Lunedì, 25 Ottobre 2021
Danni economici

Gli autotrasportatori senza Green Pass costeranno 70 milioni al giorno

Sempre più alta la tensione nei porti e nelle autostrade italiane. "Ritardi nelle consegne" ha detto Maurizio Longo

Non solo i portuali. La giornata del Green Pass day (venerdì 15 ottobre) rischia di essere un giorno nero anche per il settore degli autotrasporti. Basta prendere in esame due dati: 70 milioni al giorno sono i costi che si riverseranno sulla testa delle aziende del settore e 80mila sono i conducenti (su un totale di 98mila imprese iscritte all’albo) che mancheranno all’appello perché non saranno muniti del passaporto verde. Due facce della stessa medaglia perché il salasso giornaliero è il costo da pagare per i mancati introiti dovuti all'assenza di camionisti. Secondo il segretario generale Maurizio Longo “ciò determinerà ritardi delle consegne, circa 320.000 ore/giorno in più rispetto allo standard giornaliero".

“Se gli autotrasportatori esteri potranno venire in Italia senza il green pass e questo verrà invece imposto alle imprese italiane, valuteremo di invitare le imprese a fermare i camion. Ci auguriamo di no, ma ne stiamo discutendo” aveva detto il presidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè. Pessimista anche l’associazione nazionale di categoria degli autotrasportatori, Assotrasporti, per cui il 15-16 ottobre si rischia che l’intero “trasporto in Italia si blocchi”.

Sempre più alta la tensione nei porti e nelle autostrade italiane nel momento in cui scatterà l’obbligo di presentare il Green Pass per presentarsi al lavoro. Sempre più calda la situazione al porto di Trieste dove stamattina ha parlato anche il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Zeno D’Agostino che si è detto determinato a dare le dimissioni nel momento in cui, domani mattina, dovesse vedere una protesta ad oltranza e pretestuosa nello scalo friulano.

“Dopo tanti anni di fatiche per far arrivare il porto di Trieste al livello a cui è arrivato, non posso legittimare una protesta portata avanti per la mania di protagonismo di qualcuno” ha detto D’Agostino, che ha anche preannunciato come all’interno di certe proteste ci saranno molte persone che, con i portuali e i lavoratori del porto, non avrebbero nulla a che fare. Come a dire che dietro certe prese di posizioni e intransigenze, ci possa essere anche la mano di qualche forza politica. “Sono gli stessi delle manifestazioni dei giorni scorsi a Trieste” ha detto D’Agostino.

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