Lunedì, 23 Novembre 2020
Italia

L'Italia ferma 6,5 milioni di euro di aiuti alla Tunisia: "Prima fermate gli sbarchi"

Stop ai fondi senza garanzie sul contrasto alla migrazione: linea dura del Governo italiano dopo l'aumento dei flussi dalla Tunisia. All'origine degli sbarchi la fase di instabilità politica che si è aperta a Tunisi

"Vi chiedo di sospendere lo stanziamento da 6,5 milioni di euro in attesa di un risvolto nella collaborazione che abbiamo chiesto alle autorità tunisine in materia migratoria". Con queste parole oggi il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha chiesto di rimandare la discussione sullo stanziamento di fondi della cooperazione in favore di Tunisi nel corso di una riunione del Comitato congiunto per la cooperazione allo sviluppo.

"Siamo tutti perfettamente consapevoli dell'importanza della cooperazione per lo sviluppo verso alcuni paesi, anche al fine di prevenire flussi migratori incontrollati, ma - ha detto Di Maio - in questa fase in cui a Tunisi, che ricordo essere un porto sicuro, stiamo avanzando chiarimenti circa l'incremento degli sbarchi verso l'Italia".

Stop ai fondi senza garanzie sul contrasto alla migrazione: un'accelerazione dopo che lo stesso Di Maio al Corriere della Sera aveva annunciato di voler mettere fuori uso i barconi che partono dalla Tunisia ipotizzando un dialogo come quello tenuto con il governo di Tirana durante i flussi migratori dall'Albania degli inizi 2000. 

"La questione degli sbarchi, unita al rischio sanitario con la pandemia è un tema di sicurezza nazionale"

All'origine degli sbarchi che si stanno susseguendo in Sicilia è la fase di instabilità politica che si è aperta in Tunisia.

Il precario equilibrio politico trovato quasi tre mesi dopo le elezioni del 2019 si è frantumato in neanche sei mesi di governo sotto i colpi del partito islamista. Il presidente Saïed ha chiesto le dimissioni del governo nominando un nuovo primo ministro che avrà un mese di tempo per ottenere i 109 voti necessari per incassare la fiducia dall’Assemblea dei rappresentanti del popolo. La crisi di governo ha palesato in maniera ancora più netta i problemi endemici del Paese, quelli economici e sociali: il blocco del turismo, prima industria del Paese, a causa della pandemia ha minato un’economia già precaria. Se i riflettori si sono accesi ora sugli oltre 4mila migranti di origine tunisina sbarcati da inizio 2020, già dal 2019 i tunisini erano diventati la comunità più numerosa a raggiungere l’Italia via mare.

Ora il premier tunisino incaricato Hichem Mechichi ha spiegato che l'immigrazione illegale verrà contrastata "nella speranza che ogni tunisino possa trovare un'opportunità nel suo Paese in modo da non dover salire sui barconi della morte". 

Il ministro dell'Interno italiano Luciana Lamorgese, dopo l'incontro avvenuto questa mattina al Viminale con il ministro dell'Interno francese Gerald Darmanin ha parlato con la commissaria europea per gli Affari interni Ylva Johansson per organizzare una missione in Tunisia e "dare un segnale che possa poi aiutare a fermare questi flussi".

Emergenza immigrazione, in arrivo nave quarantena a Lampedusa

Intanto secondo quanto appreso dall'Ansa, nei prossimi giorni una nave della compagnia Grandi navi veloci arriverà in Sicilia per consentire di trasferire a bordo i migranti che sbarcano sulle coste italiane e che devono essere sottoposti a quarantena.

Al Viminale sono infatti state aperte le buste del bando indetto lo scorso 26 luglio ed è stata assegnata la gara. La grande imbarcazione, che molto probabilmente sarà ormeggiata al largo di Lampedusa, dispone di oltre mille posti: tolti quelli per il personale di bordo, le forze di polizia e il personale della Croce Rossa potrà ospitare tra i 600 e i 700 migranti, a partire da quelli che si trovano attualmente nell'hotspot sull'isola e nel Centro di Porto Empedocle.

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