Lunedì, 21 Giugno 2021
Il documentario / Francia

“Hold Up”: come creare un documentario complottista in piena pandemia

Una produzione francese che sostiene di sbugiardare le grandi case farmaceutiche e i colossi della tecnologia. Sullo sfondo i concetti di Nuovo ordine mondiale e del “reset”

La pandemia da Coronavirus sta profondamente mettendo alla prova il nostro stato d'animo e il concetto stesso di realtà e di mondo che ci circonda. La paura ci accompagna costantemente da quasi un anno e questo stato d'animo, si sa, è difficilmente controllabile. A soffiare sul fuoco ci pensa anche un documentario dal carattere fortemente complottista messo online lo scorso 11 novembre. Si chiama “Hold up” ed è una produzione francese. Un lavoro realizzato grazie al crowdfunding e che getta ombre sulla gestione sanitaria e politica della pandemia. Ma non solo, porta avanti la tesi secondo cui siamo tutti vittime di bugie da parte del mondo delle grandi case farmaceutiche (Big Pharma) e dei giganti del digitale (Big Tech). Il loro obiettivo è quello della costituzione di un nuovo ordine mondiale che ha come fine ultimo l'eliminazione di una parte della popolazione mondiale.

La teoria del “reset”

Un modo di intendere, in salsa complottista, il tema del “reset”, che doveva essere al centro del World economic forum. L'obiettivo dei grandi dell'economia mondiale è provare ad abbattere quanto più possibile le diseguaglianze economiche mentre per gli autori del documentario non è altro che il modo per far fuori la parte più debole della popolazione mondiale. Il documentario in realtà segue una struttura narrativa cara ai complottisti e la cui efficacia è stata studiata dalle università della California e di Berkeley. Secondo questi studi, gli attori che generano le teorie del complotto sono relativamente pochi e creano una struttura narrativa fragile ma facilmente adattabile ad altre storie inventate. Chi ascolta queste storie sviluppa una sorta di sensazione di controllo del mondo che gli sta intorno e si sente legittimato dalla comunità a cui appartiene che ne condivide le idee e i valori. Sono bisogni umani che vengono sfruttati da chi organizza questo tipo di informazione. La semplificazione della realtà permette alle persone di capirla agevolmente e quindi di tenere tutto sotto controllo.

La società spaccata in due 

Anche Hold Up segue questi dettami proponendo una società fortemente polarizzata dove ci sono i buoni e i cattivi, i dominanti e i dominati. Tutto intorno il caos che favorisce la diffusione di una marea di informazioni di cui alcune sono vere e molte altre false e altre ancora verosimili. Un ruolo poi giocano gli esperti, sviliti nella loro posizione in quanto subalterni ai potenti del mondo e tra loro solo alcuni sono capaci di liberarsi dal giogo e dirci ciò che non sappiamo. Accanto a loro ci sono tante persone normali, nel film se ne menzionano 5.232 che danno la sensazione di essere a casa. Il tutto per la durata di due ore e 40 minuti. Un flusso enorme di informazioni capace di generare un sovraccarico cognitivo in cui il falso si sovrappone al vero e la divisione semplicistica della realtà aiuta a codificare tutte quelle informazioni ricevute. Ma soprattutto con l'obiettivo finale di far prevalere le sensazioni e lo stato d'animo personale rispetto alle informazioni oggettive.

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