Sabato, 20 Luglio 2024
Nuova guerra ai cinghiali

Incidenti causati da animali selvatici: è davvero un'emergenza?

La morte di un turista in Sardegna sorpreso da un cervo che gli ha tagliato la strada è tornata a far discutere degli incidenti provocati dalla fauna selvatica. Ma secondo dati Istat si tratta di appena lo 0,2 per cento dei casi

Coldiretti ha dichiarato guerra aperta ai cinghiali. Sono migliaia gli agricoltori che scenderanno in piazza per dire basta a quello che viene definito un "assedio", con i cinghiali "liberi di devastare i campi e minacciare la vita degli automobilisti a causa dei ritardi nell'attuazione dei piani regionali di contenimento".

Una "strage sulle strade", secondo l'associazione di categoria. Le mobilitazioni sono partite dalla  Lombardia e dalla Calabria e nelle prossime settimane toccheranno tutte le regioni italiane.

Protesta Coldiretti a Milano

Quanti sono davvero gli incidenti stradali causati da animali?

Lo scorso 10 giugno un motociclista è morto a Roma dopo aver impattato contro un cinghiale con lo scooter; pochi giorni fa la stessa sorte è toccata a un pensionato di Milano in vacanza in Sardegna, sorpreso da un cervo che gli ha tagliato la strada a Pula, nel cagliaritano.

comune di pula allarme cervi-2

Sulla scia della tragedia, Coldiretti Sardegna ha lanciato l'allarme fissando al 28 giugno un sit-in sotto le prefetture di Oristano, Nuoro e Sassari e Cagliari. 

La confederazione agricoltori allega un rapporto dell'Associazione sostenitori e amici della polizia stradale, nel quale si sottolinea come in Sardegna siano stati 4 gli incidenti gravi negli ultimi anni (persone ferite gravemente o decedute) causati da animali con 193 i casi rilevanti nel 2023 in Italia,  in aumento di quasi l'8 per cento sul 2022 e 11 decessi. In 170 casi, sottolinea il report, l’incidente è stato causato da animali selvatici (88 per cento) mentre il restante 12 per cento da animali domestici".

A fronte di questo allarmismo, i dati ufficiali Istat (gli ultimi disponibili sono del 2022), rivelano però che gli incidenti causati da un animale domestico o selvatico urtato sono stati 493, pari appena 0.2 per cento dei 217.527 incidenti stradali complessivi avvenuti in Italia.

Cause incidenti stradali 2022 - dati Istat

"Nulla - sottolinea dati alla mano il Gruppo d'Intervento Giuridico - in confronto ai 32.701 incidenti causati da guida distratta o andamento indeciso (il 15 per cento)" o ai quasi  o ai 29.840 incidenti causati dal mancato rispetto della precedenza o del semaforo (il 13,7 per cento)"o ancora 20.316 incidenti causati dalla velocità troppo elevata, il 9,3 del totale".

Le 3 principali cause di incidenti - dati Istat 2022

Esistono sistemi catarifrangenti e semplici recinzioni stradali anti-attraversamento che, sottolinea l'associazione animalista Gruppo d'Intervento giuridico sono realtà quotidiana in gran parte d’Europa. Ma di questa possibile soluzione non sembra accorgersi nessuno.

"Spingere sull'abbattimento indiscriminato è una soluzione più comoda politicamente. I cacciatori da anni tornano a chiederla ad intervalli regolari da anni", dice a Today.it Stefano Deliperi, funzionario della Corte dei conti e membro volontario del Gruppo d'Intervento Giuridico, Lega per l'Abolizione della Caccia nonché autore di numerose pubblicazioni in materia di diritto ambientale.

L'effetto boomerang dell'abbattimento indiscriminato

L'obiettivo delle mobilitazioni di Codiretti è chiedere l'applicazione delle regioni del Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica dello scorso anno, con il quale si prevedeva tra l'altro, la possibilità di utilizzo di ogni calibro di proiettile e strumenti quali visori a infrarossi o termocamere, precedentemente vietati.

Ad introdurre l'autorizzazione per le regioni a prevedere piani di controllo numerico (tramite abbattimento o cattura) delle specie selvatiche è stata la legge 29 dicembre 2022, contro la quale la Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione. La legge non rispetterebbe le limitazioni sull'utilizzo di munizioni contenenti piombo all'interno di zone umide, in quanto limiterebbe la nozione di "zone umide", aggiungerebbe ostacoli pratici all’accertamento del reato e stabilirebbe una sanzione che non è ritenuta proporzionata né dissuasiva.

Ma liberare di lacci e lacciuoli le modalità di caccia è davvero la soluzione? Secondo una teoria riconosciuta da numerosi esperti e animalisti, la caccia indiscriminata finisce per aumentare il numero di esemplari di cinghiali piuttosto che ridurlo. Questo perché abbattere la matriarca del branco fa sì che tutte le altre femmine del branco si predispongano automaticamente a procreare in sua vece, attivando il periodo del cosiddetto "estro". Prima dell'uccisione della femmina alfa, le altre esemplari rispettano la regola del branco secondo cui non si interferisce con l'accoppiamento tra la matriarca e i maschi.

Secondo gli ultimi dati Ispra del 2023 sulla gestione degli ungulati nel periodo Istituto superiore per la protezione ambientale) sulla gestione del cinghiale in Italia nel periodo 2015-2021, gli abbattimenti di questi animali sono aumentati del 45 per cento e in media sono stati uccisi circa 300 mila cinghiali all'anno.

I danni all'agricoltura sono ammontati ad una media annuale pari a oltre 17 milioni di euro. Il che significa che l'aumento degli abbattimenti non è stato efficace.

La tecnica di caccia più utilizzata in Italia, sottolinea l'Ispra, rimane la cosiddetta braccata, nella quale si utilizzano con cani da seguita. Si tratta di un metodo contestato dalla stessa Ispra e da numerose altre associazioni ambientaliste in quanto non selettivo. Da qui, appunto, l'evidente inefficacia dell'aumentato numero di abbattimenti.

La sintesi di Ispra è che il quadro attuale necessiti l'adozione "di una strategia di intervento nazionale" che sia "disegnata sulla base delle più aggiornate conoscenze scientifiche, che integri interventi di prevenzione dei danni e di contenimento delle popolazioni, e che assicuri prelievi selettivi e pianificati coerentemente con l’obiettivo prioritario di riduzione dei danni".

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