Mercoledì, 12 Maggio 2021
Tensioni e blocchi stradali

Io Apro: la lunga giornata di manifestazione, tra le proteste dei commercianti e le violenze dell'ultradestra

Sono state ore convulse perché, in mezzo a chi era arrivato da tutta Italia per chiedere le riaperture, si erano infiltrati i militanti di ultradestra. Alla fine, tra tensioni e scontri con la polizia, il Governo ha ricevuto una delegazione dei commercianti e ristoratori

La manifestazione Io Apro

Quando i manifestanti di “Io Apro” sono arrivati al cospetto del cordone di polizia, che divideva piazza san Silvestro da Montecitorio, hanno chiesto agli agenti in tenuta anti sommossa di poter passare per far sentire il loro dissenso davanti alla sede del Parlamento italiano. Anche se la Questura non aveva autorizzato l’iniziativa, centinaia di commercianti e lavoratori sono arrivati da tutta Italia, si sono dati appuntamento alle 14 a Roma per gridare al paese che non ce la fanno più e chiedono di riaprire i negozi subito e in sicurezza. “Vogliamo solo lavorare” si alzava forte il coro di titolari di palestre, ristoranti e lavoratori autonomi. A dare prova che quella piazza fosse arrabbiata ma non violenta, è arrivato anche "Momi" El Hawi, ristoratore fiorentino e leader di Io Apro. Si è presentato in manette, in segno di “resa”. Ha detto ai vertici della Questura che “le cose sarebbero dovute andare in maniera diversa dall’altra volta perché altrimenti la protesta sarebbe stata strumentalizzata” e questo loro non lo volevano.  Così Momi, acclamato dai colleghi, ha alzato le braccia bloccate e detto alla polizia: “Accompagnateci voi dai politici, non vogliamo alzare un dito, potateci anche via in manette basta che ci fate arrivare a Montecitorio”.

La manifestazione a Roma, il video in diretta

Manifestazione io apro, disordini in piazza

E’ stato proprio in quel momento però che, dalle retrovie, è scattato l’assalto. Trafelati e vestiti di nero, un gruppo di violenti della destra extraparlamentare ha fatto piovere sulla testa del corteo e dei poliziotti bottiglie di birra, fumogeni, bombe carta e monete, che hanno seminato il panico. Sono stati attimi di terrore per chi avrebbe soltanto voluto far sentire la loro disperazione e invece, nascosti tra la folla, diversi facinorosi hanno cercato di scavalcare la protesta, costringendo la polizia a caricare. Intanto la piazza veniva blindata, come lo era già tutta Roma. Numerose camionette delle forze dell’ordine hanno presidiato le vie di fuga, mentre dal lato di piazza San Claudio ha fatto capolino anche un idrante.

Manifestazione Io apro, commercianti disperati bloccano la circolazione

La piazza a due passi da Montecitorio si è fatta incandescente. Eppure fino a quel momento, erano circa le 16, il cuore della Capitale aveva accolto la rabbia di commercianti e ristoratori da ogni parte d’Italia. C’era Immacolata Schettino dell’associazione “Lo sport e salute”, che ha denunciato una situazione drammatica per palestre, strutture sportive e scuole di ballo, che, con i ristori “non sono nemmeno riusciti a pagare le bollette. “Considerate che chi ha un’attività che fa 100mila euro, ha preso dalla Stato 4mila euro, ma che ci fa con quei soldi?”. C’erano lavoratori autonomi e partite Iva dalla Campania, dalla Toscana, dal Lazio e dalla Sicilia. E pensare che tanti manifestanti in arrivo da altre regioni non sono neppure riusciti a passare. Infatti a Roma Nord, la polizia ha intercettato e fermato due pullman da Bologna. I passeggeri, che avevano una autocertificazione, dopo essere stati identificati, spiega la questura, sono stati allontanati e fatti rientrare in Emilia Romagna. Ma la stragrande maggioranza della protesta ha fatto sentire la voce di chi è arrivato allo stremo, di chi manda avanti il paese con la propria attività economica e con le tasse. “Io ho perso 190mila euro e ne riceverò 7mila” ha detto Angelo Di Stefano di Modena, che fa commercio di ortofrutta ed è coordinatore nazionale de “Le partite Iva”. “Ci stanno mandando in rovina e ci vogliono anche far passare per delinquenti” urla Di Stefano. Ci sono persone con un foglio in cui c’è scritto una sola frase: “Io ho chiuso” perché in tanti sono stati costretti a tirare giù le saracinesche, arresi di fronte alla devastazione dell’emergenza Coronavirus che è anche economica.

Fatto sta che quella parte della piazza si è dovuta dissociare dall’altra, quella violenta, quella degli incappucciati dell’estrema destra romana. I commercianti, quelli veri, si sono spostati, annunciandolo anche via Facebook: “Ce ne siamo andati dalla piazza isolando i violenti, ci spostiamo verso piazza del Popolo”. E infatti poco dopo il popolo di “Io Apro” si è ritrovato lì per bloccare la circolazione stradale su viale del Muro Torto all’altezza di piazzale Flaminio. Pochi minuti di caos stradale, fino all’arrivo della polizia.

Manifestazione io apro, sfiorta la guerriglia con l'ultradestra 

Ma intanto le piazze erano diventate due perché, mentre i lavoratori bloccavano la strada in segno di protesta, i militati dell’estrema desta tentavano l’assalto al Palazzo della Camera, bloccato dalla polizia. A quel punto i violenti si sono diretti proprio in piazza del Popolo, lanciando in strada i monopattini e le fioriere trovati lungo il percorso, così da impedire il passaggio delle forze dell’ordine che, nel frattempo, stavano arrivando da sud per fermare il blocco nero in avanzata. Quando polizia e carabinieri hanno circondato gli antagonisti lungo i 3 corsi principali, si è sfiorata la guerriglia tra polizia e ultradestra che comunque non sono mai arrivati a contatto. Alla fine tutte le pattuglie di polizia, carabinieri e guardia di finanza sono arrivati in piazza del popolo, circondando alcuni manifestanti radunatisi sulle scalinate della chiesa di Santa Maria dei Miracoli e la basilica e la basilica di santa Maria in Montesanto. Proprio lì ci sono stati altri momenti di tensione tra alcuni giovani fermati e le forze dell’ordine che, alla fine di un giornata ad alta tensione, hanno identificato 120 persone, di cui 6 sono stati portati in Questura, dove la loro posizione è in fase di definizione.

Alta tensione prima del fermo, il video qui 

Per fortuna però, le violenze non hanno messo in secondo piano la parte sana della protesta. Infatti, la lunga giornata di scontri e tensioni si è chiusa con l'incontro di una delegazione al Ministero dell'Economia, ricevuta dal sottosegretario Claudio Durigon. Da parte di “Io apro” fanno sapere che c’è una seria intenzione di riaprire “ma non ci possiamo accontentare delle parole”. Così, mentre venerdì forse il Governo potrebbe prendere una decisione in merito, commercianti e ristoratori d’Italia vogliono continuare a fare pressione, mentre decideranno le prossime eventuali iniziative.

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