I genitori di Greta, 13enne transgender, lanciano una petizione: "Troppe difficoltà, serve nuova legge"

Una raccolta firme per una legge "più adeguata e al pari con le legislazioni europee più avanzate in materia" è stata lanciata dai genitori della 13enne ravennate, sulla base della loro esperienza a fianco della figlia

Greta insieme alla madre (foto RavennaToday)

Una petizione per chiedere una nuova legge per le persone transgender in Italia. A lanciarla sono i genitori di Greta Berardi, ragazzina transgender ravennate divenuta famosa in tutta Italia. La sua storia era stata raccontata anche da RavennaToday.

"Abbiamo avuto modo di raccontare le nostre difficoltà causate dalla totale arretratezza delle leggi italiane che regolano la vita delle persone transgender come nostra figlia", spiegano i genitori di Greta nel testo della petizione lanciata su Change.org, per la raccolta di firme per abrogare la legge 164 del 1982 e "sostituirla con una nuova legge più adeguata e al pari con le legislazioni europee più avanzate in materia".

La petizione per una nuova legge per le persone transgender in Italia

Partendo dalla loro esperienza diretta insieme alla figlia, la famiglia di Greta chiede che la nuova legge "riconosca l'identità delle persone transgender in ogni momento della propria vita e del proprio percorso di transizione come soggetto di diritti sociali e personali inalienabili della persona, come previsto dall' art. 3 della nostra Costituzione Italiana" e regolamenti, in particolare per i soggetti minori, "la possibilità di effettuare rettifica anagrafica attraverso una procedura più snella e meno onerosa di quella attuale, attraverso un iter extra giudiziario e con semplici pratiche amministrative, che parta dalla volontà della persona, anche minore con il consenso dei genitori, tramite il modello del consenso informato". La nuova legge dovrebbe prevedere anche "la figura del giudice con potere decisionale solo in caso di controversie e situazioni familiari particolari di minori" e garantire il diritto alla salute previsto dall'art 32 della nostra Costituzione Italiana, per le persone transgender anche minorenni, specie nel riconoscere le terapie necessarie nel percorso di transizione, anche qualora scelto in collaborazione con gli specialisti psicoterapeuti ed endocrinologi". Si chiede inoltre di riconsiderare "la classe di appartenenza dei farmaci utilizzati ad oggi dalle migliaia di persone transgender in Italia inserendoli opportunamente in fascia A, affinché possa essere garantita la continuità di produzione e presenza sul mercato, godendo dei criteri di rimborsabilità previsti per i farmaci considerati essenziali e di prima necessità".

Diritto alla salute, formazione degli operatori e tutela legale

Per la famiglia di Greta, "allo stato attuale, sentenze della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale proteggono le persone transgender in Italia dalla storica interpretazione da parte dei giudici italiani circa l'ambiguità dell'art 3 della legge 164/82, in merito alla necessità di richiedere l'intervento per adeguare i caratteri sessuali da realizzare mediante trattamento medico chirurgico" ed è quindi "necessario garantire le terapie di prima necessità alle persone che sono state costrette all'intervento di adeguamento dei caratteri sessuali prima delle sentenze della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale dovute all'interpretazione dei giudici".

"Chiediamo una legge che preveda formazione di tutti gli operatori della sanità pubblica circa le tematiche di genere e in particolare di tutte le identità e percorsi non riducibili al modello binario cis-etero-normato", prosegue il testo della petizione, "prevedendo su scala nazionale all'interno delle strutture sanitarie pubbliche punti di accesso per le persone transgender per intraprendere, qualora richiesto, il percorso di transizione medicalizzato adottando tutte le buone prassi a partire da un linguaggio inclusivo". La nuova legge dovrà inoltre prevedere "nelle scuole di ogni ordine e grado percorsi di formazione di contrasto al bullismo omo-trans-fobico obbligatori per la comunità educante, per fornire gli strumenti per rapportarsi alle differenze, in particolar modo le buone prassi da adottare con studenti e studentesse transgender (focus sull’importanza di un linguaggio e registri espressivi inclusivi), e laboratori per le classi, tenuti da esperti, per fornire a tutti gli studenti informazioni per approfondire il tema dell’identità di genere in relazione alla corporeità e condurre un'analisi delle rappresentazioni stereotipiche dei ruoli di genere nella società". Infine, la nuova legge dovrò garantire anche "tutela legale nei casi di discriminazione sul posto di lavoro, in ambito sportivo, scolastico, e in tutti i momenti e i luoghi di interazione sociale".  

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