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Sabato, 18 Maggio 2024
Elezioni e pandemia

Green pass, vaccini e restrizioni: cosa succede dopo il 25 settembre

La destra vuole mandare in soffitta il certificato verde, il centrosinistra si affida a scienza e vaccini. Ma finora di Covid si parlato pochissimo. I programmi a confronto

In che modo le forze politiche che si candidano a governare il paese intendono gestire la pandemia? Come verrà affrontata la prossima campagna vaccinale? E ancora: che fine farà il green pass? Alcune di queste domande (o almeno le prime due) sono destinate per ora a restare senza risposta dal momento che in questa campagna elettorale di Covid si è parlato poco o nulla. E appellarsi ai programmi delle varie coalizioni aiuta fino a un certo punto.

Nel programma di centrodestra ad esempio la parola Covid compare solo una volta e i vaccini non vengono mai menzionati. Nel documento sottoscritto da Fdi, Lega, Forza Italia e Noi moderati si legge che il "contrasto alla pandemia da Covid-19" andrà attuato attraverso "la promozione di comportamenti virtuosi e adeguamenti strutturali - come la ventilazione meccanica controllata e il potenziamento dei trasporti - senza compressione delle libertà individuali". Insomma, l'idea è quella di mandare in soffitta il green pass (che Salvini e Meloni hanno sempre contestato) e non ricorrere più a chiusure o restrizioni. Però ci sono alcuni interrogativi ancora da sciogliere. Ad esempio. L'obbligo vaccinale resterà in vigore per alcune categorie (come gli operatori sanitari) o sarà definitivamente accantonato? E che ne sarà delle mascherine sui mezzi pubblici? 

Solo un paio di giorni fa la leader di Fdi Meloni ha inoltre annunciato sui social che in caso di vittoria alle elezioni "una delle prime cose" che farà il nuovo governo sarà istituire "una commissione d'inchiesta sulla disastrosa gestione della pandemia". Nel post in questione Meloni rilanciava la notizia di uno studio uscito pochi giorni fa nel quale, a detta di Meloni, veniva "certificato" che "l'utilizzo di antinfiammatori riduce del 90 per cento le ospedalizzazioni dovute al Covid" (i risultati di questa ricerca sono ancora oggetto di controversie). Gioverà anche ricordare che la leader di Fdi ha più volte sostenuto l'utilità delle così dette "cure domiciliari" contro il Covid, cure che invece la maggior parte della comunità scientifica ha sempre guardato con scetticismo. Da qui la domanda: se il centrodestra dovesse vincere le elezioni queste terapie avranno un riconoscimento "ufficiale" e un sostegno concreto del governo?

Veniamo al centrosinistra. Nel programma del Pd si sottolinea la necessità di rafforzare il sistema sanitario messo a dura prova dal Covid, ma di restrizioni e green pass si parla poco. Certo è lecito supporre che se a Palazzo Chigi dovessero salire Letta e i suoi alleati, la gestione della pandemia sarebbe più in linea con quella dei precedenti governi. D'altra parte con la lista "Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista" sono candidati sia il virologo Andrea Crisanti (noto al grande pubblico anche per il suo approccio "prudente" rispetto al Sars-Cov-2) che l'ex ministro della Salute Roberto Speranza. Di sicuro la sinistra è pro-vax senza se e senza ma. Lo stesso Speranza è stato chiaro: "Invito tutti a dire con chiarezza che l'evidenza scientifica è fondamentale e che sui vaccini non si indietreggerà di un millimetro. Sfido Salvini, Meloni e altri a dirlo con chiarezza. Gli italiani hanno diritto a saperlo".
 

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