Giovedì, 18 Luglio 2024
La vicenda

"In Italia ci sono due tipi di razzisti": il duro commento di Mentana sulla morte di Satnam Singh

"È il momento che tutti ci rendiamo conto di cosa siamo e di cosa è diventato il nostro Paese": l'intervento del direttore del Tg di La7 sul caso del bracciante indiano scaricato davanti casa dopo che una macchina gli aveva tranciato un braccio

Tiene banco il caso di Satnam Singh, il bracciante 31enne di origini indiane morto ieri, mercoledì 19 giugno, dopo che due giorni prima un macchinario avvolgiplastica gli aveva tranciato di netto un braccio. A fare rumore non è solo l'ennesimo incidente sul lavoro, ma anche le circostanze che sono avvenute dopo l'infortunio. Invece di essere soccorso, Satnam sarebbe stato caricato su un mezzo e abbandonato a pochi passi dalla sua abitazione con il braccio tranciato, poggiato sopra una cassetta utilizzata per la raccolta degli ortaggi. Il titolare dell'azienda agricola per la quale lavorava il 31enne è stato formalmente indagato. I reati contestati dai pm di Latina sono omissione di soccorso e omicidio colposo. Una vicenda, quella di Satnam Singh, che sta indignando l'opinione pubblica. E accendendo un faro sulla piaga del caporalato. Un problema mai affrontato, anzi spesso rimosso. Dalla politica, certo, ma anche dai media. 

Il commento di Mentana: "In Italia ci sono due tipi di razzisti"

Il caso del bracciante morto è stato commentato anche da Enrico Mentana nel corso dell'edizione serale del TgLa7. Un editoriale, quello del direttore del telegiornale di La7, a tratti anche toccante e che è stato molto condiviso sui social. Lo riproponiamo di seguito. "Come tutti i braccianti di quella ditta; come tutti i braccianti o quasi, che ci sono nelle nostre campagne da Nord a Sud, come tanti altri lavoratori in nero - noi diciamo irregolari, invisibili che ci sono in Italia - ora bisogna essere molto chiari" premette il giornalista durante la diretta del tg. "Questo è un episodio, magari questo è particolarmente eclatante, ma ne sono successi altri ieri, ne succederanno altri domani nel silenzio, nell'indifferenza, nella inconsapevolezza generale. Allora, noi parliamo dei migranti tante volte. Sono oggetto di campagna elettorale per timore che arrivino e l'immagine non è mai quella di un cingalese o di un indiano. È quella di un enorme africano nero, che noi associamo al traffico della droga o a violenze di qualsiasi tipo. Anche perché questa è la retorica narrativa di questi anni, ma noi dobbiamo sapere che gran parte dell'economia italiana ruota attorno a queste persone, che poi scopriamo essere irregolari, in nero e sottopagate". 

"Una volta - prosegue Mentana - si diceva pietosamente che venissero chiamati in Italia per fare lavori che vengono rubati agli italiani perché loro costano meno. La verità che dobbiamo dirci è che tante persone, centinaia di migliaia di immigrati irregolari, vengono chiamati da noi per fare i lavori che noi non vogliamo più fare. Ci siamo divisi in due tipi di razzisti, se posso dirlo in questi termini, quelli che proprio non vogliono stranieri, migranti, e quelli che li vogliono per fare questi lavori lontano dai nostri occhi, lontano dalle nostre garanzie retributive e anche previdenziali, facendo quelle cose che ci permettono di andare avanti". 

"Dobbiamo renderci conto di cosa è diventato questo Paese"

E ancora: "Un Paese che si dedica soltanto ai lavori che i giovani italiani vogliono fare senza dedicarsi ad altro, tanto ci pensano coloro che in qualche modo arrivano da noi. E non soltanto nelle campagne. Scusate se rubo un altro secondo... Ci sono città del nord est, Monfalcone, in cui c'è un abitante del Bangladesh, un immigrato dal Bangladesh ogni quattro italiani. E chi li ha chiamati? E a cosa servono? E poi ci lamentiamo se sono tanti, o se tutti messi insieme in una baraccopoli, svolgono i loro riti religiosi o di altro tipo? Cosa dovrebbero fare? Stare zitti e muti? E li abbiamo chiamati per fare che cosa? I lavori che volevamo fare noi o quelli che noi non vogliamo più fare?".

La conclusione del giornalista è amara: "Non è né di destra né di sinistra questo… Abbiamo sentito la ministra, potevamo sentire capi delle opposizioni. Alcuni hanno portato anche in Parlamento colui che doveva essere il rappresentante di questi senza volto, sapete com'è andata a finire. È soltanto il momento che tutti ci rendiamo conto di cosa siamo e di cosa è diventato il nostro Paese".

(Video in alto dal sito di La7)

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