Lunedì, 12 Aprile 2021
Covid-19

Idrossiclorochina ai titoli di coda: "Non evita l'infezione né riduce ricoveri e morti"

No all'uso in prevenzione in chiave anti-Covid. Una stroncatura, quella dell'Organizzazione mondiale della sanità, espressa come "forte raccomandazione", che "si basa su evidenze ad alto livello di certezza" emerse da "6 studi randomizzati controllati che hanno coinvolto oltre 6mila persone"

Immagine di repertorio ANSA/EPA

Titoloi di coda sull'idrossiclorochina? E' da oggi sostanzialmente "fortemente sconsigliata" come 'scudo' anti-Covid dall'Organizzazione mondiale della sanità. Il farmaco antinfiammatorio "non dovrebbe essere usato per prevenire l'infezione nelle persone che non hanno Covid-19", scrive un gruppo di esperti dell'Oms sul 'British Medical Journal'.

Idrossiclorochina e Covid: "Meglio concentrarsi su altri farmaci più promettenti"

Non solo: il medicinale, utilizzato nel trattamento della malaria e di malattie autoimmunitarie come artrite reumatoide o lupus, "non è più una priorità della ricerca" contro il coronavirus Sars-CoV-2. "Le risorse dovrebbero concentrarsi su altri farmaci più promettenti". Una stroncatura espressa come "forte raccomandazione", che "si basa su evidenze ad alto livello di certezza" emerse da "6 studi randomizzati controllati che hanno coinvolto oltre 6mila partecipanti, con e senza esposizione nota a una persona positiva a Covid". Quanto risulta con "elevata certezza" è che "l'idrossiclorochina non ha avuto alcun effetto significativo sulla morte e il ricovero in ospedale" legati all'infezione da Sars-CoV-2, precisa l'Oms. C'è inoltre "evidenza di moderata certezza" secondo cui il farmaco "non ha avuto alcun effetto significativo sull'infezione Covid-19 confermata in laboratorio", anzi "probabilmente aumenta il rischio di effetti avversi".

Da qui la nuova linea guida da applicare "a tutte le persone senza Covid, indipendentemente dalla loro esposizione a una persona con Covid". Una linea guida che sarà aggiornata progressivamente anche per altri farmaci, sulla base delle informazioni scientifiche che via via emergeranno ('living guideline'), sviluppata dall'Oms con il supporto della Magic Evidence Ecosystem Foundation. L'obiettivo è supportare i medici nella gestione di Covid-19, con indicazioni affidabili che possano aiutarli ad assumere le decisioni migliori per i loro pazienti.

L'idrossiclorochina e il Covid

L’idrossiclorochina (HCQ) è stata proposta negli scorsi 12 mesi da più parti con lo scopo principale di prevenire le complicanze della CoViD-19. L’esame degli studi che l’hanno utilizzata non ha permesso finora di dimostrare una efficacia certa. La rapida evoluzione della pandemia causata dal coronavirus SARS-CoV-2, ha motivato la ricerca di farmaci esistenti il cui meccanismo d’azione suggerisse una potenziale efficacia nel prevenire o trattare l’infezione e le manifestazioni patologiche che ne conseguivano.

Questa operazione si chiama riposizionamento dei farmaci, come spiega la Società Italiana di Farmacologia in un articolo sul suo sito istituzionale, cioè si autorizza l’uso di farmaci già approvati per altre malattie, pertanto già autorizzati dalle autorità regolatorie, quindi già disponibili per essere usati per la CoViD-19. Il riposizionamento dei farmaci permette così di disporre in tempo utile di medicinali utili che, se dovessero essere inventati di sana pianta, richiederebbero anni di studio tra le ricerche di laboratorio sui modelli sperimentali e le successive dimostrazioni cliniche di attività e sicurezza nell’uomo.

L’idrossiclorochina (HCQ), un analogo della clorochina (CQ), è un farmaco disponibile per uso umano oramai da molto tempo. La CQ è un farmaco indicato per curare la malaria e le malattie reumatiche. L’HCQ è una molecola analoga, funziona in maniera simile, ma è più efficace.

E' stata evidenziata e ipotizzata una azione antivirale, dovuta alla prevenzione dell’ingresso e della replicazione del coronavirus nelle cellule dell’ospite, e una attività antiinfiammatoria e immunomodulatoria che può aiutare ulteriormente i pazienti affetti da CoViD-19.L’attività antivirale di CQ ed HCQ, in laboratorio, era stata dimostrata anche sui virus causativi di Ebola e Zika3 , sebbene l’efficacia di questi farmaci in tali condizioni patologiche non sia mai stata confermata da studi clinici sull’uomo.

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