Sabato, 23 Gennaio 2021

"Quasi tutta l'Italia sarà in zona arancione da domenica 17 gennaio"

Secondo il governatore della Liguria Giovanni Toti con i nuovi parametri si salveranno poche regioni. Intanto Speranza difende le nuove misure: "La situazione non può essere sottovalutata"

Foto di repertorio

Quasi tutta l’Italia sarà in zona arancione a partire da domenica 17 gennaio. Il contenuto dell’ordinanza del ministero della Salute verrà reso noto solo domani, ma stando a quanto anticipato dal governatore della Liguria Giovanni Toti - che cita proprio il ministro Speranza - quasi tutte le regioni sono a rischio declassamento.

 Questa mattina "in videoconferenza con i governatori il ministro Speranza ha annunciato il combinato disposto del decreto legge approvato ieri sera e del nuovo Dpcm, che sta per mettere in arancione praticamente tutta l'Italia a partire da domenica con i nuovi parametri". Queste le parole pronunciate dal presidente della Liguria a Tg2 Italia su Rai 2.  "Non credo che gli italiani possano restare con le loro attività chiuse, chiusi in casa e vedere un Governo che traccheggia nella speranza di trovare 7-8 voti al Senato", ha aggiunto.

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Intanto proprio oggi il ministro Speranza nel suo intervento con le regioni ha sottolineato che "i dati europei sono in significativo peggioramento" e "la situazione non può essere sottovalutata. Lavoriamo insieme tempestivamente ad anticipare le restrizioni per evitare una nuova forte ondata".

Le regioni che rischiano la zona arancione e le parole del ministro Speranza

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha ribadito oggi all'incontro con le Regioni le nuove misure previste per contrastare l'epidemia. "Con indice Rt 1 la zona sarà arancione, con 1.25 rossa, in arancione anche con rischio alto per rendere il modello tempestivo", ha spiegato il ministro a quanto si apprende. Speranza ha illustrato anche lo "stop alla mobilità tra Regioni gialle con le deroghe già previste" e "la proroga dello stato di emergenza al 30 aprile". Il ministro ha poi "confermato il limite delle due persone" che si possono ospitare in casa "non conviventi". Mentre, come già annunciato ieri nelle comunicazioni al Parlamento, ha evidenziato la possibilità di una "zona bianca, un segnale per il futuro, dove sono vigenti le regole comportamentali ma non gli altri divieti", ha affermato e per averla "servono 3 settimane di fila con incidenza sotto i 50, Rt sotto l'1 e rischio basso".

Con i nuovi parametri sono molte le regioni a rischiare. Su tutte: Piemonte, Lazio, Liguria e Marche. Ma potrebbero essere declassate anche Puglia, Molise, Umbria e Sardegna. La Lombardia ha possibilità concrete di finire in zona rossa, mentre Calabria, Emilia Romagna, Sicilia e Veneto dovrebbero rimanere arancioni. In bilico c'è anche la Valle d'Aosta il cui Rt è intorno all'1. Non sono escluse sorprese. 

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