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Domenica, 29 Maggio 2022
Corsa al riarmo

Ora l'Italia vuole aumentare le spese militari (e di molto)

L'obiettivo è arrivare al 2% del Pil indicato alla Nato, ovvero 38 miliardi l'anno. Quanto abbiamo speso per la Difesa dal 2014 a oggi: i grafici

Anche l'Italia si riarma. È stato approvato oggi dalla Camera dei deputati un ordine del giorno che impegna il governo ad aumentare gli stanziamenti per le spese relative alla Difesa fino al 2% del Prodotto interno lordo (Pil). Un obiettivo indicato già nel 2014 dalla Nato che al pari di altri Paesi aderenti all'Alleanza atlantica, l'Italia non ha mai raggiunto. Con la guerra alle porte però si cambia registro. Il deputato della Lega Paolo Ferrari, primo firmatario del documento, ha assicurato in aula che non si tratta di "una corsa al riarmo", bensì di "dare le risorse necessarie a un sistema che garantisce la sicurezza del Paese, che garantisce la necessaria deterrenza per la sicurezza anche dell'approvvigionamento delle nostre risorse energetiche e degli interessi strategici del nostro Paese". Ma è chiaro che la guerra in Ucraina ha avuto il suo peso. 

L'ordine del giorno (che non ha alcun valore di legge, ma è un mero atto di indirizzo) ha ricevuto 391 voti favorevoli su 421 presenti, solo 19 i contrari. A sottoscriverlo sono stati tutti i capigruppo della Commissione difesa. Sulla necessità di aumentare le spese per le forze armate c'è dunque una quasi unanimità. Nel corso della stessa seduta è stato approvato anche un altro ordine del giorno, a firma di Manuela Gagliardi, che impegna il governo a incrementare la spesa per la Difesa "in misura non inferiore al 3,5 per cento del totale del bilancio finale dello Stato".

Ma quanto spende l'Italia per mantenere le forze armate? Come fa notare l'osservatorio Milex sulle spese militari, raggiungere la percentuale del 2% significherebbe passare dai circa 25 miliardi attuali a 38 miliardi l'anno. Stando ai dati del Ministero della Difesa, dal 2015 al 2019 l'Italia ha investito circa l'1,2% del Pil per le spese militari. Un aumento c'è stato negli ultimi due anni: nel 2019 e nel 2020 lo stanziamento si è attestato infatti a 22,9 e 24,6 miliardi, pari rispettivamente all'1,38 e 1,41% del Prodotto interno lordo (vedi grafici). Ma il vero balzo in avanti ci sarà nei prossimi anni. 

Spese militari Italia grafico 2-2

L'obiettivo del 2% indicato dalla Nato 

Nel suo intervento in aula il deputato Paolo Ferrari ha ricordato l'obiettivo "che il nostro Paese si era dato, aderendo alle conclusioni del vertice dell'Alleanza atlantica nel 2014 in Galles, ovvero impegnare una quota, pari al 2 per cento del prodotto interno lordo del Paese, per gli investimenti nel settore, nel campo della difesa". In questi anni, ha spiegato Ferrari, la spesa ha però subito "una costante contrazione, una contrazione che, nell'ultimo esercizio finanziario, ha finalmente visto una inversione di tendenza". Da Milex fanno tuttavia notare che "l'indicazione di spesa di almeno il 2% del Pil in ambito Nato deriva da un accordo informale del 2006 de Ministri della Difesa" rilanciato poi dalla stessa Nato nel 2014 e tuttavia mai ratificato formalmente dal Parlamento italiano. Non si tratta dunque di un impegno cogente, così come non lo era stato negli anni scorsi. Ma il conflitto in Ucraina ha evidentemente ridefinito le nostre priorità. 

Spese difesa Italia grafico 1-2

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