Domenica, 7 Marzo 2021
La pandemia animale

Influenza aviaria: strage di anatre per evitare una nuova pandemia

La malattia, trasmessa dagli uccelli migratori selvatici, sta interessando molte zone in Europa. Particolarmente colpiti gli allevamenti intensivi. Gli animalisti: "È ora di fare scelte etiche nell’alimentazione"

La Francia abbatterà circa 600 mila anatre destinate alla produzione di foie gras per contenere un virus dell'influenza aviaria che si sta propagando nel sud-ovest del Paese. Lo ha dichiarato il Ministero dell'Agricoltura francese che ha censito 61 focolai del virus H5N8 (non trasmissibile all’uomo), di cui 48 nel dipartimento sud-occidentale delle Landes, zona di riproduzione delle anatre che rifornisce l’industria del foie gras.

La malattia, trasmessa dagli uccelli migratori selvatici, sta interessando anche altre zone in Europa, e il ceppo è stato individuato per la prima volta in un allevamento in Francia l'8 dicembre 2020 facendo scattare un embargo della Cina sul pollame francese. In Germania, almeno 62.000 tacchini e anatre stanno per essere macellati a Cloppenburg dove il virus è stato trovato in diversi allevamenti.

Come spiegato il ceppo isolato in Europa non è trasmissibile all'uomo, ma in Cina si trova ricoverato all’ospedale di Ningyuan un uomo che ha contratto il virus dell’aviaria H5N6 in un mercato di pollame sabato 19 dicembre. Finora, secondo le autorità preposte al controllo delle malattie, non è stata segnalata alcuna trasmissione tra esseri umani del virus. Come spiega l'Istituto superiore di sanità dal 2003 l’Oms ha lanciato un allarme a tutte le istituzioni internazionali a cooperare per attuare piani e azioni preventive per ridurre il rischio di passaggio all’uomo del virus aviario. Condizione essenziale perché virus che normalmente sono ospitati da animali diventino patogenici per l’uomo è che nel processo di riassortimento acquisiscano geni provenienti da virus umani, che li rendano quindi facilmente trasmissibili da persona a persona. 

L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) denuncia l’ennesima strage di animali dovuta a una epidemia virale la cui diffusione è incentivata dagli allevamenti intensivi a scopo alimentare.

"La Francia ha segnalato ceppi altamente contagiosi di influenza aviaria alla fine dell'anno scorso, e ha proceduto ad abbattimenti di massa. Nel frattempo, le autorità cercano di limitare la trasmissione dagli uccelli selvatici agli allevamenti", spiega Massimo Pradella, presidente dell’Oipa International. "Hanno già macellato circa 200 mila esemplari e prevede di abbatterne altri 400 mila, riporta la stampa francese. Gli abbattimenti colpiscono sia volatili degli allevamenti in cui si sono verificati focolai, sia quelli non confinati presenti nelle aree circostanti nel raggio di tre chilometri".

"È ora di fare scelte etiche nell’alimentazione, passando a una dieta vegetariana o vegana. Finché i consumi di carne non saranno drasticamente abbattuti, l’industria che trasforma vite animali in cibo non diventerà mai, come minimo, una filiera non intensiva e rispettosa del benessere delle sue vittime".

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