Domenica, 7 Marzo 2021
Parma

La lettera della liceale allo 'smascherato': "Io amo i miei nonni, a te non importa della salute altrui"

L'appello di una studentessa del Liceo Bertolucci di Parma: "Se questo messaggio ti ha dato fastidio rileggilo, perché probabilmente il destinatario sei proprio tu"

Foto di repertorio

"Caro smascherato...". Inizia così la lettera che una studentessa all'ultimo anno del Liceo Bertolucci di Parma ha voluto rivolgere a chi non rispetta le regole per prevenire la diffusione del contagio da coronavirus. Parole che toccano nervi scoperti e un argomento quanto mai delicato. "Caro smascherato - si legge nell'appello di Alessia, condiviso anche sul profilo facebook della scuola -, sono io, quella che rispetta le regole, quella che prendi in giro perché ormai ha le orecchie a sventola a furia di tenere la mascherina per ore, quella che conosce persone considerate 'soggetti a rischio' o che semplicemente ama i propri nonni".

"Ti scrivo perché ti vedo entrare in luoghi pubblici tranquillo, senza mascherina, senza igienizzare le mani, senza tenere il metro di distanza da chi ti sta aspettando, che, al contrario, hai appena salutato con un caloroso abbracci". Mi fa piacere vedere che non sei stato in alcun modo toccato da questa situazione. Mi fa piacere sapere che nessun tuo conoscente ha, o ha avuto, niente a che fare con questa pandemia, che sta mettendo in ginocchio l’intero pianeta"

La lettera della studentessa allo smascherato: "Se continua così non andrà tutto bene"

"Sai cosa non mi fa piacere però?" prosegue la studentessa. "Il fatto che, probabilmente non avendo mai sentito vicino a te questo virus, ti disinteressi della salute degli altri". 

"Infatti, molte persone non condividono il tuo punto di vista, ma, al contrario, del Coronavirus hanno paura. Questa gente soffre sentendo il numero dei contagi che incrementa ogni giorno e molti di loro, a tua insaputa, hanno dovuto lottare con il virus o sostenere, da lontano, qualche conoscente risultato positivo".  

Insomma il virus c'è, è la fuori e non possiamo far finta di nulla. Mettere la testa sotto la sabbia non risolve il problema. "In tutto il mondo - scrive la liceale -, c’è un’altissima percentuale di popolazione che, risultando positiva al tampone, dovrebbe prepararsi a non rivedere più il nonno cardiopatico, la zia, che da sempre ha dei problemi al sistema immunitario, e chissà chi altro. Se continua così, secondo l’Istituto superiore della Sanità, non andrà tutto bene". Ora più che mai, con l'aumento dei contagi, "servono regole semplici e non derogabili, la determinazione nel farle rispettare, e un’obbedienza civile che si era manifestata, salvando vite e reputazione dell’Italia, nella scorsa primavera, ma che adesso sembra essersi dissolta". 

"Quindi ciò che serve ora non è sostegno ma ubbidienza e l’unico modo che abbiamo per migliorare la situazione è rispettare l’obbligo dell’utilizzo della mascherina, la stessa mascherina che tu non indossi perché scomoda. Ma pensa bene alla risposta a questa domanda: sei davvero così egoista da permettere a chi ti sta vicino di rischiare la vita o avere dei danni permanenti, semplicemente perché tu non rispetti le norme di sicurezza?

Volevo concludere facendoti notare una cosa: se questa lettera in qualche modo ti ha dato fastidio rileggila, perché probabilmente il destinatario sei proprio tu".

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