Storia di Malena: "Dare un nome al mio tumore mi ha aiutato a combatterlo meglio"

Giovane spensierata come tante, Malena si ritrova a 26 anni incinta e una diagnosi di tumore che non le lascia che pochi giorni di vita. Non riesce a portare avanti la gravidanza ma lotta con tutte le sue forze per vincere "José", come racconta nel libro "Io splendo"

Mete esotiche, fotografie davanti allo specchio, cene, feste, allenamenti all'aria aperta. Guardando il profilo Instagram di Malena Aguirre si ha l'impressione di trovarsi davanti a una forza della natura, l'incarnazione della positività. Oltre a #solocosebelle, l'altro hashtag che ritorna spesso è #iosplendo. E "Io splendo" è il titolo del libro che ha scritto insieme al giornalista Simone Toscano, per raccontare che dietro quella straripante voglia di vivere c'è anche un'ombra, un male terribile scoperto all'improvviso nel 2007 a 26 anni e che nelle previsioni dei medici non avrebbe dovuto lasciarle che un mese di vita.

Giovane, piena di vita, con la passione del ballo sudamericano delle sue origini, fin da quando era piccola tutti le dicevano "Quando balli fai luce, splendi". E Malena a 26 anni splendeva, anche perché aveva appena scoperto che, nonostante i medici le avessero sempre detto che difficilmente avrebbe potuto avere figli, in realtà era incinta di una bambina. Pochi mesi dopo, una strana febbre e un affanno insolito la portano in ospedale.

Dare un nome al tumore per combatterlo meglio

Le viene diagnosticato un mesotelioma pleurico epitelioide maligno, una rara forma di tumore molto aggressivo, che non le avrebbe lasciato che pochi settimane di vita. È un'amica che trova il coraggio di dirle la verità che altri le avevano nascosto, per proteggerla, mentre da quel momento tutte le energie di Malena si concentrano per salvare la vita che porta dentro di sé, circondata dall'affetto della sua famiglia e degli amici, ma non del compagno, che appena aveva saputo della gravidanza aveva fatto un passo indietro. Non riesce però a portare a termine la gravidanza e in quel momento, quando sembra venire meno la speranza che fino ad allora l'aveva spinta sempre avanti, Malena riesce però a trovare la forza per affrontare la chemio e tutto quello che la malattia le chiede, entrando e uscendo dall'ospedale, ma continuando a lavorare quando poteva, ad andare a ballare la sera, a viaggiare. Tutto questo spostando ogni giorno la proverbiale asticella un po' più in là. 

Il tumore le aveva portato via l'unica cosa che voleva, la possibilità di diventare madre, e lei a quel punto ha detto basta: "Hai preso anche più di quello che dovevi prendere". A quel tumore Malena ha dato un nome, José, per affrontarlo meglio e non lasciarsi vincere, anche se oggi continua a vivere con una spada di Damocle sulla testa. "Dargli un nome mi è servito molto. È come se lo rendessi più reale. Molto spesso di fronte a una malattia come questa cerchiamo di non vederla o far finta che non c'è. Bisogna invece dargli  un nome e insultarlo, aggredirlo. Ci devi parlare perché è qualcosa che è dentro di te. Serve in maniera terapeutica anche per esorcizzare la paura che si ha di questo brutto male", racconta a Today Malena alla vigilia dell'uscita del libro per Baldini&Castoldi. 

"Io splendo" e la forza di Malena Aguirre 

"La mia è una storia difficile che però è finita bene. L'obiettivo di questo libro è divulgare il più possibile una storia positiva, dove un tremendo dolore si trasforma ogni giorno in una voglia di vivere. E poter in qualche modo aiutare qualcuno e dare speranze a più persone possibile". Certo, nella sua vita c'è un prima e un dopo e lei stessa è cambiata. "La Malena di prima è una ragazza spensierata, sicuramente piena di voglia di vivere ma con una vita completamente diversa. Adesso Malena riesce ad assaporare ogni istante, o almeno ci prova. Ogni giorno fa mille cose al giorno, contemporaneamente. Ogni giorno trova le energie per fare tutto perché sa che purtroppo ogni giorno potrebbe essere l'ultimo", ricorda. 

In questi anni più volte Malena si è lasciata guidare da una sorta di "super potere". Un istinto molto forte, che ad esempio le aveva dato la certezza di essere incinta prima ancora di fare il test, come pure la forza per scegliere a quale medico affidarsi per essere curata e decidere al tempo stesso a volte di "combattere" le raccomandazioni dei medici e firmare per tornarsene a casa quando lo desiderava oppure partire per un viaggio in Perù dalla sua famiglia d'origine, mentre tutti la sconsigliavano. "Io credo che ognuno di noi abbia dentro qualcosa che lo spinge verso la cosa giusta. Io ho creduto in me nel senso che ho sempre pensato che il mio istinto, anche se avrebbe potuto portarmi a sbagliare, almeno mi avrebbe fatto sbagliare nel modo in cui dicevo io. Dovevo seguire me stessa, non volevo fare cose perché mi venivano imposte o perché mi veniva detto di farle. E devo dire che per me è stata la chiave di volta. Seguendo me stessa sono riuscita a ritrovarmi e a farcela", spiega.

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Il suo rapporto con i medici è stato spesso conflittuale, ma il libro è dedicato anche a loro, perché "i medici, oltre a darti delle medicine, quando si è fortunati e si incontrano quelli con la M maiuscola, come è successo a me, possono prenderti per mano e accompagnarti in quello che è il momento più difficile della tua vita". Oggi Malena continua a curarsi e ad essere seguita, ma non ha smesso di lavorare e vivere la propria vita. Ha dovuto subire l'asportazione di un polmone e ovviamente il suo fisico fa fatica, tra problemi anche al cuore, al fegato e all'udito. "La mattina non è semplice alzarsi dal letto però apro gli occhi e penso: 'In fondo questa giornata qualcosa di bello porterà'. Sui social, tra Instagram e Facebook, ha sempre raccontato la sua esperienza e nel tempo ha ricevuto anche diversi messaggi di chi è stato ispirato dalla sua forza. "Io non ho mai nascosto la mia storia e chi mi scrive mi ringrazia", dice Malena, che ora oltre all'hashtag #iosplendo ne ha aggiunto anche un altro, #eiosplendoinvece, sottolineando quell'avverbio, "invece", come faceva Pasolini: "Sii allegro. T'insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece".

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