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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Venerdì di protesta

Sciopero contro il Green pass: il racconto della giornata

Italia a rischio blocco per le proteste contro il Green pass obbligatorio per i lavoratori. Manifestazioni a Roma e Milano, ma la situazione che desta maggiori preoccupazioni è quella dei portuali di Trieste

Si preannuncia un venerdì di protesta quello di oggi, 15 ottobre 2021, data in cui il Green pass diventa obbligatorio sul posto di lavoro.

No green pass, le prime conseguenze dello sciopero 

La circolare del dipartimento di Pubblica Sicurezza non esclude che l'avvio del "nuovo provvedimento possa costituire il pretesto per un ulteriore inasprimento dei toni della contestazione", ma in diverse zone d'Italia sono previste proteste e manifestazioni contro l'obbligo di certificazione verde. L'allerta riguarda, si legge nel documento a firma del capo della polizia Lamberto Giannini, inviato a questori e prefetti, possibili "azioni improntate all’illegalità" a "danno di obiettivi esposti" al rischio, ma ''anche con possibili episodi di contrapposizione fra gruppi aderenti a opposti estremismi''. Manifestazioni previste in diverse città, Milano e Roma in primis, ma la situazione che desta maggiori preoccupazioni è quella dei portuali di Trieste.

Nessuna paralisi a Palermo

La temuta paralisi alla fine non c'è stata. Nel giorno dell'esordio dell'obbligatorietà del green pass nei luoghi di lavoro a Palermo non si registrano proteste e blocchi. Situazione regolare al porto, presidiato stamani in via precauzionale dalle forze dell'ordine. "C'è un clima di grande serenità e l'attività prosegue con regolarità", dice all'Adnkronos Giuseppe Todaro, presidente di Portitalia e Osp, le società che operano all'interno dello scalo del capoluogo siciliano, assicurando che "da mesi si sta già lavorando a questo appuntamento, tanto che è stato fatto un hub vaccinale dentro il porto". Su un bacino di 450 portuali appena il 5 per cento non sarebbe vaccinato. "Una stima per eccesso", assicurano da Portitalia. "I lavoratori che già durante la pandemia hanno dimostrato grande spirito di sacrificio - dice ancora Todaro - in questa occasione hanno mostrato sensibilità vaccinandosi in massa".

"Tutti i porti del Sud hanno aderito alla campagna vaccinale, a Bari si registrano percentuali del 100 per cento, a Palermo praticamente il 98 per cento lo è. In tutti i porti della Sicilia le percentuali di adesione sono altissime - assicura all'Adnkronos Nino Napoli, coordinatore regionale della Fit Cisl Sicilia -. I portuali hanno garantito a tutto il Paese la possibilità di approvvigionarsi di risorse durante i lunghi mesi di lockdown. Sono rimasti pienamente operativi anche quando le possibilità di contagio erano altissime, restando in banchina e scaricando navi e container per garantire tutti coloro che erano a casa". Ecco perché quando la campagna vaccinale lo ha permesso "hanno sentito loro stessi l'esigenza di vaccinarsi. Hanno risposto con grande senso di responsabilità e dovere".

Nessun intoppo neppure sul fronte del trasporto pubblico urbano. "Il servizio è regolare, non risultano né assenze di massa né proteste", dice all'Adnkronos Michele Cimino, presidente dell'Amat. Su 164 autisti in servizio stamani solo quattro non hanno potuto svolgere il turno perché sprovvisti del certificato verde. "Alcuni sono in attesa della seconda dose di vaccino - dice all'Adnkronos Ferdinando Carollo, direttore Esercizio gomma ed Esercizio tranviario di Amat -. In ogni caso si tratta di percentuali irrisorie, il clima è sereno, non si registrano disordini né assenze di massa. Le percentuali di coloro che sono in ferie o in malattia solo le stesse di un mese fa o della scorsa settimana".

Situazione regolare a Napoli e Salerno

Situazione regolare e senza alcun tipo di tensione questa mattina nei porti di Napoli e Salerno. In entrambi gli scali non si segnalano presidi o manifestazioni, né particolari code negli ingressi in relazione all'introduzione del green pass obbligatorio. Nei giorni scorsi sia l'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, competente sui porti di Napoli, Castellammare di Stabia e Salerno, sia i sindacati si erano espressi con ottimismo circa il funzionamento dei tre scali campani, soprattutto in relazione al fatto che sono pochi, probabilmente sotto il 10%, i lavoratori portuali non vaccinati.

Proteste al porto di Genova

Proteste no green pass in corso al porto di Genova. Un gruppo di lavoratori sta manifestando al varco Pra, un altro gruppo al varco Etiopia. Da quanto si apprende dal porto, l'operatività dello scalo non è compromessa.

No vax in piazza a Milano

I no vax sono pronti a manifestare oggi, venerdì 15 ottobre, quando entrerà in vigore l'obbligo del green pass nei luoghi di lavoro, davanti ai luoghi simbolo di Milano: il tribunale, l'università, piazza Fontana e l'ingresso della Rai in corso Sempione. Una notizia, che hanno diffuso attraverso i loro social, che ha fatto scattare l'allarme, portando a un rafforzamento dei controlli. L'appuntamento davanti al tribunale è alle 10. Bisognerà capire se davvero proveranno a entrare nel luogo simbolo della giustizia, se faranno solo un presidio oppure si riuniranno con gli altri gruppi per dare vita a un corteo non autorizzato.

Sono un centinaio le persone che si sono date appuntamento davanti all'Università Statale di Milano per protestare contro l'obbligo di green pass nei posti di lavoro. "Giù le mani dal lavoro" recita lo striscione a pochi passi dall'ingresso. "Ora è sempre Resistenza, uniti contro Draghi e green pass" è un'altra frase scritta su uno striscione, "Sì vax no vax a noi non interessa, contro il green pass questa è la protesta" lo slogan urlato dai manifestanti che non sono solo studenti, ma anche lavoratori.

In centinaia in piazza a Firenze

Alcune centinaia di persone, tra le quali anche molti studenti, stanno partecipando a Firenze, in piazza Santa Maria Novella, al presidio per manifestare contro l'obbligo del Green pass. Gli organizzatori della manifestazione, che in un primo momento avrebbe dovuto percorrere le vie del centro cittadino, hanno deciso di optare per un presidio statico.

Sit in a Roma

Nella Capitale si terrà al Circo Massimo il sit in delle Sentinelle della Costituzione, guidate dall'avvocato Edoardo Polacco, contro il Green Pass. Giovedì, nel corso della riunione tecnica di coordinamento, che si è tenuta in prefettura, era stato deciso infatti che la manifestazione venisse spostata da Santi Apostoli in un'area ritenuta più idonea. La decisione, sottolinea la questura di Roma in una nota, ''scaturisce da una serie di valutazioni, legate principalmente alla tematica della manifestazione e alla sua notevole pubblicizzazione sui social'' poiché ''potrebbe richiamare un numero maggiore di persone, superiore a quello dichiarato dal promotore, e anche di diversa estrazione''.

I no green pass in piazza: alta tensione per il rischio infiltrati

I manifestanti, dopo il divieto di Santi Apostoli, avevano annunciato che avrebbero manifestato a Bocca della Verità, luogo che però, spiega la questura, è stato considerato, ''per questo specifico evento e per questo specifico fine settimana'', inidoneo a contenere un eventuale numero maggiore di manifestanti, nonché limitrofo ''a uffici impegnati nella gestione delle consultazioni elettorali''. Alla luce di queste considerazioni la questura ha adottato un divieto di svolgimento della manifestazione in piazza Bocca della Verità, prescrivendo che l’iniziativa si svolga, nella stessa data, con medesimo orario, al Circo Massimo. Ad ogni modo piazza Bocca della Verità verrà, comunque, presidiata per convogliare eventuali manifestanti verso il Circo Massimo.

Sciopero dei portuali a Trieste 

A Trieste è stato confermato lo sciopero e la manifestazione dei portuali. "L’assemblea dei lavoratori del porto di Trieste - si legge in una nota del Coordinamento Lavoratori Portuali Trieste - ha deciso di mettere in atto lo sciopero contro l’applicazione del decreto sul Green pass per poter lavorare indetto a partire dalle ore 00.00 di venerdì 15/10/2021. L’appuntamento per tutti i lavoratori portuali, i lavoratori di altre categorie e tutti i cittadini che sono contrari all’introduzione dell’obbligo del Green pass per poter lavorare è alle ore 6 davanti al varco 4° (quello del Molo VII) del Porto di Trieste".

Intorno alle ore 6.30 è iniziato lo sciopero del Coordinamento dei lavoratori portuali. Davanti al varco 4 dello scalo di Trieste poco prima delle 7 la situazione vede circa un centinaio di portuali triestini e circa 150 cittadini. Al momento, come confermato dalle notizie di ieri sera, le persone intenzionate a recarsi sul posto di lavoro verrebbero lasciate entrare senza apparenti problemi. Sul posto non ci sono le forze dell'ordine. I manifestanti presenti, secondo le stime della Digos, sono circa un migliaio.

Fedriga: "Il porto funziona"

''Non credo che su mille persone che lavorano in porto ottocento stiano scioperando. Ho sentito ieri aziende che operano in porto e sappiamo che tutte le altre sigle sindacali che non sono quella coinvolta nella protesta diretta hanno deciso di non aderire allo sciopero stesso. Il porto funziona, anche se in alcuni passaggi con ranghi ridotti e quindi qualche difficoltà. Ho fatto appello di tenere bassa la temperatura, non arrivare a scontri frontali, perché vorrebbe dire fare un danno economico al Paese. Le istituzioni sono disponibili al dialogo, però all'interno delle regole''. Lo ha detto a Buongiorno, su Sky TG24, Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e presidente della Regione Friuli Venezia Giulia.

''Bloccare il porto di Trieste - ha aggiunto Fedriga - significherebbe bloccare il Paese, ma non solo. Il porto di Trieste per il 90% ha traffico su estero, a differenza di altri porti italiani. Quindi faremmo un danno all'Europa e ad altri Paesi. Oggi abbiamo visto che alcune navi hanno deciso di scegliere altri porti, addirittura alcune navi da crociera hanno deciso di andare altrove. Si capisce il danno che anche un solo giorno di annunci può creare. Neanche di fermo, perché fortunatamente i portuali hanno deciso di non fare il picchetto fuori dal porto. Si capisce il danno che si crea e quante famiglie possono essere colpite, per questo dico: rimaniamo nelle regole".

"Se è una lotta per la libertà, anche se penso che c'era un po' meno libertà quando l'unica alternativa era chiudere le attività economiche, che libertà è quella di non poter lavorare, non poter portare avanti propria attività produttiva? Cerchiamo di tenere un profilo basso e di capire che la situazione si sta risolvendo grazie ai vaccini. Non è ancora finita, la situazione è in netto miglioramento però dobbiamo continuare a lavorare per stabilizzare e non trovarci a fare passi indietro''.

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