Venerdì, 22 Ottobre 2021
L'intervento

"Per chi non ha il green pass tamponi in azienda validi fino a 72 ore"

La proposta del presidente di Confindustria Emilia, Valter Caiumi, che guarda al modello tedesco

Tamponi a carico dei lavoratori, ma con una validità più lunga, fino a 72 ore, e da fare direttamente in azienda con l'aiuto di colleghi 'certificatori', formati per validare i self-test. È il 'modello tedesco' proposto dal presidente di Confindustria Emilia, Valter Caiumi, a una settimana dall'entrata in vigore della disposizione che impone il green pass per accedere ai luoghi di lavoro. Contrario all'obbligo vaccinale, così come all'idea che debbano essere le aziende a farsi carico dei costi dei tamponi per i lavoratori non immunizzati, Caiumi propone una terza via per affrontare i prossimi mesi, fino alla fine dell'anno, cercando di tenere insieme la sicurezza dei luoghi di lavoro con il rispetto delle scelte dei singoli.

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"Mi piacerebbe che fossero considerate le ipotesi di un allungamento della validità del tampone rapido e dell'adozione del modello tedesco, un'alternativa, che va ad aiutare imprese più piccole ad adottare modelli percorribili. Non trovo negativo il rigore dell'Italia, trovo necessario trovare alternative per dare risposte a tutte le imprese", spiega il numero uno degli industriali di Bologna, Modena e Ferrara. Il sistema del green pass obbligatorio "scelto dal governo italiano ha sicuramente ha avuto la finalità di richiamare alcuni a vaccinarsi. C'è un'altra parte di lavoratori che continua a fare una scelta diversa, che bisogna rispettare, alla cui base possono esserci preoccupazioni di salute o paure. Il modello del green pass è andato bene e potrebbe andare meglio, se si tiene conto dei buoni dati sui contagi e del fatto che continuaiamo a tenere i dispositivi di protezione", premette Caiumi.

Per questo, "si potrebbe pensare a un'estensione della validità del tampone rapido a 72 ore, come avviene in Francia: oggi con i livelli di contagio che abbiamo, potrebbe essere un azzardo che ci possiamo permettere", sostiene il presidente di Confindustria Emilia. "Un'altra possibilità interessante potrebbe essere il modello tedesco", suggerisce, illustrando il sistema adottato. Nelle imprese tedesche alcuni dipendenti possono fare un corso ed entrare a far parte di un albo di certificatori Covid 19. Forniscono il tampone rapido e assistono chi si sottopone autonomamente al test, certificando la corrisipondenza tra l'esito e la persona testata. L'azienda su carta intestata emette un certificato valido per l'ingresso.

"E' un modello interessante che potrebbe funzionare anche da noi, almeno i lavoratori che decidono di non procedere con la vaccinazione, potrebbero avere un tampone dalla validità più lunga e fatto direttamente in azienda", dice ancora. 

I controlli sul green pass nella pubblica amministrazione

Intanto sono state pubblicate le linee guida per la verifica del green pass negli uffici pubblici, il cui obbligo è stato esteso a decorrere dal 15 ottobre, a tutti i lavoratori pubblici e privati, messe a punto dai ministri per la Pa Renato Brunetta e della Salute Roberto Speranza, che hanno ottenuto il via libera dalla Conferenza Unificata.

Ciascuna amministrazione pubblica è autonoma nell'organizzare i controlli. È auspicabile, tuttavia, che vengano utilizzate modalità di accertamento che non determinino ritardi o code all'ingresso e che siano compatibili con la disciplina in materia di privacy. L'accertamento potrà essere svolto giornalmente e preferibilmente all'accesso della struttura, ovvero a campione (in misura non inferiore al 20% del personale presente in servizio e con un criterio di rotazione) o a tappeto, con o senza l'ausilio di sistemi automatici.

Quanto alla verifica automatizzata del green pass saranno rese disponibili in tempo utile specifiche funzionalità per la verifica automatizzata dei green pass da parte delle amministrazioni. Sarà consentito, in caso di malfunzionamento di tali soluzioni, l'utilizzo dell'applicazione ''VerificaC19'', disponibile gratuitamente sulle principali piattaforme per la distribuzione delle applicazioni sui dispositivi mobili. 

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