal primo ministro Jean Castex segue l'allerta per quella che ha tutti gli effetti è la quarta ondata di Covid in Europa.

E se l'Italia guarda all'esempio francese per una rilettura dell'uso del green pass, occorre tenere presente di come le nuove imposizioni abbiano provocato forti malcontenti Oltralpe. Anche oggi è un Sabato di manifestazioni in Francia contro le misure annunciate lunedì scorso dal presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron che prevedono, da inizio agosto, il pass sanitario nei trasporti (aerei, pullman e treni), per entrare nei ristoranti, nei bar e l'obbligo di vaccinazione per il personale sanitario. Sono numerosi gli appelli a manifestare che sono arrivati appena tre giorni dopo i cortei che si sono svolti il 14 luglio, in occasione della festa nazionale francese. Tra i tanti ci sono anche i gilet gialli.

Aggiornamento 17:39 - Sono diverse migliaia i manifestanti che sono scesi in piazza contro il pass sanitario in diverse città della Francia. In particolare nella capitale Parigi la polizia ha usato gas lacrimogeni. 

"Abbiamo fatto un appello a manifestare per dire no al pass sanitario - spiega all'Adnkronos Maxime Nicolle, uno dei volti storici del movimento - Sono già previste manifestazioni in 153 città da Parigi a Marsiglia, da Lille a Bordeaux. Siamo stufi di essere trattati come bambini e stanchi delle troppe restrizioni".

"Sono personalmente favorevole alle vaccinazioni per le persone a rischio, per le persone più vulnerabili ma sono contrario a questo tentativo di suscitare una paura collettiva. Ho 33 anni, non ho problemi medicali. Non porto la mascherina ma rispetto il distanziamento".

"Tra le cose che infastidiscono di più nelle misure annunciate da Macron è quel voler rendere obbligatorio i vaccini senza renderli obbligatori, a parte chiaramente per il personale sanitario che saranno obbligati a vaccinarsi. Una categoria che è già allo stremo delle forze dopo mesi e mesi di lavoro estenuante e che deve far fronte a condizioni di lavoro difficile mentre negli ultimi anni sono stati tagliati dai governi oltre 70 mila posti letto negli ospedali", sottolinea Nicolle. "Il personale sanitario - sostiene - è molto arrabbiato e sono in tanti ad essere pronti a dare le dimissioni. Si sono mobilitati in tanti. Sono stanchi, in tanti sono prossimi al burnout".

"Non si muore solo di Covid" rileva Nicolle. "Ci sono persone che si sono suicidate perché hanno perso il lavoro, perché hanno subito una perdita di salario. Ci sono persone depresse e in particolare tra i giovani che hanno vissuto male i lockdown successi. Il personale sanitario sta al limite. La rabbia che era già profonda da diversi anni si sta ampliando e i politici continuano a non ascoltare. Le persone non accettano più le repressioni durante le manifestazioni e i continui controlli".

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