rotate-mobile
Martedì, 30 Novembre 2021
Numeri elevati

Green Pass: quanti milioni di euro smuove ogni giorno il business dei tamponi

Si è passati, nelle farmacie italiane, da meno di 200mila tamponi al giorno al mezzo milione di questa settimana. Il distributore li paga 2,5-3 euro, 4 euro il farmacista

Si è passati, nelle farmacie italiane, da meno di 200mila tamponi al giorno al mezzo milione di questa settimana, da quando cioè il Green Pass è obbligatorio per lavorare tanto nel pubblico quanto nel privato. Il business dietro ai tamponi è ricco: smuove tra i 5 e i 7,5 milioni di euro al giorno. In farmacia prima dell’obbligo se ne facevano circa 200 mila, all’inizio di questa settimana si è arrivati a 4 o 500 mila. Senza contare i classici tamponi molecolari, circa 150 mila al giorno, che passano prevalentemente dal servizio pubblico e che servono per i sintomatici.

Quanto costano i tamponi alle farmacie

Ai cittadini il tampone rapido "da Green Pass" costa 15 euro. Ma alle farmacie quanto resta in cassa? Il mercato propone ampia scelta di tamponi ormai, sono quasi tutti prodotti in Cina (in Italia li fa Dia-Sorin). I distributori farmaceutici fanno accordi con intermediari, che vendono i test a un prezzo compreso tra i 2,5 e i 3 euro. Alle farmacie un tampone costa, a seconda del tipo, 3,5-4 euro. Quell’euro che avanza è il compenso dei distributori. "Se si salta questo passaggio e si acquista direttamente dagli importatori si può spuntare un prezzo migliore, ma gli ordini devono essere grossi e non è facile per molti negozi sostenerli - nota oggi Repubblica". Le farmacie però hanno altri costi: i guanti e la mascherina (in alcuni casi il camice monouso) per circa 2 euro di materiale. E poi c'è il costo del personale.

"Il costo di un farmacista, se si guarda il suo contratto, è di 48 centesimi al minuto. Ci vogliono circa 10 minuti per fare un tampone, quindi più o meno altri 4,8 euro".

La spesa così sale e arriva poco sotto gli 11 euro, anche se probabilmente in qualche farmacia ci mettono anche meno a fare il test. "C’è poi una spesa difficile da calcolare - dice al quotidiano romano Alessandro Albertini, vicepresidente di Adf, una delle due associazioni che raccolgono i distributori. - quella del lavoro di segreteria. In farmacia squilla continuamente il telefono in questo periodo. Qualcuno deve sempre essere disponibile a rispondere. Poi occorre registrare le persone, scrivere i dati della tessera sanitaria, inviare il risultato al ministero. Va via altro tempo. Anche se quantificassimo quest’attività in 2 euro a tampone, per ogni test resterebbero circa 2 euro alla farmacia".

Spuntano dappertutto offerte, con pacchetti di tamponi rapidi che costano anche 100 euro per 10 test e quindi fanno risparmiare i clienti. Probabile che siano farmacie che acquistano direttamente dai distributori grandi quantità.

Tamponi in farmacia oltre l'orario di chiusura: novità in arrivo

Il Commissario straordinario per l'emergenza Covid Francesco Figliuolo, dopo aver sentito il parere del Ministero della Salute, ha chiesto alle Regioni di agevolare le farmacie affinché "possano continuare a effettuare i tamponi antigenici rapidi oltre gli orari di servizio e nelle giornate di chiusura" e possano eseguire i tamponi "anche nei casi in cui i soggetti non si siano prenotati". Lo rende noto la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), rilevando che il commissario ha accolto le proposte della Fofi. I farmacisti, afferma la Fofi, "sapranno sfruttare questa opportunità per rendere un servizio ancora più efficace ed efficiente".

La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, si legge in una nota, "ringrazia il Commissario straordinario per l'emergenza COVID-19, Generale Francesco Figliuolo, per aver accolto la sua proposta di ampliare l'esecuzione dei tamponi rapidi nelle farmacie, al fine di rispondere all'obbligo della certificazione verde sui luoghi di lavoro". Nessun caos in questi giorni, ma si sono inevitabilmente registrate code davanti alle farmacie per effettuare i test rapidi in molte città.

Sileri: "Il green pass ha una duplice anima, numeri di tamponi molto molto elevati"

"Il green pass ha una duplice anima, la più importante è quella legata alla vaccinazione, perché quando hai 45 milioni di italiani che hanno fatto almeno una dose di vaccino e completeranno con la seconda, significa avere numeri eccellenti, e una quota di coloro che non vogliono vaccinarsi fanno il tampone e significa che abbiamo dei numeri di tamponi molto molto elevati. Questo vuole dire scovare dei positivi che altrimenti non troveresti". È quanto affermato dal sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, su Radio 105."Io vedo un Natale in cui potremo finalmente fare il cenone, un Natale in libertà. Ovviamente ci saranno ancora distanze e mascherina, ci sarà ancora il green pass".

"Non ci sarà più necessità del Green pass quando avremo raggiunto un buon 90% di popolazione vaccinabile vaccinata e dovrà essere mantenuto questo 90%. E' difficile poter raggiungere l'immunità di gregge con un virus di questo tipo, potremo raggiungere una protezione di comunità quando avremo il 90% di persone vaccinate significherà che il virus molto difficilmente potrà circolare. Raggiungeremo quella protezione di comunità e dobbiamo anche mantenerla", ha aggiunto il sottosegretario.

Quanto spende un lavoratore no vax per i tamponi

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Green Pass: quanti milioni di euro smuove ogni giorno il business dei tamponi

Today è in caricamento