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Martedì, 17 Maggio 2022
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Il nuovo decreto del governo sul green pass: cosa cambia dal 1° aprile

Dopo la fine dello stato di emergenza, che non verrà prorogato dopo il 31 marzo, il piano dell'esecutivo prevede un addio graduale alla certificazione verde covid. Ecco tutte le anticipazioni

Lo stato di emergenza per la pandemia da nuovo coronavirus scade tra poco più di due settimane, il 31 marzo 2022, e non verrà prorogato. Il presidente del Consiglio Mario Draghi è stato chiaro: "La situazione epidemiologica è in forte miglioramento, grazie al successo della campagna vaccinale, e ci offre margini per rimuovere le restrizioni residue alla vita di cittadini e imprese", ha detto. Già da tempo le regioni chiedono la fine dei divieti, a partire dall'eliminazione del super green pass rafforzato e dell'obbligo di mascherine al chiuso, passando per il sistema delle zone a colori, ma il governo non ha ancora dato indicazioni chiare. I prossimi giorni saranno decisivi in tal senso. Per ora siamo nel campo delle ipotesi.

Cosa potrebbe cambiare col green pass da venerdì 1° aprile? In teoria potrebbe decadere l'obbligo di avere sempre il certificato verde Covid-19 dove adesso è obbligatorio per legge, ma più probabilmente il green pass verrà rimodulato in base all'andamento della pandemia. Il piano del governo, infatti, potrebbe essere quello di un addio graduale alla certificazione, partendo per esempio dai luoghi all'aperto. L'ipotesi più plausibile al momento è quella di stilare una sorta di percorso a tappe, prima di porre definitivamente fine all'obbligo.

Green pass esteso sul lavoro fino al 15 giugno?

Per fare un esempio, il green pass sul lavoro potrebbe essere esteso almeno fino al 15 giugno. Si parla di questa data perché indica la fine dell'obbligo vaccinale per i cittadini over 50, che resterà in vigore anche dopo la fine dello stato di emergenza. Sul punto in questione, molto dipenderà da come verrà affrontato il tema dello smart working. Il governo attualmente ha accordato alle aziende di usufruire in maniera massiccia del lavoro da remoto, anche senza aver contrattato la modalità lavorativa con i dipendenti. Con la cessazione dello stato d'emergenza al 31 marzo, però, bisognerà gestirlo con accordi individuali tra azienda e lavoratore. Molte persone torneranno in presenza dal 1° aprile 2022, e questo potrebbe rendere ancora necessaria la certificazione verde sul posto di lavoro.

"L'obbligo vaccinale contro il Covid-19 per gli over 50 resterà fino al 15 giugno prossimo, comprensivo della sanzione di 100 euro per chi non si è vaccinato", ma "stiamo valutando l'opportunità di anticipare la possibilità per gli over 50 di andare al lavoro con il green pass base, anziché quello rafforzato, ossia facendo il tampone rapido ogni due giorni", ha dichiarato qualche giorno fa il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, spiegando che si tratta di un'ipotesi "che potrebbe dare la possibilità di tornare al lavoro per chi non si è vaccinato e anche per allentare la tensione".

Dal green pass rinforzato a quello base per alcune attività

Un'altra ipotesi su cui si sta ragionando è quella che prevede il passaggio al green pass base (anche con tampone negativo) per lo svolgimento di attività che oggi richiedono quello rinforzato (che si ottiene solo con il vaccino o la guarigione), mentre dovrebbe esserci la completa abolizione del certificato per gli eventi e i locali all'aperto. "Metteremo gradualmente fine all'obbligo di utilizzo del certificato verde rafforzato, a partire dalle attività all'aperto, tra cui fiere, sport, feste e spettacoli - ha detto Mario Draghi -. Continueremo a monitorare con attenzione la situazione pandemica, pronti ad intervenire in caso di recrudescenze".

Appare chiaro che si avvicina la fase di allentamento delle restrizioni anti covid. Per il ministro del turismo Massimo Garavaglia, la prossima settimana - forse già martedì - saranno stabilite le regole post emergenza. L'andamento dell'epidemia nei prossimi giorni guiderà l'azione del governo: attraverso un nuovo decreto, le restrizioni saranno abolite del tutto o (più probabilmente) con gradualità, in base all'evoluzione della curva epidemiologica.

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