Giovedì, 4 Marzo 2021
Io Apro

Ristoranti aperti per protesta: canti e balli, arrivano le forze dell'ordine e fioccano multe e sanzioni 

Come è andata l'iniziativa dei ristoranti ribelli? Il giro d'Italia tra ristoranti con "dpcm autonomi", clienti ai tavoli e ordinanze di chiusura. Tra i sostenitori dell'iniziativa anche Vittorio Sgarbi a cena dal promotore di "io Apro" Umberto Carriera

Un dato certo di adesioni non c'è, ma sui social è forte il il tam tam dell'iniziativa dei ristoratori ribelli che hanno riaperto i propri locali in violazione delle correnti normative anti Covid. "Sono bersagliato di chiamate, domande, dubbi" spiega all'Adnkronos l'avvocato Lorenzo Nannelli, coordinatore del collegio di difesa dei legali di tutta Italia, 20 uno per ogni Regione, che si preparano a offrire assistenza ai ristoratori in protesta. "Mi chiedono a quali sanzioni andranno incontro, aprendo il proprio ristorante. E io cosa gli rispondo? Nel momento in cui l'esercente apre e prende la multa, entreremo in azione noi e difenderemo i suoi diritti".

"La nostra difesa sarà incentrata nel capire se il diritto alla libera iniziativa privata e il diritto al lavoro sia un valore che non possa essere compresso con una valutazione come è stata fatta con il dpcm".

"Immagino che la protesta sarà portata avanti da non meno di 10mila ristoratori" spiega il legale ma dalle cronache che arrivano da tutta Italia lo tsunami di protesta sembra essersi limitato a poche iniziative, rumorose sì ma tutt'altro che dilaganti. Anzi, da più città si parla di flop.

In questo rapido giro d'Italia partiamo da Pesaro e dal locale che lo scorso ottobre era stato teatro della clamorosa protesta che, seppur criticata da più parti, aveva ottenuto una ribalta nazionale. 'La macelleria' di Umberto Carriera, promotore della manifestazione di protesta #ioApro1501, è rimasta chiusa. Fuori una decina di giornalisti infreddoliti, dentro un paio di persone a preparare le pizze per l'asporto. Ma niente servizio al tavolo. Lo sanno bene Federico, Filippo, Ettore e Isotta. Tre ragazzi ed un adulto arrivati alla Macelleria, intorno alle 20.20, direttamente da Cantiano (a poco meno di un'ora di macchina da Pesaro). Hanno bussato all'ingresso ma si sono sentiti rispondere 'picche' alla richiesta di mangiare al tavolo.  Il ristoratore era in un altro dei suoi locali, la Grande Bellezza a Mombaroccio dove è arrivato anche Vittorio Sgarbi ed in cui hanno cenato quasi una quarantina di persone.

sgarbi da umberto carriera-2

"Il nostro Dpcm autonomo prevede una riduzione del 40% dei posti. Questo a dimostrazione che siamo disposti a tutto pur di lavorare che è un'assoluta necessità. Non ho aperto la 'Macelleria' per una forma di depistaggio perché altrimenti ci avrebbero chiuso alle 19.15 mentre qui molti hanno terminato la cena".

Al locale gli agenti delle forze dell'ordine sono arrivati alle 23:40 quando tutti i clienti erano già andati via. Ma altrove i controlli delle forze dell'ordine hanno portato a diverse sanzioni e altrettante segnalazioni alle prefetture locali. Come spiega ad esempio Perugiatoday che ha seguito l'iniziativa dei titolari del ristorante Dal Gale di Ferro di Cavallo che aveva aderito all’#ioapro1501, i clienti, con prenotazione, si sono presentati, ma poco dopo le 20 sono arrivate anche le forze dell’ordine che hanno fatto chiudere il locale. Polizia, carabinieri e guardia di finanza hanno identificato i clienti (che riceveranno a casa la sanzione) e multato i titolari (sanzioni che arriveranno anche a chi si è seduto al tavolo del locale che avrebbe dovuto rimanere chiuso). La Prefettura ora dovrà valutare l'eventuale chiusura del locale. 

Altra città stesso copione: a Firenze è stato sanzionato dalla Polizia di Stato il ristorante "Clarinetto" trovato aperto in città questa nonostante il coprifuoco. All'interno del locale sono stati trovati 9 clienti, che sono stati sanzionati. Ora il ristorante dovrà restare chiuso 5 giorni nonostante la Toscana sia in zona Gialla.

Altra regione, altri ristoranti "ribelli". Modenatoday ha ascoltato la voce degli avventori di una pizzeria che ha aperto per il servizio serale raccogliendo numerosi sostenitori.  

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Fa scalpore quanto successo a Milano dove la serata al ristorante è finita con canti e balli tra i numerosi avventori, in tanti senza mascherina anche dopo essersi alzati dai tavoli come documentano numerosi video girati dagli stessi e pubblicati in rete. 

La protesta del ristorante La Parrilla di Milano con 90 clienti, tutti multati

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Tra i video più condivisi anche quelli in cui si vedono alcuni agenti di polizia entrare in un pub e respinti dai tanti clienti che protestando intonano cori contro le forze dell'ordine. 

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