Venerdì, 26 Febbraio 2021
Italia

Difesa (il)legittima? Ecco perché la proposta della Lega metterebbe a rischio la sicurezza

Altro che maggiori tutele, secondo l'associazione Antigone la proposta di legge sull'allargamento del regime della legittima difesa approdata oggi in Senato potrebbe avere un effetto "far west": ecco cosa dice la legge e come potrebbe cambiare

Ignazio La Russa del gruppo 'Fratelli d'Italia' espone uno striscione con la scritta "La difesa è sempre legittima". Foto di archivio Ansa

Iniziata in Senato l'iter Parlamentare della proposta di legge sull'allargamento del regime della legittima difesa. I parlamentari del Movimento 5 stelle hanno ritirato le proposte di modifica al provvedimento presentato dal relatore Andrea Ostellari (resta ferma tuttavia l'opposizione del senatore dei 5 Stelle Gregorio De Falco che ha anche detto di non voler ritirare gli emendamenti al decreto sicurezza in discussione al Senato).

Legittima difesa: approvazione in tempi record

Oggi l'aula del Senato ha approvato il disegno di legge sulla legittima difesa, che ora passa alla Camera. I voti a favore sono stati 195, quelli contrari 52, 1 astenuto. Favorevoli M5S, Lega, Fi e FdI, contrari Pd e LeU. Il provvedimento presentato dalla maggioranza di governo ha incassato i primi voti a favore: approvato con 194 voti a favore, 52 contrari e 4 astenuti l'articolo 1, quello più osteggiato poiché induce a ritenere la difesa come "sempre" leggittima, l'art. 2 del ddl ha incassato i voti a favore di 245 senatori, tra cui anche quelli del Pd: l'articolo esclude la punibilità per chi ha agisce "in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto". L'aula ha approvato l'art.3 che esclude dalla sospensione condizionale della pena chi si è reso responsabile di furto in appartamento se prima non risarcisce la vittima. A favore 202 senatori, 45 contrari e un astenuto. L'Aula del Senato ha concluso la votazione di tutti e 9 gli articoli del ddl sulla legittima difesa in anticipo rispetto ai tempi previsti.

Legittima difesa, la proposta di legge in breve

La proposta di legge sulla legittima difesa che aveva già avuto il via libera della commissione giustizia di Palazzo Madama mira ad inserire la parola "sempre" nella fattispecie delineata dall'articolo 52 del codice penale per cui si verrebbe a delineare come la risposta anche violenta ad un'aggressione che avviene nelle pertinenze della propria abitazione o luogo di lavoro è sempre legittima.

Oltre alla modifica dell'articolo 52 c.p. la proposta di legge mira a modificare l'articolo 55 del codice penale escludendo la punibilità di chi - per la salvaguardare la propria o altrui incolumità agisce "in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto".

Tra le altre norme che la proposta di legge andrebbe a modificare è l'articolo 165 del codice penale prevedendo che in caso di condanna dell'aggressore, "la sospensione condizionale della pena è comunque subordinata al pagamento integrale dell'importo dovuto per il risarcimento del danno alla persona offesa".

Aumentano inoltre le pene per la violazione di domicilio, furto e rapina, prevedendo inoltre in caso di irruzione a mano armata da due a sei anni di carcere.

In campo civilistico inoltre la proposta di legge per la legittima difesa esclude la responsabilità civile di chi si oppone ad un'aggressione. Via libera, infine, alla copertura delle spese legali da parte dello Stato per il gratuito patrocinio di chi finisce sotto processo per aver reagito a una rapina o a un'aggressione. La commissione, attingendo dai Fondi di riserva speciali e dal Fondo per la riforma penale e penitenziaria, è riuscita a far stanziare 98.490 euro per il 2018 e 590.940 rispettivamente per gli anni 2019 e 2020.

No al Far West: migliaia di firme alla petizione di Antigone

Secondo Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone, la legge manifesto presentata dalla Lega metterebbe a rischio la sicurezza,

"Si fonda sull’assenza totale di bisogni reali di prevenzione criminale e attaccando principi giuridici consolidati del nostro ordinamento, intaccando il monopolio dell’uso della forza da parte delle Forze di Polizia, e che vorrebbe mettere il bavaglio ai giudici"

"Oggi i dati degli omicidi - sostiene Gonnella - sono ai minimi storici e incentivare il possesso e l'utilizzo delle armi non farà altro che far aumentare il numero dei morti nel nostro paese. Inoltre anche i numeri delle rapine sono incomparabilmente minori rispetto a quelle dei furti in casa. La differenza tra le due è appunto l'uso della violenza".

"La legge attualmente in vigore, è utile ricordarlo, deriva da una norma del codice Rocco varato in epoca fascista ed è stata modificata nel 2006, sempre su proposta della Lega" prosegue il presidente di Antigone. "Questa norma consente già di usare l’arma ogniqualvolta vi è un’intrusione nella propria dimora o in altro luogo ove venga esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale. Dunque si potrebbe affermare che la Lega cambia norme della Lega".

"La proposta odierna ha l’obiettivo di evitare che chi usa le armi contro un presunto ladro sia indagato. Ma l’intervento del giudice è ineliminabile: in un paese democratico solo un'indagine e un giudice possono verificare l’esistenza effettiva di un’intrusione e accertarsi dell’identità, del ruolo della persona uccisa e della dinamica dell'atto presunto criminogeno".

Contro questa proposta Antigone ha lanciato una petizione sulla piattaforma change.org: "A nome nostro e di queste migliaia di persone chiediamo ai parlamentari del M5S e dei partiti di opposizione di opporsi a questa proposta che ci farebbe finire nel Far West, ascoltando  anche gli operatori della giustizia e tra loro l'Associazione Nazionale Magistrati e l'Unione delle Camere Penali che, con validi argomenti, hanno espresso la loro contrarietà rispetto a questa iniziativa legislativa".

Legittima difesa: che cosa dice la legge

Attualmente l'articolo 52 del codice penale stabilisce come non sia punibile chi - costretto dalla necessita? di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta - si difende con violenza sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa (primo comma). Sussiste un rapporto di proporzione se viene usata un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere: a) la propria o la altrui incolumità; b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d'aggressione (secondo comma).

Complementare alla legittima difesa appare il tema dell'abuso della scriminante: si parla infatti di eccesso colposo di legittima difesa, a fronte di una reazione di difesa eccessiva: non c’è volontà di commettere un reato ma viene meno il requisito della proporzionalità tra difesa ed offesa configurandosi un'errata valutazione colposa della reazione difensiva.

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La giurisprudenza ha, in definitiva, dimostrato come la presunzione legale introdotta per la violazione di domicilio non sia stata in grado di superare i rigorosi limiti di liceità della legittima difesa: la Cassazione ha ritenuto come lo stesso ingresso fraudolento o clandestino nella dimora dell'aggredito, in carenza sempre della aggressione o della esposizione della controparte ad un pericolo alla propria vita o incolumità, non acquisisca rilievo per invocare la scriminante della legittima difesa. In poche parole nell'ipotesi in cui l'aggredito agisca per difendere beni patrimoniali necessita il duplice requisito della non desistenza e del pericolo di aggressione.

Nella Sentenza n. 32282 del 2006 la Cassazione affronto? un caso in cui all'imputato era contestato l'eccesso di legittima difesa per avere esploso un colpo di pistola dalla finestra dell'abitazione contro un ladro in fuga che in seguito moriva per le lesioni riportate: dopo che in primo grado l'imputato era stato assolto, la Corte di Appello di Napoli, riconosceva la responsabilità penale dell'imputato e infine la Corte suprema aveva ritenuto l'imputato colpevole dell'eccesso di legittima difesa in quanto dalle risultanze processuali si evinceva che non sussisteva un "pericolo di aggressione" e la vittima, dandosi alla fuga, aveva in sostanza desistito dal suo iniziale intento aggressivo. 

Infine sempre la Cassazione nella Sentenza n. 28802 del 3 luglio 2014 ha ritenuto di non potrà giustificare l'uccisione con uso legittimo delle armi di un ladro introdottosi in casa quando sia messo in pericolo soltanto un bene patrimoniale dell'aggredito.

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Proprio questa discrezionalità dei guidici è stata imputata dal senatore di Fratelli d'Italia, Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato e cofirmatario della proposta di legge. "Per Fratelli d'Italia la difesa di chi si oppone per tutelare la propria incolumità è sempre legittima, senza che vi possa essere una valutazione discrezionale circa lo stato d'animo di chi è aggredito"

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