Martedì, 20 Aprile 2021
L'ipotesi di Breton

C'è una data per l'immunità di gregge in Europa (e non è nemmeno così lontana)

Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno, incaricato per la campagna di vaccinazione, ipotizza: "L'Ue può raggiungere l'immunità di gregge per il 14 luglio, una data simbolica, giorno di festa nazionale per la Francia". E' davvero così?

Non ci sono date certe sul ritorno alla normalità post-Covid. Ma i vertici europei assicurano che l'Ue non ha bisogno del vaccino Sputnik contro il coronavirus e potrebbe raggiungere l'immunità di gregge per il 14 luglio. Parola di Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno, incaricato per la campagna di vaccinazione.

"Non avremo assolutamente bisogno del vaccino russo Sputnik"

"Non avremo assolutamente bisogno del vaccino Sputnik V. I russi hanno grandi difficolta' a produrlo e noi li aiuteremo nel secondo semestre se ne avranno bisogno", dice all'emittente F1. "Priorità ai vaccini fabbricati sul territorio europeo", aggiunge, affermando che l'Ue può raggiungere l'immunità di gregge per il 14 luglio, una data simbolica, giorno di festa nazionale per la Francia. "

Oggi abbiamo chiaramente la capacità di consegnare 300-350 milioni di dosi per la fine di giugno. Abbiamo la possibilità di arrivare all'immunità di gregge per il continente per il 14 luglio", aggiunge. "Le dosi ci sono".  Quasi un tentativo di imitare Joe Biden, che ha proclamato il 4 luglio come festa dell’Indipendenza degli Usa dal virus. Sarà davvero così? Dipenderà in gran parte dal ritmo delle vaccinazioni. Nel dettaglio, tra marzo e giugno, saranno consegnate tra 300 e 350 milioni di dosi di vaccino secondo i dati in possesso del commissario europeo, che ha specificato l'aumento del ritmo delle consegne previsto in Europa, con 60 milioni di dosi consegnate a marzo, 100 milioni ad aprile, 120 milioni a maggio e 55 fabbriche stanno producendo vaccini nel Vecchio Continente. "Siamo in dirittura d'arrivo, perché sappiamo che per sconfiggere questa pandemia c'è solo una soluzione: la vaccinazione. I vaccini stanno arrivando".

La battaglia dell'Europa per prevenire una nuova ondata è stata complicata da una campagna di vaccini a dir poco irregolare, che ha visto anche diversi Stati europei sospendere temporaneamente l'uso del vaccino di AstraZeneca in risposta a casi isolati di trombosi. Dopo che l'Agenzia europea per i medicinali (Ema) lo ha trovato "sicuro ed efficace" la maggior parte di queste nazioni ne ha ripreso l'utilizzo. Ma AstraZeneca ha comunque  consegnato solo il 30% dei 90 milioni di dosi che aveva promesso all'Ue per il primo trimestre.

Gli ostacoli all'immunità di gregge

Quando si raggiunge l'immunità di gregge? La soglia per l'immunità di gregge si raggiunge solo con alti tassi di vaccinazione e molti ricercatori pensano che si potrà tornare alla normalità solo con il 60-70% della popolazione immune. Ma ci sono vari ostacoli da superare. Il primo è che non è chiaro se i vaccini riescano a prevenire la trasmissione. "Per bloccare la trasmissione un vaccino non deve farlo al 100%, basta anche che sia efficace al 70%", osserva Samuel Scarpino, della Northeastern University di Boston. Ma potrebbe esserci una certa quantità di virus che si diffonde, rendendo difficile bloccare la catena di trasmissione.

Poi ci sono da considerare la rapidità nelle vaccinazioni e distribuzione dei vaccini nei diversi Paesi. Una campagna coordinata a livello globale "avrebbe spazzato via il Covid - secondo Matt Ferrari, della Pennsylvania State University - ma ci sono molte differenze nella distribuzione da Paese a Paese.Per esempio, Israele ha iniziato a vaccinare in dicembre l'1% al giorno della popolazione e in marzo circa il 50% è stato vaccinato con due dosi". Paesi come Libano, Siria, Giordania ed Egitto ancora devono vaccinare l'1% degli abitanti. Negli stessi Usa i dati non sono uniformi: Georgia e Utah hanno vaccinato completamente meno del 10% della popolazione, Alaska e Nuovo Messico più del 16%. Tutto da vedere se i vaccini saranno approvati per i bambini. Se non sarà possibile, bisognerà aumentare l'immunità negli adulti.

E poi c'è il rebus varianti del virus Sars CoV2, che possono teoricamente spostare la soglia necessaria per raggiungere l'immunità di gregge. Più tempo ci vuole per fermare la trasmissione del virus, più tempo hanno le varianti per comparire e diffondersi, secondo molti scienziati. Infine, altro fattore da considerare è che l'immunità non dura per sempre. Al momento sembra che quella data dalla malattia cali nel tempo e serviranno ulteriori studi nel corso del tempo.

Immunità di gregge in estate: che cosa ne pensano Galli e Sileri

"Più che di immunità di gregge io parlerei di protezione di gregge, avendo ricevuto la prima dose forse il 70%, 80% degli europei, è verosimile che raggiungeremo questo obiettivo a luglio", ha sottolineato oggi il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. "La vaccinazione sta andando per età e per fragilità. Inizialmente si è creato un doppio binario: un vaccino dedicato agli anziani e uno dedicato a chi sta bene ed è giovane, ma questo è superato perché AstraZeneca viene usato per età superiori e per chi sta bene e quindi - chiarisce il sottosegretario - non ci sono più le categorie di lavoratori, si va secondo delle categorie che vedono l'età come primo fattore insieme alla malattia".

Molto cauto come sempre Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco e dell'università Statale di Milano, per il quale i vaccini anti Covid "attualmente disponibili sono basati sul virus selvaggio del gennaio-marzo scorso, non su quello che circola ora. Tanto è vero che oggi è fondamentale vaccinare per evitare che chi incontra il virus sviluppi una malattia seria, perché la certezza che il vaccino eviti completamente l'infezione non ce l'abbiamo. Siamo da questo punto di vista purtroppo lontani dall'idea del vaccino da utilizzarsi per lo sviluppo dell'immunità di gregge". "Spero che questa idea venga dopo con efficienza", ha continuato, "ma è verosimile che si dovrà provvedere ad aggiornare i vaccini per le nuove varianti. La preoccupazione è doverosa e sarebbe stata doverosa contro tutti gli atteggiamenti faciloni avuti nei mesi scorsi, perché non saremmo combinati come siamo ora se ci fosse stata meno volontà di considerare tutto come acqua passata".

Covid: quante persone sono state vaccinate in Italia

A oggi sono 7.841.399 le dosi di vaccino contro il Covid-19 somministrate in Italia, l'81,9% del totale di quelle consegnate: 9.577.500 (nel dettaglio 6.610.500 Pfizer/BioNTech, 493.000 Moderna e 2.474.000 AstraZeneca). La somministrazione ha riguardato 4.736.538 donne e 3.104.861 uomini. Le persone che hanno ricevuto entrambe le dosi sono 2.489.051. E' quanto si legge nel report online del commissario straordinario per l'emergenza sanitaria aggiornato alle 6.01 di oggi. Nel dettaglio le dosi sono state somministrate a 2.862.218 operatori sanitari, 1.292.155 unita' di personale non sanitario, 512.073 ospiti di strutture residenziali, 2.250.568 over 80, 199.585 unita' delle forze armate e 724.800 unita' di personale scolastico.

Ilaria Capua: "Vacciniamo anziani e fragili, è la barriera all'ondata di morte"

''Gli ospedali pieni sono il punto di rottura vero, quello da cui non si può prescindere. Quello che dobbiamo fare come cittadini che vogliono riafferrare la vita è una cosa sola. Fare tutti, tutto il possibile per evitare che si ammalino persone a rischio di finire in ospedale. Come? Vaccinandosi, accompagnando a vaccinare, convincendo a vaccinare, anzitutto anziani e fragili. Lo sappiamo, purtroppo alcuni stipiti virali attualmente in circolazione sono con il doppio turbo al motore e quindi è più complicato fermare il contagio, ma l'evidenza del Regno Unito, di Israele e degli Stati Unitici travolge di conforto perché è chiaro che abbiamo l'arma giusta. Nei momenti di crisi si cerca l'appiglio per la svolta. L'appiglio c'è'' dice sul Corriere della Sera la virologa Ilaria Capua.

''Lì dove il vaccino è stato applicato con metodo e concentrandosi su anziani e fragili - prosegue la Capua - anche con una sola dose di vaccino il numero dei ricoveri e dei decessi è crollato. In parole più asciutte, non si muore più. Guardiamo bene cosa è successo. Non è necessario vaccinare tutti per l'agognata inversione di tendenza. È necessario immunizzare una quota maggioritaria degli anziani e farlo nel più breve tempo possibile. Ma quale vaccino direte voi. Io vi rispondo che non importa perché tutti i vaccini disponibili adesso in Italia proteggono contro l'ospedalizzazione e il decorso infausto. Il vaccino quindi va visto come il muro, l'argine, la barriera all'ondata di morte. Ma non solo questo. I vaccini disponibili adesso proteggono contro le varianti attualmente in Italia e riducono significativamente la trasmissione e i casi asintomatici''.

''Il mio grido implorante - conclude - è per chiedervi per piacere di aiutarci a costruire quel muro che è indispensabile per ricominciare a vivere. Quel muro è fatto di mattoni e se man mano che lo costruiamo lasciamo vuoti degli spazi il muro non terrà. Sarà la solidità e la tenuta di quel muro che proteggerà i fragili opponendosi alla forza distruttiva di un virus che sta cercando di uccidere tutti i nostri nonni e le nostre nonne. Siamo nel bel mezzo di un fenomeno epocale che nel volgere di un paio di mesi potrebbe essere completamente ridimensionato se solo credessimo alla storia, alla scienza e al potere del senso di responsabilità. Nessuno escluso''.

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