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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Code ma non caos

Green Pass: le nuove Faq, ipotesi stop per chi lavora da solo o all'aperto e tamponi a 5 euro

Stretta sul colf e badanti: le nuove Faq del governo chiariscono cosa succede a chi è senza certificato verde. Con gli emendamenti in Senato possono esserci novità su costo dei tamponi ed eccezioni all'obbligo. Bassetti: "L'obiettivo deve essere quello di toglierlo a fine anno". Figliuolo: "Arrivare al 90% di vaccinati, poi può essere alleggerito"

Il Green Pass per i lavoratori pubblici e privati sembra aver superato la prova del lunedì- I tamponi sono raddoppiati ma il sistema non ha registrato collassi. "Solo" code davanti alle farmacie. Venerdì era stata una prova, e i test fatti prevalentemente dalle farmacie erano stati mezzo milione. Ieri sono stati effettuati tra i 500 e i 600 mila tamponi, contro i circa 300 mila di lunedì scorso. Se la domanda resterà questa anche nei prossimi giorni, sarà sostenibile da parte delle farmacie. Dalla Federazione degli ordini dei farmacisti (Fofi) spiegano di aver fatto il doppio dei tamponi in tre giorni.

Intanto le nuove Faq del governo chiariscono alcuni aspetti legati alla certificazione verde, con particolare riferimento a chi ne è sprovvisto. Le nuove Faq riguardano anche badanti e parrucchieri. E ci sono proposte concrete per modificare alcuni elementi chiave, come costo dei tamponi e applicazione del certificato per chi lavora da solo o all'aperto.

Le nuove Faq sul Green Pass

"I contratti di lavoro stipulati per sostituire i lavoratori sprovvisti di Green pass sono soggetti alla disciplina generale del contratto a tempo determinato e in particolare a quanto previsto degli artt. 19 ss. del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, e successive modifiche ed integrazioni" si legge in una delle Faq pubblicate da Palazzo Chigi sull'ultimo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio, Mario Draghi.

A proposito della scadenza, "il Green pass - è scritto in una delle Faq - deve essere valido nel momento in cui il lavoratore effettua il primo accesso quotidiano alla sede di servizio e può scadere durante l'orario di lavoro, senza la necessità di allontanamento del suo possessore".

Capitolo badanti. "Se la badante non possiede il Green pass non potrà accedere al luogo di lavoro" e se convivente "dovrà abbandonare l'alloggio", si legge nelle Faq, poiché prevale il "diritto della persona assistita di poter fruire senza soluzione di continuità della assistenza ricorrendo ad altro idoneo lavoratore". Il governo, rispondendo a domande frequenti sull'ultimo Dpcm, chiarisce che non siano dovuti vitto e alloggio, oltre allo stipendio, a badanti sprovviste di passaporto vaccinale. Se infine la badante è convivente e positiva al Covid, "non potrà allontanarsi dalla casa nella quale vive" per la quarantena.

I parrucchieri, gli estetisti e gli altri operatori del settore dei servizi alla persona devono "controllare il pass dei propri eventuali dipendenti" ma non devono "richiederlo ai clienti, né questi ultimi sono tenuti a chiederlo a chi svolge l'attività lavorativa in questione".

L'obbligo di Green pass riguarda anche gli operatori del commercio sulle aree pubbliche la cui "sede lavorativa" è collocata all'aperto, precisa Palazzo Chigi. "L'obbligo di Green pass - si legge sul sito - non è collegato al fatto che la sede in cui si presta servizio sia all'aperto o al chiuso".

"Il possesso del Green pass è richiesto anche ai lavoratori stranieri ove debbano svolgere la propria attività lavorativa presso aziende o pubbliche amministrazioni italiane". In caso di autotrasportatori stranieri sprovvisti del certificato, "è possibile utilizzare il personale dell'azienda italiana per le operazioni di carico/scarico".

"Stop all'obbligo di Green Pass per chi lavora all'aperto"

Stop all'obbligo di green pass per chi lavora all'aperto o in modalità isolata, non sanzionabilità dei lavoratori per i quali la validità del certificato scada durante lo svolgimento della prestazione lavorativa e riduzione a 5 euro del costo dei tamponi per tutti i lavoratori. Questi sono alcuni degli emendamenti presentati dai senatori del M5S della commissione Lavoro di palazzo Madama al decreto istitutivo del Green pass per l'accesso ai luoghi di lavoro depositati al Senato. "Queste proposte di modifica - affermano Iunio Valerio Romano, Nunzia Catalfo, Susy Matrisciano, Barbara Guidolin e Sergio Romagnoli - vanno incontro alle richieste del mondo del lavoro, che la politica ha il dovere di ascoltare e a cui abbiamo il dovere di fornire soluzioni. Pensiamo a chi lavora in agricoltura o alle partite Iva che, ad esempio, svolgono individualmente la propria prestazione lavorativa senza entrare in contatto con altri colleghi. E' ancorata al principio della ragionevolezza, poi, la scelta di prevedere lo stop alle sanzioni per quei lavoratori, ai quali la validità del certificato scade durante lo svolgimento della prestazione, così da consentire loro di portarla a compimento in giornata senza essere allontanati dal proprio posto di lavoro, come avvenuto, ad esempio, nel mondo della scuola tra una lezione e l'altra ad alcuni insegnanti".

"Con un altro emendamento - proseguono - poi, ci siamo fatti portatori di una proposta per abbattere ulteriormente il costo dei tamponi rapidi fissandone il costo a 5 euro per tutti, come annunciato nei giorni scorsi. Abbiamo il dovere di contemperare il diritto al lavoro e quello alla sicurezza. Siamo all'ultimo miglio di una campagna vaccinale senza precedenti, che nel nostro Paese procede spedita. Aiutare l'Italia a uscire dalla pandemia in un clima quanto più possibile sereno e tornare presto alla normalità deve essere la priorità", concludono i senatori del M5S.

Anche la Lega vuole "eliminare gli aspetti più rigidi del decreto": il Carroccio chiede prezzo calmierato per i tamponi, l’allungamento della validità dei test, da 48 a 72 ore, l’estensione del certificato ai guariti dal Covid negli ultimi 12 mesi (ora sono 6).

Quando sarà rivisto o abolito il Green Pass

Se l'Italia dovesse arrivare al 90% di vaccinati contro il covid, il Green pass potrebbe essere rivisto e alleggerito. Lo ha detto il generale Francesco Paolo Figiuolo, commissario per l'emergenza covid, oggi a Padova. "Quando raggiungeremo il 90% dei vaccinati, e se poi i comportamenti continueranno ad essere responsabili come stiamo facendo tutti noi e le curve confermeranno l’andamento attuale, credo che il governo penserà un qualcosa che potrà andare verso un alleggerimento delle misure di contenimento attuali, come l’obbligo del Green Pass", le parole di Figliuolo. "Sono sicuro che quando raggiungeremo quell’obiettivo ci potrebbe essere un allentamento delle misure in vigore oggi", ha spiegato.

"Ben venga il rialzo delle dosi arrivato con la notizia del green pass esteso e consolidato il 15 ottobre. Ora vedremo se questo trend diventa strutturale, intanto la curva delle prime dosi si è stabilizzata attorno ai 60mila, in leggero rialzo, e se è così sono contento. Con 70mila vaccinazioni al giorno per 30 giorni ci portiamo a casa 2 milioni di persone vaccinate in più, il che ci aiuterebbero ad arrivare al 90% o a superarlo, e a quel punto avremo raggiunto un bell’obiettivo, che è il target che ci proponiamo", ha concluso.

"L'obbiettivo deve essere quello di togliere il certificato verde per la fine dell'anno" dice Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova. Il professor Bassetti analizza i dati provenienti dalla Gran Bretagna con il boom di nuovi casi  e spiega: "Gli inglesi hanno riaperto tutto a luglio con una vaccinazione in doppia dose del 60%. Troppo poco. Noi siamo all'80% e credo che con questa percentuale potremmo addirittura aprire, dopo le discoteche, anche gli stadi al 100% di spettatori".

L'effetto green pass sui tamponi e le code davanti alle farmacie


 

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