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Giovedì, 13 Giugno 2024
L'intervista

Imma Battaglia: "La maternità surrogata è un prodotto del patriarcato. Gender fluid? Riguarda anche gli etero"

L'attivista a ruota libera sul rapporto tra mondo cattolico e comunità lgbtq, gestazione per altri, fede e ideologia gender. E sulla compagna, Eva Grimaldi, rivela: "La sposerei in chiesa"

Attivista e bandiera del movimento LGBT italiano, organizzatrice del primo Gay pride a Roma nel '94 ma soprattutto del World Gay Pride - sempre nella Capitale - nel 2000, l'anno del Giubileo. Sono passati quasi 25 anni e Imma Battaglia continua a battersi per i diritti della comunità arcobaleno, senza però avere paura di distinguersi e dire la sua, come ha fatto con noi di Today.it. I rapporti tra mondo cattolico e quello gay, l'apertura di Papa Francesco, lo spinoso tema del gender e la sua strumentalizzazione, il legame con Eva Grimaldi - con cui è unita civilmente, ma che sposerebbe in chiesa - e la sua posizione sulla gestazione per altri, che vede come "l'ennesimo abuso di potere da parte dell'uomo". Una discussione libera, come lei.

La gestazione per altri? "Un prodotto del patriarcato"

Con Imma Battaglia affrontiamo una questione calda, non solo all'interno della comunità LGBT. La gestazione per altri. La domanda è secca, la risposta anche: "Non sono d'accordo. Ovviamente sono per la libertà, però non credo in un mondo dove la possibilità di essere due padri e due madri sia un privilegio di pochi che possono permetterselo e possono accedere a un'esposizione economica che è necessaria. Il fatto che il corpo di una donna possa essere di sola gestazione ha il rischio dello sfruttamento dietro l'angolo, e questo mi terrorizza - spiega - Solo gli uomini possono pensare che una donna per 9 mesi nutre una vita e non abbia nessun tipo di relazione affettiva".

Un concetto patriarcale? "Per me sì, politicamente sì - prosegue - So che è forte, ma lo devo dire. Due uomini senza una donna non possono avere figli, due donne lo fanno. Qualcuno mi dirà che serve il seme. Sì, ma serve una donna per dare la vita, il seme da solo non basta. E questa differenza è una differenza che io pongo politicamente. In fin dei conti potrebbe non interessarmi il dibattito sulla gestazione per altri, ma politicamente mi interessa molto, perché guarda caso sono gli uomini. La gestazione per altri è un prodotto del patriarcato". 

La vera battaglia, per lei, è l'affido: "È pieno di bambini e adolescenti nelle case famiglia, in difficoltà. Mettersi a disposizione per dare amore, sapendo che può succedere che questo bambino torni alla sua famiglia originaria, è un gesto di generosità assoluta. Pochi sono disponibili all'affido e i giudici anche in questo caso discriminano le coppie omosessuali. Questa oggi è la mia battaglia - conclude - Il mio modello è Luca Trapanese. Questo è quello in cui io credo e per cui ho lottato. Non ho lottato per una società di privilegiati".

Omosessualità e Papa Francesco    

Chiesa e comunità LGBTQ. I contrasti e l'incomunicabilità tra mondo cattolico e arcobaleno hanno scritto decenni di storia, rappresentando una certezza per i leder politici di turno e gli opinionisti da salotto. A scardinare queste fondamenta ideologiche ci ha pensato Papa Francesco, il primo pontefice ad affrontare apertamente il tema e a dare anche delle risposte concrete. Dalla benedizione delle coppie gay al 'sì' per il battesimo dei loro figli, la rivoluzione di Bergoglio - che di fatto ha spazzato via un tabù secolare anche solo parlandone pubblicamente - ha sollevato un dibattito importante e dure critiche. Non tutti all'interno della Chiesa, né tra i fedeli più 'ultras', hanno preso bene le sue dichiarazioni in merito, mentre per la comunità LGBTQ è stata una conquista importante. Ma è giusto parlare di conquista? "Secondo me è un termine inappropriato" risponde Imma Battaglia, e spiega: "Non c'è un Paese in cui la politica del Vaticano, espressa per voce del Papa, non abbia un impatto sulle politiche nazionali. Se penso a questo ruolo le dichiarazioni del Papa sono importanti, ma non vanno decontestualizzate. Dobbiamo essere intelligenti nella lotta politica e collocare correttamente, nelle caselle giuste, lo Stato Vaticano, che non può fare altro di quello che fa. Quando dice 'è possibile benedire le coppie omosessuali ma non può essere matrimonio' mi viene da ridere". Un passo avanti a metà, continua: "È ovvio che non può".

Ci sono dogmi della dottrina cattolica che non potranno mai essere abbattuti - come, appunto, la sacralità del matrimonio tra uomo e donna - ed è questo il motivo per cui certe aspettative nei confronti della Chiesa sono destinate a restare disattese. Oppure no: "Penso che comunque ci sono stati dei cambiamenti importanti. Accettare il divorzio, ad esempio - ricorda Imma Battaglia - Quando penso alle battaglie della comunità LGBT non posso non tornare a quei momenti fondamentali per la storia del nostro Paese: il voto alle donne, il divorzio e l'aborto. Vedi che uno Stato che influenza incredibilmente la politica italiana, davanti al voto alle donne... Uno Stato patriarcale aggiungo, maschilista. Le donne non ci sono a governare lo Stato Vaticano, governano le stanze, puliscono e cucinano". Papa Francesco, però, si mostra molto aperto anche rispetto al ruolo della donna all'interno della Chiesa: "Infatti amo percepire una rivoluzione anche in questo - replica Battaglia - Fortunatamente ha iniziato a parlarne. Stiamo lottando per colmare il gender gap e lui dice che le donne devono avere un ruolo e che in tante cose fanno meglio degli uomini. È un Papa per me rivoluzionario e lo prendo come un interlocutore politicamente internazionale, ma rispetto ai diritti io la lotta la faccio con chi mi governa a non sono governata dal Papa". Alla comunità LGBTQ, allora, gli interessa così tanto avere il benestare del Papa o se ne può fare a meno? Imma Battaglia è tranchant: "Se parli di chi fa anche della propria vita una questione politica, e io mi sento di appartenere a questa parte, non gliene frega niente. Non è un mio interlocutore il Papa".

Diverso invece il discorso sulla fede, che ha un posto importante nella sua vita, personale e di coppia. Legata a Eva Grimaldi dal 2010 - unite civilmente nel 2019 - se ne avesse la possibilità la sposerebbe in chiesa: "La lotta è anche simboli e sarebbe un simbolo importante. E poi perché vivrei questa benedizione al di là della coppia omosessuale, ma della nostra storia e della nostra profondità".

"L'ideologia gender non è moda": bocciati Mengoni e Mahmood, promosso il bacio tra Fedez e Rosa Chemical

Tra i temi più spinosi degli ultimi anni su cui mondo cattolico e mondo gay si scontrano duramente c'è l'ideologia gender. Il male assoluto per i primi, la più alta forma di libertà per i secondi. Imma Battaglia sottolinea la potenza del gender, ma scopre dei nervi di solito tenuti al riparo da qualsiasi analisi: "Nel gender c'è una rivoluzione liberatoria e anche di vicinanza alle donne. È una rivoluzione politica e culturale che riguarda anche gli uomini e le donne eterosessuali. Su questo tema però bisogna essere cauti e non incappare in una banale mistificazione - sottolinea - perché è troppo facile e il modo in cui sta venendo rappresentato è puramente estetico, modaiolo, trendy. Per me, sinceramente, depaupera della carica forte e politica".

Il gender fluid sbandierato da cantanti e personaggi del mondo dello spettacolo - Marco Mengoni e Mahmoood, per fare due nomi visto le più recenti performance a Sanremo - può essere pericoloso oltre che controproducente: "Loro sono due nomi difficili, perché rispetto alla loro appartenenza sono sempre stati un po' ambigui - spiega Imma Battaglia - Achille Lauro invece è un bel rivoluzionario. Lo stimo molto perché non fa mistero di non essere gay, ma ha interpretato tutte le battaglie con il suo corpo. L'hanno già fatto, è vero, come David Bowie o Madonna, ma non si finisce mai di lottare. Io credo che la lotta per le libertà sia infinita ed è bene riprenderla, però mi interessa molto il fatto che se ne abbia coscienza. Il trendy mi annoia".

Promosso a pieni voti anche il bacio tra Fedez e Rosa Chemical a Sanremo 2023, nonostante in molti ci hanno visto solo marketing: "È stato tutto. Mi è piaciuta la cosa che ha fatto Fedez, un limone vero. Stiamo parlando di una trasmissione popolare, vista dal 67% degli italiani, non puoi dire che quello non sia stato un momento veramente forte - continua Imma Battaglia - Ci puoi vedere marketing, quello che vuoi, sicuramente, ma certamente è stato fortissimo. Fedez ha fatto due provocazioni grosse: oltre al bacio ha mimato anche il gesto sessuale. Io forse non lo avrei fatto, perché ho rispetto, ma è fuori dubbio che è stata una cosa di grande coraggio". E non lo avrebbe fatto, ironicamente, anche per un altro motivo: "Chiara Ferragni non mi piace, non l'avrei baciata. Preferisco Virginia Raffaele o Sabrina Ferilli".

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