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Giovedì, 13 Giugno 2024
il caso / Ungheria

Ilaria Salis senza catene in tribunale: cosa cambia con i domiciliari se non verrà eletta al Parlamento europeo

Le immagini del suo arrivo all'udienza. Polemica dopo che il giudice ha rivelato il suo indirizzo. La situazione giudiziaria resta complessa, ecco perché

Senza catene, per la prima volta. Ilaria Salis, la 39enne italiana a processo a Budapest con l'accusa di aver aggredito dei militanti di estrema destra, è arrivata in tribunale per la nuova udienza. A differenza delle altre volte non aveva le catene alle caviglie. Da alcune ore infatti non è più detenuta in carcere ma è ai domiciliari, sempre a Budapest.

Ilaria Salis è arrivata in tribunale in taxi assieme ai suoi genitori, è entrata rapidamente passando davanti ai giornalisti e al gruppo dei suoi amici, fra i quali anche Zerocalcare, che l'attendevano all'esterno. Quella di oggi è la terza udienza.

"Voglio ringraziare tutte le persone che mi hanno supportato", ha detto prima dell'inizio del processo.

Le accuse a Ilaria Salis

Salis è stata arrestata l'11 febbraio del 2023 assieme a ragazzi tedeschi con l'accusa di avere aggredito tre militanti neonazisti a Budapest. È seguita un'accesa polemica sulle condizioni di detenzione e hanno fatto scalpore le immagini di lei condotta in catene in aula. Sono stati più volte chiesti i domiciliari e dopo diversi "No", il 15 maggio il tribunale di Budapest ha accolto il ricorso. Così, dopo 15 mesi di reclusione, nelle scorse ore ha lasciato la prigione dietro pagamento di una cauzione da 40 mila euro, con l'obbligo di dimorare a Budapest e tenere il braccialetto elettronico. Salis è anche candidata alle elezioni europee con la lista di Avs-Alleanza Verdi e Sinistra come capolista nel Nord-Ovest.  

La concessione dei domiciliari per Ilaria Salis è "un bel risultato per il quale abbiamo sempre lavorato, rasserena tutta la situazione e le consente di affrontare meglio il processo", ha detto l'ambasciatore italiano a Budapest Manuel Jacoangeli prima dell'inizio della terza udienza del processo. "Abbiamo suggerito ripetutamente alla famiglia di intraprendere questa strada e l'ambasciata appoggerà sicuramente una richiesta di domiciliari in Italia", ha aggiunto.

Il giudice rivela l'indirizzo di Ilaria Salis, è polemica

L'udienza di oggi è però iniziata con una polemica, l'ennesima. Il giudice Josef Szos ha rivelato l'indirizzo dove Ilaria Salis sta scontando i domiciliari durante la terza udienza del processo a carico dell'attivista milanese. Il padre Roberto Salis si è immediatamente rivolto all'ambasciatore italiano Jacoangeli chiedendo di "fare qualcosa". "L'indirizzo non dovrebbe essere rivelato, anzi protetto e non va inserito nel verbale', ha detto l'avvocato della difesa Gyorgy Magyar.

Non è un "dettaglio" di poco conto, quanto accaduto. Roberto Salis nei giorni scorsi ha premuto molto perché ci fosse riservatezza sul domicilio della figlia. HA anche chiesto alla stampa di non presentarsi davanti al carcere il giorno della scarcerazione. Richiesta fatte perché tema per la sicurezza della figlia. Sulle chat frequentate da filonazisti ungheresi la scarcerazione dell'italiana era molto "attesa" e il timore è quello di rappresaglie. Nelle scorse settimane l'immagine di Ilaria Salis impiccata è comparsa su un muro non lontano dall'ambasciata italiana. Prima dell'udienza di marzo, il gruppo degli amici dell'attivista milanese e il suo legale italiano Eugenio Losco sono stati aggrediti e pesantemente minacciati.

Cosa cambia con i domiciliari e la variabile elezioni europee

La scarcerazione di Ilaria Salis è stata contornata da polemiche e una forte attenzione mediatica. Si tratta di un passo avanti nell'intricata vicenda della 39enne ma non di quello risolutivo. La donna resta in stato di arresto seppure non in carcere. Il peggio insomma non è passato e il padre Roberto lo ricorda quando incontra la stampa. "La situazione – avverte – è ancora estremamente complicata, Ilaria deve poter tornare a casa sua in Italia. Questo è il nostro obiettivo". Chiaro anche Marco Grimaldi (Avs): "Ricordiamoci che Ilaria non è ancora libera. Ilaria non è ancora a casa".
 
La 39enne rischia fino a 24 anni di carcere, l'accusa ne chiede 11. E qui le cose si complicano per il sistema ungherese di calcolo della carcerazione. I domiciliari valgono un quinto della detenzione in cella. Se Ilaria Salis venisse condannata al massimo della pena prevista per i reati di cui è accusata e restasse ai domiciliari a Budapest dovrebbe scontare 120 anni. 

La candidatura alle elezioni europee lista di Avs-Alleanza Verdi e Sinistra potrebbe cambiare le cose. Ilaria Salis, se eletta (dopo la proclamazione ufficiale), godrebbe dell'immunità parlamentare perché funzionale a svolgere il proprio mandato. La norma sull'immunità non può essere invocata in caso di flagranza di reato. Bisognerà quindi stabilire se il video che l'accusa ungherese invoca come prova della colpevolezza di Salis possa rappresentare flagranza. A quel punto, sarebbe la commissione parlamentare a decidere.

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