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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
La proposta

Con i green pass "dinamici" cambia la validità del certificato verde

È ancora poco più di una proposta ma i dati che vengono dagli ospedali indicano una chiara direzione. "A un anno la copertura della doppia dose non ci arriva" spiega Matteo Bassetti. Per Pregliasco una soluzione accettabile è il Green pass a 9 mesi

Una stretta sul green pass è nell'aria e se la modifica del certificato verde è ancora solo una proposta all'ordine del giorno della discussione tra Regioni e Governo, è la ministra agli Affari Regionali Mariastella Gelmini a spiegare: "Vanno ascoltati subito i presidenti di Regione e il green pass va rafforzato già ad inizio dicembre". A farle sponda il sottosegretario all'Interno Carlo Sibilia che mette in evidenza come nel confronto tra i decessi di novembre 2020 e 2021 appare chiaro come i vaccini stiano salvando tante vite.  

I numeri che smentiscono i no vax

Ma come sarà dunque modificato il meccanismo del green pass? Secondo i medici che in questo momento stanno combattendo gli effetti della quarta ondata negli ospedali sarebbe auspicabile ridurre la durata del Green pass da dodici a nove mesi.

"I dati ci stanno dicendo cha a un anno la copertura della doppia dose non ci arriva"  spiega Matteo Bassetti, primario del reparto di malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova. "La durata del certificato verde andrebbe differenziata a seconda delle varie situazioni: per il guarito può durare sei mesi, per chi ha fatto due dosi di vaccino 9 mesi e chi fa la terza dose è ragionevole pensare che il certificato si possa portare a un anno, come ci dicono alcuni studi sulla durata del richiamo del vaccino. Il Green pass deve essere uno strumento dinamico" conclude Bassetti.

"Tutto viene sempre visto come statico ma siamo di fronte a una malattia nuova e a un vaccino nuovo. La scienza evolve e stiamo imparando una serie di cose sul campo".

Dello stesso parere quanto alla riduzione della durata del green pass è il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell'Università Statale di Milano. "Una durata del Green pass a 9 mesi potrebbe essere la mediazione operativo-tecnica accettabile fra i 12 mesi, che ormai sono troppi, e i 6 mesi del dato scientifico, che indicano una riduzione dell'efficacia".

"Una durata del certificato a 6 mesi potrebbe creare problemi organizzativi e gestionali", ragiona l'esperto, ricordando che il Green pass che si ottiene vaccinandosi "non è un aspetto scientifico nel senso stretto, ma è un qualcosa che dichiara l'avvenuta effettuazione" del vaccino, "una risposta protettiva che comunque permane nel tempo". Perché, ricorda il virologo, "la protezione del vaccino dura anche dopo il 6 mesi, non è che precipita e a 6 mesi e 2 giorni sei scoperto". Quindi, per agevolare la fattibilità "dal punto di vista anche ingolfativo dei sistemi dei richiami, 9 mesi - ribadisce - potrebbero essere la mediazione giusta".

Il green pass solo col vaccino?

Resta infine da chiedersi se sarà consentito ancora ottenere il green pass anche senza la vaccinazione: le tendenze indicano che la possibilità di ottenere il green pass con un tampone negativo sarà via via limitata. Se l'Austria è il primo paese europeo a imporre la vaccinazione obbligatoria da Febbraio 2022, in Germania si sta valutando la possibilità di restringere ancora di più le normative condizionando gli ingressi in locali al chiuso - in condizioni di elevata circolazione virale - solo con un tampone negativo anche per i vaccinati.

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