Venerdì, 26 Febbraio 2021

Il governo alle Regioni: verso la zona rossa dal 24 dicembre al 3 gennaio

Concluso il vertice con i governatori: l'esecutivo sembra intenzionato ad adottare misure molto dure per evitare una terza ondata di contagi. Veneto, Lazio, Friuli-Venezia Giulia e Molise chiedono maggiori restrizioni. Ma l'ufficialità arriverà solo tra oggi e domani

Francesco Boccia e il premier Giuseppe Conte

Si va verso la zona rossa in tutta Italia? La decisione sulle nuove misure restrittive è attesa in giornata o al più tardi domani, ma l’ala più "rigorista" sembra sempre più affollata, tanto che anche alcuni governatori hanno chiesto all’esecutivo di intervenire con misure rigide per il periodo di Natale. Durante il vertice Stato-Regioni di questa mattina, Luca Zaia del Veneto ha invitato il governo ad adottare nuove "misure restrittive fino all'Epifania". A sostegno di maggiori restrizioni, riferisce l’agenzia Dire, ci sarebbero anche i rapresentanti del Lazio, Friuli Venezia Giulia e  Molise nonché - stando a quanto riferiscono le agenzie di stampa - importanti ministri come Francesco Boccia e Roberto Speranza. Il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli ha invece smentito di aver chiesto la 'zona rossa" come riportato da alcuni organi di stampa. Secondo Zaia, "nel periodo delle festività servono restrizioni massime, se non le fa il governo le faremo comunque noi. La Germania - avrebbe aggiunto il presidente del Veneto - è in lockdown e a gennaio è pronta a ripartire e se non chiudiamo tutto adesso ci ritroveremo a gennaio a ripartire con una curva troppo alta. Servono però ristori certi in parallelo alle chiusure". 

EDIT: ore 20,08: In serata la mediazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte porta il governo verso un'altra direzione, ovvero la zona rossa soltanto in alcuni giorni dal 24 dicembre al 3 gennaio

Aggiornamento: Zona rossa per otto giorni: il governo vuole chiudere l'Italia dal 24 al 27 dicembre e dal 31 al 3 gennaio

Verso la zona rossa dal 24 dicembre al 3 gennaio

Il governatore ha poi chiarito di non aver parlato esplicitamente di colori: "Non siamo entrati nello specifico" ha detto Zaia. "Abbiamo fatto un'analisi dei problemi che sono evidenti e sono sotto gli occhi di tutti. Il vero tema è che abbiamo l'obbligo di porre la questione degli ospedali che hanno un punto di tenuta oltre al quale non si puo' andare. Abbiamo parlato di misure restrittive". Michele Emiliano invece ha confermato tutto: il governo "visto che tra il 24 dicembre e il 7 gennaio c'è un rallentamento sostanziale della vita e quindi c'è rischio di aggregazioni non necessarie, ha pensato di dare un'ulteriore botta alla curva dei contagi mandando in rosso il Paese. Hanno chiesto a noi governatori cosa ne pensavamo e siamo stati abbastanza contenti perché era l'unico modo per non rischiare dal 7 gennaio in poi una esplosione dei contagi" Covid, ha detto a Pomeriggio Cinque. Intanto l'AdnKronos però in serata scrive che nel governo sembra prevalere la scelta di circoscrivere la stretta da adottare durante le festività alle porte solo nei giorni festivi e prefestivi. Dunque vigilia di Natale, Natale e Santo Stefano, vigilia di Capodanno e primo gennaio, 5 gennaio ed Epifania. Sette-otto giorni in tutto, e non chiudere dal 24 al 6 gennaio come chiedevano i più 'rigoristi'. Le misure più dure sul tavolo dovrebbero dunque riguardare solo festivi e prefestivi e non un periodo continuativo, come chiesto, in particolare, dai ministri del Pd al tavolo ma anche dal responsabile della Salute Roberto Speranza. A spingere per una linea dura sì, ma evitando una zona rossa 'continuativa' sarebbe il premier Giuseppe Conte sostenuto, in questo, dal M5S. E c'è chi, tra i presenti alla discussione, bolla l'ipotesi di "chiedere gli italiani in casa per due settimane consecutive una follia", riferiscono autorevoli fonti all'Adnkronos.

"il Governo dovrà comunicare correttamente la decisione ai cittadini e spiegarla bene", ha detto invece la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei nella Conferenza Stato-Regioni di oggi. Nella quale - ha poi spiegato nel corso di una video conferenza stampa dedicata ad altri temi - ha posto in evidenza l'importanza del tema della comunicazione. "La riunione di oggi - ha detto Tesei - è stata interlocutoria perché non abbiamo ancora nessuna bozza precisa di provvedimento che il Governo intende adottare. Che però rischia di non essere ben compreso considerato che fino ad oggi ci eravamo uniformati alle classificazioni dei colori". La presidente della Regione ha sottolineato che "ad oggi i dati di diffusione Covid in Umbria non giustificherebbero la zona rossa". In serata ha parlato anche il governatore dell'Abruzzo Mauro Marsilio: "Ho invitato il Governo a riflettere sul fatto che se vuole mettere zona rossa e impedire spostamenti tra Regioni impedendo l'apertura delle seconde case puo' farlo. Pero' che francamente a Carapelle Calvisio, Montelapiano, Fresgrandinara non si possa scendere a L'Aquila, Pescara o Sulmona per andare a trovare i parenti senza fare cenoni e bisbocce, anche solo per una passeggiata - ha concluso - ci sembra eccessivamente punitivo".

Preoccupazioni condivise dall'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato che però a differenza di Zaia ha chiesto apertamente un lockdown. "Sono d'accordo a un zona rossa estesa in tutta Italia". Queste le parole dell'assessore intervenuto questa mattina allo Spallanzani di Roma all'inaugurazione di nuovi posti letto di terapia intensiva. "Come sapete il Lazio è sempre rimasto in zona gialla, abbiamo i più bassi tassi di letalità nazionale e di incidenza in rapporto alla popolazione. Al contempo dobbiamo dire che fenomeni come quelli che abbiamo visto recentemente (la corsa allo shopping di Natale, ndr) potrebbero mettere in discussione i risultati finora raggiunti. Ecco perché è  importante che vengano adottate delle misure, ma su questo so che il governo sta lavorando in queste ore". Anche il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini è per la linea dura. "È tempo di scelte rigorose di governo e parlamento: solo regole più restrittive durante le festività potranno evitare una terza ondata di contagi. Per noi che abbiamo responsabilità istituzionali è un dovere intervenire oggi senza esitazioni per salvare vite umane domani". Un tweet, quello di Franceschini, rilanciato anche dal segretario del Pd Nicola Zingaretti. 

Italia in zona rossa o arancione a Natale 2020

Secondo le agenzie di stampa, il ministro Speranza avrebbe condiviso le preoccupazione dei governatori. Anche perché, è stato fatto notare nel corso del vertice, i dati parlano chiaro: nelle regioni rosse la curva del contagio è stata piegata, mentre alcune regioni gialle - un caso emblematico è proprio quello del Veneto - stanno registrando una pericolosa impennata di casi e rivoveri. Per questo, sia Speranza che Boccia, si sarebbero detti d’accordo con l’ipotesi di una zona rossa dal 24 dicembre al 7 gennaio, in sostanza per tutto il periodo delle feste natalizie. Questa almeno, secondo l'agenzia Agi, è l'indicazione fornita ai governatori da importanti esponenti dell'esecutivo, in particolare dal ministro Speranza. Nulla di deciso, meglio chiarirlo subito. Anche perché le resistenze non mancano. Sia nel governo che tra gli stessi presidenti di regione. 

Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha espresso il suo punto di vista a 'L'aria che tira' su La7. "Non vedo perché imporre alla Liguria una zona rossa per Natale quando i liguri in queste settimane si sono impegnati e sacrificati per far calare la curva del contagio e farci arrivare in piena zona gialla". "Ci siamo dati delle regole i primi giorni di dicembre - ha detto Toti -, decidendo di dividere il Paese in zone, e quelle regole hanno funzionato per contenere il covid. Non vedo perché cambiarle ora, alla vigilia delle festività natalizie".

Durante il confronto Stato-Regioni non è mancato chi ha fatto notare che il problema degli assembramenti nelle vie dello shopping si riproporrà già durante questo fine settimana. In particolare, il presidente Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, avrebbe chiesto di anticipare la zona rossa addirittura al 19 dicembre. "Il rischio è che si creino assembramenti anche in questo week end", ha detto Fugatti chiedendo però al governo di garantire ristori adeguati "per tutte le attività".

Il governatore veneto Luca Zaia ha commentato così l'incontro governo-regioni di stamane."Con i ministri abbiamo parlato della necessità di misure restrittive, il tema è quello del prossimo fine settimana e del periodo natalizio. Non voglio anticipare quali saranno, ormai è questione di ore, vediamo quale sarà la soluzione". Dopo la riunione di questa mattina con il governo - ha spiegato -, ci siamo riaggiornati con questa scaletta: alle 12.30 di oggi il governo si riunisce, stasera o al massimo domani mattina ci sarà un nuovo incontro tra regioni e governo. E io ho chiesto che le misure, in caso, vengano decise stasera o al massimo domani in vista del prossimo weekend. Domani avremo una nuova conferenza Stato-Regioni, per un ultimo incontro e chiudere questa partita". Il governatore ha poi aggiunto: "La base di partenza, in ogni caso, è quella delle restrizioni per il prossimo fine settimana, per poi passare al periodo natalizio. Ci stiamo lavorando, ormai è questioni di ore, vederemo quale sarà la soluzione proposta dal governo. O le restrizioni le decide il governo oppure le faccio io". Indipendentemente da cio che deciderà l'esecutivo, per i residenti in Veneto scatteranno comunque nuove e pesanti restrizioni. 

Natale 2020, forse un nuovo Dpcm già questa sera: le ipotesi

Che cosa dobbiamo aspettarci? Visti i tempi stretti una decisione potrebbe arrivare già in serata. Sul tavolo ci sono comunque varie ipotesi e per adesso nulla è stato deciso. Ad esempio quella di far scattare la zona rossa solo durante le festività. Oppure di optare per la zona arancione, adottando però misure più stringenti nei festivi. Ecco le ipotesi principali.

  • Tutta l’Italia in zona rossa dal 24 dicembre al 7 gennaio;
  • Zona rossa solo in alcune regioni e arancione in altre; 
  • la zona rossa nei festivi e prefestivi con chiusura dal 24 al 27 dicembre, dal 31 al 3 gennaio e durante l'Epifania di negozi, ristoranti e bar tranne gli esercizi essenziali;
  • l'Italia in zona arancione soltanto per le due settimane di festa. 
  • l'Italia in zona arancione durante il periodo natalizio e in rosso durante le festività; 

Secondo quanto riferiscono fonti di governo all'Adnkronos, lo strumento legislativo che verrà adottato dal governo potrebbe essere anche un nuovo Dpcm ad hoc per le feste di Natale. Durante il confronto con le regioni il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ha rimarcato che "il modello di interventi territoriali ha funzionato bene e ha fatto scendere l'Rt dall'1.7 all'attuale 0,8 ed è ancora in discesa, anche se le reti sanitarie necessitano di essere sempre più difese e alleggerite''. Resta fermo, ha detto ancora il ministro, il mantenimento del modello di interventi territoriali anche a gennaio. A detta di Boccia dunque la divisione per zone di rischio ha dato dei risultati. E non si può neppure escludere che anche per le feste di Natale si segua questa strada. 

Acquaroli (Marche): "Mai chiesta la zona rossa"

Intanto va registrata la smentita del presidente della regione Marche Francesco Acquaroli che accusa la stampa di aver travisato il senso del suo intervento durante la riunione con l'esecutivo. "Apprendo dalla stampa e dai telegiornali che questa mattina avrei chiesto la 'zona rossa' per le festivita' natalizie nella Conferenza Stato Regioni tenuta in modalita' web. Mi vedrò costretto a chiedere la registrazione del mio intervento perché, a meno di sdoppiamento della personalità, le mie affermazioni sono state di altro tipo. La premessa doverosa e' che la riunione era stata convocata per parlare di vaccini ma in coda è stato inserito il tema delle ulteriori eventuali altre misure da prendere per le festività natalizie, onde evitare un impatto devastante nel mese di gennaio sulle strutture ospedaliere ancora in sofferenza. Per questo ci è stato chiesto il nostro parere. Il mio intervento, tra gli ultimi di quelli in scaletta, ha evidenziato la disponibilità a discutere di una stretta per evitare assembramenti e ammucchiate soprattutto nelle case private. Ho affermato che se si dovesse ipotizzare una ulteriore chiusura non si può pensare che a pagarla siano ristoranti, bar, esercizi commerciali, piscine e palestre e che a fronte di essa ci sarebbe bisogno di ristori totali e immediati".

"Ho detto inoltre - ha fatto sapere Aquaroli - che non è comunque giusto paragonare i territori periferici, che già hanno pagato con l'isolamento le precedenti restrizioni, alle grande dimensioni. Ho parlato dell'inopportunità di lasciare sole persone anziane in questo periodo. Ho chiesto di dare certezze, seppure in un quadro complicato. Ho parlato di necessità di concertazione e di messaggi univoci. Ieri si diceva di aprire le scuole e oggi si pensa di chiudere tutto. È incomprensibile a me, figuriamoci ai cittadini. Quanto detto non mi sembra la richiesta di una zona rossa ma a qualcuno evidentemente fa comodo così. Ora mi aspetto che tutti coloro, soprattutto chi opera nel servizio pubblico che, senza interpellarmi, mi hanno attribuito la richiesta della zona rossa, riportino il senso di quanto ho veramente detto in quel contesto. Perche' l'informazione, soprattutto quella pubblica pagata con i soldi dei cittadini, non deve mai diventare disinformazione".

Fedriga (Fvg): "Secondo me il governo farà scattare il lockdown per Natale"

Il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga dal canto suo ha fatto presente che nel corso del confronto non si  è parlato di date. E tuttavia, ha spiegato ai microfoni di "Un giorno da pecora" su Radiouno, "immagino che un'ipotesi potrebbe essere" dal 26 dicembre al 6 gennaio. "Una situazione nella quale si riesce a tenere assieme le esigenze lavorative del commercio con le esigenze di sicurezza". Il governatore ha rimarcato la necessità di prevedere adeguati ristori per le categorie colpite. "Se chiediamo un sacrificio utile a determinate categorie non la possono pagare solo loro o fanno immediatamente una misura che vada a coprire in maniera integrale le perdite, oppure è difficile sostenere rispetto al mondo produttivo questa scelta". Lo stesso Fedriga ha spiegato all'agenzia Dire che sull'ipotesi della stretta prima di Natale ci sarà un nuovo incontro domani", ma "secondo me il governo farà scattare il 'lockdown' per Natale. Quindi come Regione Friuli Venezia Giulia abbiamo sottolineato che, se la scelta è quella, ristori economici devono essere totali e non parziali, come è stato fatto in passato". 

Fontana: "Il governo ci spiegherà domani cosa intende fare"

"Certezze sui ristori per tutte quelle categorie che dovessero essere colpite da questa ulteriore chiusura e certezze su quello che sara' il futuro immediato in modo tale che imprenditori, commercianti e cittadini possano programmare". A chiederle è il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine dell'incontro avuto oggi con i rappresentanti del Governo in merito ad eventuali provvedimenti restrittivi per il periodo natalizio. "Il governo - ha continuato - ci ha rappresentato questa sua intenzione, riservandoci di dare dei chiarimenti circa cosa s'intenda per restrizioni ulteriori nella riunione di domani. È chiaro che soltanto dopo questa ulteriore specificazione ci potremo fare un'idea. Solo dopo potremo farci un'idea di cosa significhera' questa ulteriore restrizione". Riguardo a una soluzione mediana, con misure da zona rossa nei festivi e arancione nei prefestivi, il presidente Fontana ha spiegato che il "Governo oggi non ha specificato nulla di queste ipotesi, si e' riservato di dircelo domani, domani valuteremo". "In queste ultime settimane - ha concluso Fontana - la situazione della Lombardia è migliore che in altre regioni, i dati sono confortanti e quindi dovremo fare una valutazione complessiva".

E del confronto con l'esecutivo ha parlato anche il presidente della regione Puglia Michele Emiliano, ospite a "Pomeriggio Cinque". "Visto che tra il 24 dicembre e il 7 gennaio c'è un rallentamento sostanziale della vita e quindi c'è rischio di aggregazioni non necessarie", il governo "ha pensato di dare un'ulteriore botta alla curva dei contagi mandando in rosso il Paese. Hanno chiesto a noi governatori cosa ne pensavamo e siamo stati abbastanza contenti perché era l'unico modo per non rischiare dal 7 gennaio in poi una esplosione dei contagi".

Miozzo: "Sulle chiusure non decide il Cts ma il governo"

Intanto questa mattina il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo ha chiarito a 'Mattino Cinque' la posizione del Cts sulle chiusure. "Siamo molto preoccupati per le prossime settimane natalizie perché sappiamo quali possono essere i potenziali rischi d' incontro e convivialità tra le famiglie" ha osservatore Miozzo, ribadendo però che sarà il governo a dovrà decidere un'eventuale stretta. "Abbiamo detto di evitare gli assembramenti, evitare momenti di rischio nei quali le persone si riuniscono, tolgono la mascherina e si bevono l'aperitivo, come capita quando vediamo assembramenti di giovani fuori dai locali di ristoro. Quelle sono situazioni di criticità. Se poi queste cose si traducono nel 'chiudiamo totalmente' per un giorno, per due giorni, per quindici giorni, non decide il Cts ma qualcun altro". 

Si schiera invece apertamente contro l'ipotesi di una zona rossa nazionale il responsabile della clinica di Malattie infettive del policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti. "Si parla di nuove chiusure come se i provvedimenti presi fino ad oggi non ci fossero stati" ha scritto l'infettivologo su facebook. "Siamo ancora nella seconda ondata, ma non dappertutto le cose vanno male. Prima di prendere decisioni affrettate, occorre vedere i nostri dati del contagio e dei ricoveri e prendere provvedimenti a misura di situazione locale. Non si può e non si deve tornare indietro rispetto al nostro modello organizzativo". Fare dietrofront significherebbe dire "che tutto quello che abbiamo fatto fino ad oggi, con la divisione delle varie aree geografiche, è stato sbagliato. È giusto raccomandare a tutti i cittadini di tenere comportamenti responsabili e aiutarli con regole chiare. Ci vuole un po' di coerenza". Per Bassetti, inoltre, "dobbiamo finirla di voler 'scimmiottare' gli altri paesi europei. Altrimenti, meglio farci governare direttamente dai tedeschi. Ma non solo ora. Che governino anche la programmazione e il finanziamento della sanita' e la gestione della scuola e dell'universita'. Insomma, in tutti i settori".

Zampa: "Per scendere sotto i 10mila casi dobbiamo seguire Germania e Regno Unito"

Certo è che anche all'interno dell'esecutivo qualche dubbio serpeggia. Ma per la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, "è normale che ci siano punti di vista differenti". "Abbiamo qualche mese molto difficile davanti a noi che richiederà il massimo rigore. La curva - ha detto Zampa in un'intervista a InBlu Radio - è scesa molto meno di quanto avessimo pianificato e di quanto necessario. Questo significa che siamo lontano dai numeri rassicuranti per la riapertura delle attività. La progressione dei contagi va a una velocità supersonica. Avevamo immaginato di riuscire a scendere sotto i 10 mila contagi ma non si sta assolutamente scendendo sotto questa quota. Sappiamo che il punto che permette un allentamento delle misure ma soprattutto la ripresa di attività importanti come ad esempio la riapertura delle scuole deve vedere scendere il numero dei contagiati in maniera decisa cioè sotto i 10 mila casi di contagio al giorno. Immaginiamo che sia necessario correggere tutto questo esattamente come hanno fatto la Germania e l'Inghilterra".

"Dobbiamo dire alle persone - ha proseguito il sottosegretario - con il senso di solidarietà e di affetto: 'Mettetevi in sicurezza, resistete, stringete i denti'. E' più importante sapere che i nostri parenti e amici siano in sicurezza. Vedetevi su Skype il giorno di Natale e resistete stando lontano fisicamente". 

Italia verso la zona rossa: in corso l'incontro tra Conte e i ministri

Intanto, poco dopo pranzo, è iniziata la riunione tra il presidente del consiglio Giuseppe Conte e capi delegazione di maggioranza per decidere sulle nuove restrizioni. All'incontro partecipano il ministro della Salute Roberto Speranza, Dario Franceschini (Pd), il guardasigilli Alfonso Bonafede (M5s), il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. Assente al tavolo la rappresentante di Italia Viva, la ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova. Secondo il TgLa7 sono soprattutto Pd e Leu a spingere per la zona rossa, mentre il premier e il M5s sarebbero più prudenti. Secondo le indiscrezioni di stampa i ministri Franceschini, Boccia e Speranza si sono schierati per la zona rossa tra il 24 dicembre e il 6 gennaio, ma il presidente del consiglio, appoggiato dal M5s, ha espresso dei dubbi su questa soluzione. Un compromesso potrebbe essere quello di limitare le chiusure solo ai giorni festivi e prefestivi. 

"Ci affideremo alla scienza per decidere quali sono le migliori misure da applicare nel periodo natalizio" ha fatto sapere il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. "Non è un fatto politico, ma una decisione scientifica. E se gli scienziati ci dicono che c'è il rischio di una terza ondata noi ne dobbiamo tenere conto come governo". 

Il confronto sembra andare per le lunge: l'agenzia Dire informa che a causa del prolungarsi della riunione tra i capidelegazione sull'adozione o meno della zona rossa in tutta Italia, il presidente del consiglio Giuseppe Conte non interverrà all'assemblea di Confesercenti. La presidente Patrizia De Luise ha commentato con gli associati: "Purtroppo non abbiamo avuto la notizia che attendevamo".

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