Immuni, per fortuna è gratis

Sette milioni di download non bastano a far parlare di successo: l'app per il tracciamento del contagio da coronavirus non è obbligatoria ma il Governo chiede a tutti di scaricarla. Superati i problemi potrebbe diventare un passepartout europeo

Hai già scaricato Immuni? L'app per il tracciamento del contagio da coronavirus non è obbligatoria ma alcuni locali hanno cercato di renderla propedeutica per accedere alle discoteche o usare i mezzi pubblici. Potrebbe questa essere una strada per incentivare gli italiani a scaricare un'applicazione che ha suscitato più polemiche che download. 

Ora che il timore per la crescita dei contagi sta tornando a serpeggiare, sono 350mila le persone che l'hanno scaricata negli ultimi tre giorni facendo raggiungere il traguardo dei 7 milioni di italiani. Proprio in questi giorni il governo ha puntato sulla campagna di sensibilizzazione per attivare l'applicazione, che dalla metà di questo mese dialogherà con le sue omologhe in Europa.

"Scaricate l'app Immuni. Aiutateci a tenere bassa la pressione sugli ospedali. Aiutateci a garantire le cure anche ai malati non Covid-19", è l'appello che ha lanciato oggi il sindacato nazionale dei medici ospedalieri Anaao-Assomed. Nei giorni scorsi Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, ha sottolineato che "se la maggior parte della popolazione scaricasse Immuni, avremmo uno strumento straordinario per mettere sotto controllo l'epidemia".

Immuni come funziona

Dopo un debutto con 500 mila download nel primo giorno e due milioni in una settimana, ci ha messo tre mesi buoni per crescere. Ad oggi sono per l'esattezza 7.036.898 i cittadini che l'hanno attivata sui loro smartphone, circa il 18% dei dispositivi che ci sono in Italia, percentuale dalla quale sono esclusi i minori di 14 anni. Finora l'applicazione ha inviato 5.870 notifiche mentre 357 utenti positivi hanno caricato i loro codici permettendo di avvisare le persone entrate in contatto con loro.

L'app Immuni a oltre 7 milioni di download 

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Tuttavia analizzando i dati, il successo nell'utilizzo dell'app è lontano dall'essere realtà: dal 13 luglio ad oggi, 5 ottobre, i positivi in Italia sono stati 82.502: gli utenti positivi che hanno condiviso le informazioni sono stati 357; Immuni ha inviato 5.870 notifiche di esposizione. Vuol dire che tra i positivi ad avere l’applicazione attiva sul cellulare erano uno su 14 e che - in media - ogni positivo ha inviato 16 avvisi a contatti stretti.

Tutti i problemi di Immuni

Uno dei motivi è probabilmente legato al target dell'app: Immuni infatti non gira sui telefoni più vecchi, come ad esempio iPhone 6 uscito nel 2014. Gli Smartphone di apple devono infatti avere una versione di iOS pari o superiore alla 13.5 e i modelli supportati sono: 11, 11 Pro, 11 Pro Max, Xr, Xs, Xs Max, X, 8, 8 Plus, 7, 7 Plus, 6s, 6s Plus, SE. Quanto ai telefonini con sistema operativo android i requisiti richiesti risalgono mediamente ad un telefonino del 2015 perché deve soddisfare i seguenti requisiti: Bluetooth Low Energy, Android versione 6 (Marshmallow, API 23) o superiore, Google Play Services versione 20.18.13 o superiore.

Quanti italiani sono tagliati fuori? Quanti nelle fasce più a rischio? Meno problemi per i più giovani, proprio coloro che difficilmente possono scoprirsi positivi dato che presentano quasi sempre sintomi blandi o addirittura assenti.

Un altro problema è la scarsa chiarezza riguardo il protocollo che viene applicato dopo una notifica di positività. L'app lanciata in tutta Italia a giugno è gratuita e volontaria e funziona con il bluetooth che garantisce l'anonimato. Immuni registra la vicinanza con qualcun altro che ha Immuni solo se ci si trova entro i 2 metri di distanza e per più di 15 minuti. Se risulti positivo, dici all’ASL di scriverlo su Immuni e lei manda la notifica a tutti quelli che sono stati a quella distanza per quel tempo.

"Il centro Covid non risponde e con Immuni non sanno cosa fare": l'odissea di Sansa

Si rincorrono in tutta Italia casi di disservizi se non di vere e proprie odissee raccontate da chi, dopo l'allert rosso di Immuni, ha cercato inutilmente di contattare i numeri di telefono di riferimento. E molti dopo aver compreso che il rischio reale era di ritrovarsi in isolamento per due settimane hanno infatti rimosso l’applicazione.

Il protocollo infatti è chiaro: "le Autorità sanitarie territorialmente competenti devono applicare ai contatti stretti di un caso probabile o confermato la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per quattordici giorni"

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Immuni diventerà un pass europeo

Italia, Germania e Irlanda saranno i primi a far parlare le loro app, dal 17 ottobre. Nell'Unione sono in tutto 15 i paesi che hanno adottato o stanno per adottare una app di tracciamento, la media dei download è del 10%. Una percentuale lontana dall'obiettivo del 60% affinchè il sistema sia efficace nel contenimento della pandemia.

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