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Mercoledì, 25 Maggio 2022
una panoramica

La guerra in Ucraina: tutto quello che c'è da sapere

Le risposte alle domande più frequenti sulla guerra in Ucraina, dai perché, al coinvolgimento di Nato, Cina, Bielorussia, a mappe, cifre e armi usate

La guerra in Ucraina è ormai in corso da più di un mese e può essere utile riavvolgere il nastro, a partire dal perché c’è una guerra tra Ucraina e Russia, al possibile coinvolgimento di Nato, Bielorussia e Cina, ai potenziali esiti e alle armi usate.

Guerra Russia Ucraina: le ultime notizie in diretta

Quando è iniziata la guerra in Ucraina?

Dopo aver ammassato più di centomila truppe al confine, il 24 febbraio 2022 la Russia ha invaso l’Ucraina alle prime ore del mattino dando inizio alla guerra.

Perchè c’è una guerra tra Russia e Ucraina?

Il presidente russo Vladimir Putin ha giustificato l’invasione dell’Ucraina come una “operazione speciale” per “denazificare” e “demilitarizzare” il Paese, proteggendo i russi che ci abitano che starebbero subendo un genocidio. Alla base di queste motivazioni c’è una negazione dell’identità nazionale ucraina mista alle esigenze strategiche russe di “difendersi” in avanti, verso i confini europei dei Paesi aderenti alla Nato, affermando definitivamente l'influenza russa nelle regioni orientali del Donbass e nella Crimea, a Sud.

Ci sono i nazisti in Ucraina?

Sì, è in parte vero: ci sono dei nazisti in Ucraina e combattono, anche. Ci sono delle formazioni politiche di estrema destra nazionalista, ma il loro ruolo è sovradimensionato (basta pensare che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è di fede ebraica) ed è sbagliato confondere sentimenti nazionalisti (in questo caso scatenati da un invasore) ed estremismi, anche se a volte le due cose potrebbero coincidere. 

Che cos'è il Battaglione Azov

La guerra in Ucraina non è uno scontro tra ideologie differenti: lo dimostra come nel conflitto in Donbass si siano fronteggiate formazioni militari e para-militari da parte russa e ucraina con gli stessi principi di ispirazione nazista. Putin ha giustificato la presenza di queste formazioni per invadere l’Ucraina e "denazificare" il Paese. La sua ossessione non è nuova e ha delle ragioni precise: la principale è che queste formazioni lo combattono, e non da oggi.

il simbolo del battaglione azov

Quanti soldati ha la Russia?

Alla vigilia dell’invasione dell’Ucraina la Russia aveva schierato circa 100mila uomini ai confini. I soldati coinvolti dovrebbero essere saliti a circa 200mila. Secondo alcune stime, l’esercito Russo disporrebbe in totale di 850mila uomini e 250mila riservisti. Inoltre, il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto per "effettuare dal 1 aprile al 15 luglio 2022 la coscrizione di cittadini russi di età compresa tra 18 e 27 anni che non sono nella riserva, per un totale di 134.500 persone". Il ministero della Difesa russo ha chiarito che la decisione non ha nulla a che vedere con il conflitto in Ucraina: il ministro Sergei Shoigu ha infatti affermato che le nuove reclute non verranno inviate nei "punti caldi".

Quanti soldati ha l’Ucraina?

Secondo alcune stime l’esercito ucraino disporrebbe di 200mila uomini a cui si aggiungono circa 250mila riservisti. Nelle settimane di guerra è stato rifornito dai paesi occidentali con armi e munizioni.  

Cosa sono le repubbliche di Lugansk e Donetsk?

Le repubbliche di Lugansk e Donetsk si trovano nella regione del Donbass nell’est dell’Ucraina. Dal 2014 si proclamano indipendenti, dopo il conflitto tra gruppi separatisti locali finanziati e sostenuti dalla Russia e il governo Ucraino che dura ancora oggi. Alla vigilia dell’invasione, il presidente russo Vladimir Putin le aveva riconosciute ufficialmente giustificando l’invio di un contingente per “assicurare la pace”. 

mappa delle repubbliche separatiste del donbass

Le esercitazioni Nato hanno provocato la Russia?

Il presidente russo Vladimir Putin ha sottolineato di frequente la minaccia della Nato in Ucraina, soprattutto dopo alcune esercitazioni che avrebbero provocato la Russia. È vero che ci sono state delle esercitazioni tra esercito ucraino e forze della Nato, ma lontano dai confini russi e di modeste entità, soprattutto se paragonate a quelle russe. Ad esempio, a febbraio 2021 l’esercito russo ha condotto un’esercitazione in Bielorussia con 30 mila soldati che poi sono stati aumentati a 100mila al confine con l’Ucraina. A settembre nell’esercitazione quadriennale che si tiene con la Bielorussia chiamata Zapad (“Occidente” in russo) la Russia ha mobilitato 200 mila uomini, 290 carri armati, 80 velivoli, 15 navi.Le ultime esercitazioni tra Nato e Ucraina sono tre:

  • Nell’estate del 2021 l’operazione “Tre spade” ha coinvolto circa 1.200 uomini e 200 veicoli nei dintorni di Leopoli, città vicina al confine ovest con la Polonia;
  • A settembre 2021 un’altra esercitazione, “Tridente rapido”, tra forze del contingente Nato e ucraine ha coinvolto circa 6mila uomini;
  • A giugno 2021, forse la più importante, l’operazione “Brezza marina” con circa 5mila uomini 32 navi da guerra e 40 aerei nel Mar Nero.

Qual è il ruolo della Bielorussia nella guerra in Ucraina?

La Bielorussia è uno Stato apertamente filorusso. Lo dimostrano le relazioni tra i due Paesi, anche di tipo militare (viste anche le diverse esercitazioni fatte insieme). Parte dell’invasione russa dell’Ucraina è partita proprio dalla Bielorussia. Il coinvolgimento bielorusso potrebbe, tuttavia, aumentare. Gli Stati Uniti e la Nato credono che la Bielorussia possa affiancare la Russia nella guerra. La Bielorussia ha anche chiuso la propria ambasciata in Ucraina dopo alcune settimane dall'inizio del conflitto.

Cosa succede se la Bielorussia entra in guerra al fianco della Russia

Qual è la posizione della Cina?

La Cina ha assunto un atteggiamento cauto nei confronti della guerra in Ucraina, ma allo stesso tempo ambiguo. Da un lato, la Cina non ha mai condannato l’invasione russa, anzi, nelle volte in cui è stata chiamata in causa ha legittimato la “operazione militare speciale” nel Donbass, sottolinenado la solidità delle relazioni con la Russia soprattutto in chiave anti-statunitense. Poco prima dell’invasione, il leader cinese Xi Jinping e il presidente russo Vladimir Putin avevano firmato un documento di cooperazione, una partnership “senza limiti”.

Al contempo, tuttavia, la Cina tiene alla propria credibilità internazionale, su cui ha lavorato negli ultimi anni per presentarsi come un attore credibile e affidabile nelle relazioni politiche e commerciali con altri Paesi. La Cina ha più volte ribadito che rispetta la "sovranità e integrità territoriale di tutti i paesi, inclusa quella dell’Ucraina". Ma ha anche posto l'accento sull'importanza del rispetto degli "scopi e principi della Carta delle Nazioni Unite", nonché sulla reale considerazione delle "legittime preoccupazioni per la sicurezza di tutti i Paesi (chiaro riferimento ai timori di Mosca dell’avanzata della Nato), definendo la situazione in Ucraina "sconcertante" e proponendo una "soluzione pacifica della crisi".

Quanti sono i danni della guerra in Ucraina?

La guerra sta causando ingenti danni all’economia. Secondo le stime fornite dal ministro dell'Economia Yulia Svyrydenko, dall'inizio della guerra l'Ucraina ha registrato danni per circa 565 miliardi miliardi di dollari. La stima tiene conto delle infrastrutture danneggiate, della perdita di crescita economica e di altri fattori. Circa 8.000 km di strade e 10 milioni di metri quadrati di edifici sono stati danneggiati o distrutti a causa dei combattimenti.

La Russia sta usando armi chimiche?

Non ci sono prove dell’utilizzo di armi chimiche della Russia nella guerra in Ucraina. Più volte il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha avvertito di questa potenziale minaccia, ma senza darne prova. Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha sottolineato che "Qualsiasi uso di armi chimiche cambierebbe radicalmente la natura del conflitto. Sarà una palese violazione del diritto internazionale e avrà conseguenze diffuse e gravi".

Quali armi sta usando la Russia?

L’esercito russo è uno dei più avanzati al mondo per numero di uomini e tecnologia a disposizione. Nella guerra in Ucraina la Russia sta utilizzando armi termobariche, bombe a grappolo e probabilmente munizioni al fosforo. L'uso delle armi non è mai consentito sui civili. Non ci sono convenzioni che vietino le munizioni termobariche o al fosforo su obiettivi militari, mentre le bombe a grappolo sono vietate da una convenzione firmata da oltre 100 paesi, ma non dalla Russia o dall'Ucraina.

Cosa fa la Nato nella guerra in Ucraina?

Al momento la Nato non è direttamente coinvolta nella guerra in Ucraina. I Paesi dell’Alleanza atlantica stanno inviando armi e rifornimenti agli ucraini senza scendere direttamente in campo. La Nato ha inoltre rafforzato il fianco orientale dell’Alleanza, al confine con Bielorussia, Russia e Ucraina, schierando 40mila truppe insieme con 100mila truppe statunitensi, 130 aerei e 140 navi da guerra.

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la mappa delle truppe nato in europa

In Ucraina si rischia una guerra nucleare?

Durante il conflitto si è spesso parlato del rischio di guerra nucleare. La Russia ha alzato il livello di allerta del proprio arsenale nucleare portandolo a un livello “pronto all’uso”. Alcuni analisti pensano che in presenza di una situazione senza via d’uscita la Russia possa utilizzare delle armi nucleari, anche di potenza minore, per cercare di chiudere rapidamente la guerra. Ci sarebbero delle conseguenze, con il rischio che, con ogni probabilità, anche i paesi Nato vengano trascinati nel conflitto. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha detto che le armi nucleari potrebbero essere impiegate in “circostanze straordinarie”, e non esclusivamente in risposta ad attacchi russi di tipo nucleare, ma anche per armi chimiche, batteriologiche o attacchi informatici di una certa rilevanza. II ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha definito l'ipotesi di un conflitto nucleare "inaccettabile" ma che la Terza guerra mondiale è un pericolo "reale".

Dove sono le truppe russe?

L’esercito russo ha invaso l’Ucraina da Nord, Est e Sud. A Nord ha puntato sulla conquista rapida della capitale Kiev, sottovalutando la resistenza ucraina che di fatto ha impedito la caduta della città (e del governo del presidente Zelensky). Gli ucraini sono passati al contrattacco e hanno riconquistato tutta la zona intorno alla capitale e a Nord, mettendo in sicurezza il confine con la Bielorussia. A Est, una regione che l’esercito ucraino ha sempre faticato a controllare, i russi sono avanzati per una certa porzione di territorio fino ad arrestarsi di fronte alle difese ucraine, come a Kharkiv, Chernihiv e Sumy. Gli sforzi russi si concentrano sempre più nell’Est dell’Ucraina, dove Mariupol sembra stia per capitolare: il ministero della Difesa russo ha detto che più di 1.000 soldati ucraini della 36esima Brigata della Marina, inclusi 162 ufficiali, si sarebbero arresi nella città portuale assediata di Mariupol, ma lo stato maggiore ucraino ha smentito. A Sud i russi avanzano dalla Crimea (già occupata nel 2014) ma la mancata conquista di Odessa (principale città portuale del Paese e accesso ucraino al Mar Nero) e la resistenza di città come Kherson e Mykolaiv pregiudicano il resto delle altre operazioni. 

situazione guerra in ucraina truppe-2

Quante sono le vittime della guerra in Ucraina?

In un contesto di guerra è difficile avere dati precisi. Secondo il governo ucraino le vittime civili sarebbero circa 6.000, mentre per le Nazioni Unite almeno 1.325, di cui 120 bambini. Riguardo le perdite militari, l’Ucraina ne stima circa 1.300 nel proprio esercito, mentre l’intelligence statunitense sostiene che possano essere tra le 2mila e le 4mila. Nell’esercito russo le stime sono ancora più problematiche: il Ministero della Difesa russo sostiene che avrebbero perso la vita poco più di 1.300 soldati, mentre stime dei servizi segreti statunitensi e della Nato parlano di un numero che oscilla tra i 7mila e i 15mila. 

Quanti sono i profughi ucraini?

Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati i profughi in fuga dall’inizio della guerra in Ucraina sono più di 5,2 milioni. La metà sono donne adulte e il 40% sono minori. In Italia ne sono arrivati oltre 92mila.

La mappa dei profughi ucraini

Quali sono le sanzioni alla Russia?

La prima risposta dei Paesi occidentali all’invasione russa dell’Ucraina si è basata su sanzioni economiche senza precedenti. Sono state congelate le riserve estere della Banca centrale russa per 630 miliardi di dollari in valuta estera, pari alla metà del totale delle riserve. Diverse banche russe sono state estromesse dal sistema da Swift, un sistema di comunicazione tra banche necessario per i trasferimenti di denaro tra paesi diversi. L’Unione Europea ha adottato diversi pacchetti di sanzioni per colpire il 70% del sistema bancario russo, gli oligarchi e le principali imprese a partecipazione statale, soprattutto nel campo dell’energia come Gazprom e Rosneft, eliminando gli investimenti in energia russa. 

Le conseguenze evidenti delle sanzioni alla Russia

Gli Stati Uniti hanno vietato le importazioni di petrolio e gas dalla Russia, mentre il Regno Unito si è impegnato ad eliminare gradualmente il petrolio russo entro il 2022. Le sanzioni hanno causato una svalutazione della valuta russa, il rublo, e potenziali problemi al pagamento del debito estero sui titoli di stato, esponendo la Russia al rischio di default.

Quali sono i possibili scenari della guerra in Ucraina?

Per com’è andata sin qui le opzioni possibili sono tre:

  • La Russia si concentra sulla conquista definitiva del Sud-Est dell’Ucraina, unendo il Donbass e la Crimea;
  • Spaccare in due l’Ucraina a est del Dnepr, puntando sulla caduta di Karkhiv e di altre città importanti come sta accadendo a Mariupol. Per raggiungere un obiettivo simile ci vorrebbero mesi, ma uno scenario del genere potrebbe essere accelerato dalla caduta proprio di Mariupol, che costituirebbe un porto ideale per per i rifornimenti delle truppe russe nel Sud-Est;
  • Guerra totale a oltranza, in cui la Russia investe tutto quello che ha per far conquistare tutta l’Ucraina: le conseguenze sarebbero enormi, per entrambi le parti in gioco. La Russia dovrebbe riuscire anche a superare le difficoltà economiche causate dalle sanzioni che aumentano con il protrarsi del conflitto. 

In caso i negoziati continuino a non produrre risultati concreti si fa sempre più probabile l’eventualità di un "modello Afghanistan", una situazione di guerra permanente con pochi successi militari e una condizione di stallo che ridurrebbe lentamente l’Ucraina in macerie. 

Come vanno le trattative di pace tra Russia e Ucraina?

Dopo diversi incontri inconcludenti tra i rappresentanti dei governi russo e ucraino, nell'ultimo tavolo di trattative in Turchia sembrava essersi aperto uno spiraglio per la pace. Tutte le parti avevano parlato di concreti passi in avanti. In sintesi, l'Ucraina accetterebbe di non entrare nella Nato, senza bloccare il processo di adesione all'Unione Europea e diventando neutrale senza avere basi militari straniere sul proprio territorio ucraino. La sicurezza ucraina verrebbe garantita da altri paesi come Gran Bretagna, Cina, Usa, Turchia, Francia, Canada, Italia, Polonia e Israele. Queste condizioni dovranno essere sottoposte al popolo ucraino tramite referendum. Lo status della Crimea e del Donbass sarà invece oggetto di trattative ad hoc, aggiuntive rispetto a quelle di oggi. I compromessi raggiunti da questi accordi potrebbero porre le basi per un incontro tra i due presidenti, Putin e Zelensky. Tuttavia, nelle ore successive è cresciuto lo scetticismo, confermato poi sul campo da diversi bombardamenti russi proprio nelle zone in cui si era promesso di "ridurre drasticamente l'attività militare".

Cosa significa che l'Italia sarà garante della pace in Ucraina

L'Italia sarà uno dei dieci attori garanti della "neutralizzazione" dell'Ucraina. Questo status potrebbe essere alla base di una pace duratura tra Ucraina e Russia. Gli ucraini rinuncerebbero all'ingresso nella Nato e alla presenza di basi militari straniere sul proprio territorio a patto di avere dei paesi garanti della loro sicurezza. I dieci attori, tra cui l'Italia, agirebbero su mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu: sarebbero Stati Uniti, Cina, Gran Bretagna, Francia, Turchia, Israele, Canada, Germania e Italia, appunto. Questi Paesi si impegnerebbero a garantire la neutralità dell'Ucraina difendendola da eventuali attacchi futuri da parte della Russia.

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