Venerdì, 7 Maggio 2021
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Isole Covid-free: il piano per salvare la stagione estiva fa "litigare" i governatori

Se Vincenzo De Luca plaude all'iniziativa, il presidente dell'Emilia Romagna Bonaccini rigetta la proposta del leghista Garavaglia: "Non possono esserci località turistiche privilegiate a discapito di altre". Ma il tema ha anche implicazioni etiche: è giusto utilizzare preziose dosi di vaccino per immunizzare tutti gli abitanti delle isole minori?

Foto di repertorio

Il progetto delle Isole Covid-free? "Si può fare ed è anche opportuno farlo perché se lo faranno gli altri e noi no, lo svantaggio diventerà enorme". Parola del ministro del Turismo Massimo Garavaglia che oggi è tornato sul tema della vaccinazione nelle località turistiche auspicando un cambio di passo in vista della stagione estiva. La Grecia è già a buon punto: si è partiti con l’immunizzazione di tutta la popolazione residente nelle isole meno popolate e di lì si sta procedendo con quelle che hanno più abitanti. In Italia l’esempio è stato preso a modello dal governatore della Campania Vincenzo De Luca che ha messo su una corsia preferenziale le isole di Capri, Ischia e Procida per arrivare a immunizzare tutti i cittadini residenti da metà aprile anche se la data ora potrebbe slittare. Del resto il tema è divisivo anche perché in contrasto con le indicazioni contenute nell’ultima ordinanza del commissario Figliuolo che invita le Regioni a dare assoluta priorità agli anziani. E allora? Garavaglia non ha dubbi. "Se la Grecia dice che aprirà il 15 maggio a patto che si abbia il tampone negativo, oltre a garantire isole Covid free, mentre noi stiamo fermi, allora perderemo di competitività".

Bonaccini contro le isole Covid-free: "Non possono esserci località privilegiate"

Il piano prevede oltre alla vaccinazione di massa per i residenti anche il tampone negativo per chi arriva. Il governo finora non ha emanato alcuna direttiva, ma potrebbe concedere a breve una sorta di nulla osta. Sul tema però i governatori non sono tutti d’accordo. Lo ha messo in chiaro il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, questa mattina via social network, dopo la presa di posizione del suo assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini. "Mi auguro che il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, rigetti immediatamente la proposta di isole covid free" ha detto Bonaccini. "Non possono esserci località turistiche privilegiate a discapito di altre". Piuttosto, ha aggiunto il governatore, l’esecutivo "si dia da fare perché arrivino più dosi possibili per vaccinare nel piu' breve tempo possibile e lavori per il passaporto vaccinale, con regole uguali per tutti a livello europeo".

Un paio di giorni fa l'assessore regionale al Turismo e commercio dell'Emilia-Romagna, Andrea Corsini, aveva spiegato che così "si favoriscono alcune destinazioni a discapito del resto del Paese. L'Italia è una penisola, ci sono due isole maggiori, Sicilia e Sardegna, e tante altre piccole isole. Ma credo sia comunicativamente sbagliato fare annunci di questo tipo, che rischiano di creare un effetto competizione tra territori, che è improprio".

Di diverso avviso il presidente della Campania Vincenzo De Luca, il quale giorni fa ha spiegato che "avviando una campagna vaccinale" nelle isole di Ischia, Capri e Procida "possiamo avere una ricaduta economica straordinaria per tutta la regione e per tutta l'Italia se in un mese riusciamo a comunicare al mondo intero che abbiamo dei luoghi liberi dal Covid".

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia si è detto formalmente a favore, ma ha fatto capire di avere ben altre idee. "La nostra (isola Covid free, ndr) si chiama Veneto, non esiste che vado a immunizzare località a scapito di altre, tutti i veneti hanno diritto ad essere vaccinati" ha detto nel corso del punto stampa covid a Marghera lasciando dunque trasparire più di qualche dubbio sulla proposta del leghista Garavaglia. 

Elba, il sindaco di Portoferraio: "Puntiamo all'immunità di gregge entro maggio"

Sul tema è intervenuto anche il sindaco di Portoferraio, Angelo Zini, presidente della Conferenza dei sindaci elbani. Zini ha affermato che l’obiettivo è "vaccinare entro la fine di maggio tutta la popolazione vaccinabile per rendere l'isola d'Elba sicura per i suoi abitanti e per i turisti".

L'isola d'Elba, ha fatto sapere il sindaco, è destinata, a prendere parte al progetto che "si sta concretizzando" con la struttura del Commissario Figliuolo e con la Protezione civile di vaccinare la popolazione di tutte le le isole minori. "Anche noi faremo parte di quel progetto - ha aggiunto il primo cittadino - e ci aspettiamo che venga messo in atto rapidamente. Potremmo riuscire infatti a vaccinare tutti i nostri abitanti in tempi rapidi e nel frattempo arrivare ad azzerare i contagi". La popolazione elbana da raggiungere dalle vaccinazioni è di circa 20mila persone, considerando coloro che hanno già ricevuto le dosi di vaccino e i minorenni che sono esclusi per ora dalla campagna vaccinale. "Se arriveranno le dosi necessarie, potremmo davvero arrivare vicini all'immunità di gregge a fine maggio - ha osservato il sindaco - La nostra isola darebbe così un messaggio importante per la ripresa del turismo a tutta l'Italia, dimostrandosi un territorio sicuro, consentendo di poter svolgere tante attività all'aria aperta, senza assembramenti e di poter offrire agli ospiti oltre 200 spiagge".

Il dilemma morale sulle isole Covid-free

Ma come dicevamo le resistenze non mancano. E c'è anche chi fa notare che vaccinare solo gli abitanti delle isole minori senza limiti di età sarebbe una scelta eticamente discutibile in un momento in cui molti cittadini anziani non sono stati ancora immunizzati. Matteo Villa dell’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale) mette in evidenza che "vaccinando tutti i 7.080 abitanti di Capri, con la loro struttura demografica, con tutti contagiati salveremmo circa 90 vite. Se utilizzassimo quelle dosi per la popolazione ultraottantenne, salveremmo 710 vite". E poi c’è un'altra considerazione da fare. Mettere in sicurezza i residenti con l'obbligo del tampone negativo per chi arriva non risolverebbe del tutto il problema del contagio che sarebbe pur sempre possibile tra i turisti non vaccinati. Ma sarà il Cts a stabilire se dal punto di vista epidemiologico la proposta è sensata. 

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