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Lunedì, 6 Febbraio 2023
La situazione

Boom di casi di influenza, i bambini i più colpiti: i sintomi e quando fare (o non fare) il vaccino

Contagi in rapido aumento. Si manifesta con febbre alta e muco. Le indicazioni dei medici e tutto quello che c'è da sapere sulla vaccinazione

Italiani messi ko dall'influenza in anticipo rispetto alle attese. I casi sono in rapido aumento, soprattutto tra i bambini. Febbre alta e difficoltà a respirare i sintomi più diffusi. A confermare il boom dei contagi sono i dati dell'Istituto superiore di sanità (Iss). L'ultimo bollettino della rete di medici sentinella InfluNet dice che dal 14 al 20 novembre c'è stato un "sensibile aumento" del numero di casi di sindromi simil-influenzali "con incidenza pari a 9,5 casi per mille assistiti rispetto ai 6,9 della settimana precedente". Risultano più colpiti i bambini al di sotto dei 5 anni.  

Negli ultimi due anni le misure di contenimento del Covid, tra cui il distanziamento sociale e l'uso delle mascherine, avevano ridotto l'andamento del virus influenzali. Adesso che la quasi totalità delle limitazioni è sparita, i virus hanno ripreso a circolare.

In sette regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche) l'incidenza ha superato la soglia del livello di media entità. Tre regioni (Campania, Calabria, Sardegna) non hanno attivato la sorveglianza InfluNet.

Dati Iss influenza

Il picco dei casi tra i bambini ha allarmato i genitori. Tanto che gli stessi pediatri invitano alla calma, anche sui social. Lo ha fatto per esempio Valentina Paolucci, medico molto seguito su Instagram come "ladottoressadeibambini" che in un video ha invitato gli adulti alla calma e a non affollare con i loro bimbi ospedali e studi medici dando indicazioni su come agire.

I sintomi dell'influenza

Nella circolare "Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2022-2023" il ministero della Salute specifica che i sintomi dell’influenza includono tipicamente l'insorgenza improvvisa di febbre alta, tosse e dolori muscolari. Altri sintomi comuni includono mal di testa, brividi, perdita di appetito, affaticamento e mal di gola. Possono verificarsi anche nausea, vomito e diarrea, specialmente nei bambini. 

La maggior parte delle persone guarisce in una settimana o dieci giorni, ma alcuni soggetti (quelli di 65 anni e oltre, bambini piccoli e adulti e bambini con patologie croniche), sono a maggior rischio di complicanze più gravi o peggioramento della loro condizione di base

Come distinguere Covid e influenza

Sul sito dell'ospedale Bambin Gesù è stata pubblicata una guida per distinguere la norma influenza dal Covid.

In caso di influenza, i sintomi compaiono generalmente dopo un breve periodo di tempo di 1-4 giorni dal contatto con una persona infetta e sono:

  • Febbre;
  • Stanchezza;
  • Tosse;
  • Mal di gola;
  • Raffreddore;
  • Dolori muscolari e articolari.

In caso di Covid 19, i sintomi compaiono generalmente dopo 2-14 giorni di incubazione e sono:

  • Febbre;
  • Tosse insistente;
  • Raffreddore;
  • Stanchezza;
  • Mal di testa;
  • Mal di gola molto intenso, specifico in molti casi di infezione da SARS-CoV-2;
  • Difficoltà respiratoria;
  • Perdita del gusto e dell’olfatto (ageusia e anosmia);
  • Sintomi gastrointestinali come vomito, diarrea, mal di pancia.

Anche se nelle fasi iniziali i sintomi possono essere molto simili, la presenza di mal di gola molto intenso, tosse insistente, difficoltà respiratoria (affanno/apnea), sintomi gastrointestinali, indirizzeranno verso l’infezione da SARS-CoV-2.

La circolare del ministero della Salute su prevenzione e controllo dell'influenza 

Perché è utile vaccinarsi contro l'influenza

"L'influenza quest'anno è intensa. Le famose precauzioni che avevano quasi cancellato anche i raffreddori non ci sono più, quindi stiamo vedendo riemergere molte infezioni. Ma il virus influenzale non è banale, è utile essere un po' prudenti. Si fa un piacere a se stessi e agli altri vaccinandosi", dice all'Adnkronos Salute Massimo Galli, già direttore del reparto di Malattie infettive dell'Ospedale Sacco di Milano. 

In pochi però sono ricorsi alla vaccinazione. Finora solo 1 over 65 su 3 (il 31%) si è vaccinato. Emerge da un sondaggio che Sanofi ha affidato a Ipsos, la media risulta più alta al Sud, dove i vaccinati raggiungono il 44% del totale, mentre resta più bassa nelle regioni del Centro, dove si è vaccinato soltanto un anziano su 5 (20%). Dati ben lontani - si legge in una nota - dall'obiettivo minimo del 75% fissato dal ministero della Salute per le popolazioni target, che si rivelano ancora più preoccupanti se si considera che la stagione influenzale prevista questo inverno sarà la più insidiosa dal 2020.

"Quelli che circolano ora sono virus respiratori che danno sintomatologia simile all'influenza, ma il picco epidemico dei virus influenzali è atteso più in là, a fine dicembre", commenta Fabrizio Pregliasco, professore associato di Igiene Generale e Applicata dell'università di Milano e direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi - Sant'Ambrogio. "Sebbene ci sia ancora tempo per vaccinarsi contro l'influenza, è bene farlo subito poiché la risposta immunitaria alla vaccinazione impiega circa due settimane per svilupparsi pienamente. La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata per tutte le persone dai 60 anni in poi indipendentemente dalla presenza o meno di condizioni di cronicità, poiché l'avanzare dell'età è in sé un fattore di maggior suscettibilità alle infezioni. Al di sotto di questa soglia d'età è bene che si vaccini chi soffre di malattie croniche, anche non di natura respiratoria, poiché è dimostrato che va in contro a un rischio maggiore di forme gravi d'influenza".

Da che età si può fare il vaccino contro l'influenza

La circolare "Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2022-2023" indica chi può sottoporsi al vaccino e per quali categorie è raccomandato. Il vaccino è indicato dai sei mesi di età in poi. Nei bambini di età inferiore ai 6 mesi, il vaccino antinfluenzale "non è sufficientemente immunogenico e pertanto non conferisce una protezione sufficiente". 

Il vaccino non deve essere somministrato a chi ha manifestato una reazione allergica grave (anafilassi) dopo la somministrazione di una precedente dose o una reazione allergica grave (anafilassi) a un componente del vaccino

Vaccino contro l'influenza, chi ha la priorità

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha raccomandato di riconsiderare la priorità dei gruppi a rischio per la vaccinazione antinfluenzale durante la pandemia Covid19. I gruppi a rischio con la massima priorità sono:

  • operatori sanitari;
  • adulti anziani;
  • donne in gravidanza;
  • persone con patologie di base;
  • bambini.

Vaccino antinfluenzale, per chi è raccomandato

Questo l'elenco delle categorie per le quali la vaccinazione antinfluenzale stagionale è raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente.

Persone ad alto rischio di complicanze o ricoveri correlati all'influenza:

  • Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano in gravidanza e nel periodo “postpartum”;
  • Soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza tra cui malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio, malattie dell’apparato cardio-circolatorio, diabete mellito e altre malattie metaboliche, tumori e in corso di trattamento chemioterapico, malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, epatopatie croniche;
  • Soggetti di età pari o superiore a 65 anni:
  • Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale;
  • Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti;
  • Familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato).

Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori:

  • Medici e personale sanitario di assistenza in strutture che, attraverso le loro attività, sono in grado di trasmettere l'influenza a chi è ad alto rischio di complicanze influenzali;
  • Forze di polizia;
  • Vigili del fuoco.

Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani:

  • Allevatori;
  • Addetti all’attività di allevamento;
  • Addetti al trasporto di animali vivi;
  • Macellatori e vaccinatori;
  • Veterinari pubblici e libero-professionisti.

Altre categorie cui la vaccinazione è fortemente raccomandata:

  • Donatori di sangue;
  • Bambini sani nella fascia di età 6 mesi - 6 anni;
  • Soggetti nella fascia di età 60-64 anni.

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